Analisi

Politiche 2022, centrodestra avanti in Liguria e ponente blindato: le previsioni dell’Istituto Cattaneo

La previsione è basata sui risultati alle Europee del 2019 ma non tiene conto dei netti risultati di regionali e comunali. Si profila un tracollo M5s

Generico luglio 2022

Liguria. Secondo le previsioni dell’Istituto di ricerca politica Cattaneo in vista delle elezioni politiche del 25 settembre, la Liguria è “azzurra”, come d’altronde gran parte del Paese.

L’analisi è stata realizzata sulla base dei voti per le Europee del 2019, considerate significative perché già mettevano in luce la diaspora dei voti M5s verso altri lidi (al tempo, quelli del centrodestra).

Nella nostra regione, dove si passerà da 24 a 15 parlamentari in nome di una riduzione dei collegi, e dove i collegi uninominali sono quattro per la Camera e due per il Senato, il centrodestra sembra avere più chances degli avversari in almeno tre collegi, con due dati per “contendibili” e uno – Genova – dove il centrosinistra potrebbe sperare di piazzare un parlamentare. In sostanza gli unici collegi davvero “blindati” resterebbero quelli del ponente e quindi da capire chi sarà schierato e avrà quasi certamente un pass per Roma.

Oltre ai collegi uninominali, alla Liguria, in considerazione della popolazione di 1.570.000 abitanti, è stato assegnato un collegio plurinominale al Senato, che dà diritto a tre seggi, e uno alla Camera, che corrisponde ad altri sei seggi. Questi sono più difficili da stimare a livello locale perché tutto dipenderà dall’andamento dei voti a livello nazionale.

Generico luglio 2022

Un’altra certezza, però, secondo l’Istituto Cattaneo, è il tracollo – in Liguria come nel resto del Paese – del M5s. Che oggi non potrebbe competere in alcun collegio uninominale. A livello nazionale, inoltre, con il proporzionale, il Movimento 5 Stelle potrebbe ottenere non più di 13 seggi al Senato e 28 alla Camera. (Il centrodestra ne avrebbe rispettivamente 61 e 121, il centrosinistra 48 e 96).

“La mancata alleanza tra PD e M5S potrebbe consentire al centrodestra di prevalere in circa il 70% dei collegi uninominali di Camera e Senato – si legge nella nota che accompagna le previsioni dell’Istituto Cattaneo – I collegi blindati per il centrosinistra risulterebbero confinati in una parte della ex zona rossa (Emilia-Romagna, Toscana) e nelle grandi città (Milano, Torino, Genova, Roma, Napoli). Se ciò si verificasse, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia otterrebbero una confortevole maggioranza assoluta di seggi sia alla Camera che al Senato”.

Stime come quella pubblicata sono commissionate, usualmente, anche dalle segreterie di partito per orientare la compilazione delle liste. “Dai nomi di chi sarà collocato in posizioni più o meno sicure si capirà, ad esempio, quanto è ampia la delega di cui dispone Enrico Letta nel Pd per creare un gruppo parlamentare in sintonia con la sua agenda – si legge – o quale sarà il grado di continuità/innovazione che Giorgia Meloni imprimerà rispetto al nucleo originario di Fdi oggi prevalente”.

Generico luglio 2022

Questo ragionamento, in ambito ligure, si potrebbe tradurre in una difficoltà in più, ad esempio, per il Pd, per garantire il mantenimento del seggio a entrambi i due big: Roberta Pinotti al Senato, più ancora che per Andrea Orlando alla Camera. Nel 2018 erano stati eletti in altre regioni, ma se venissero schierati come capilista nei collegi plurinominali la cosa potrebbe essere mal vissuta da chi invece quattro anni fa si è messo in gioco sul territorio.

L’altro ragionamento riguarda l’unico collegio uninominale su cui il centrosinistra può investire senza tema di una sconfitta certa, ossia quello genovese. Chi sarà il nome del candidato o della candidata? Ci riproverà Pippo Rossetti? Nel collegio 4 nel 2018 era stato sconfitto da Edoardo Rixi (Lega) o il partito si giocherà la carta di Valentina Ghio, la segretaria regionale?.

Per il centrodestra non ci sono meno tribolazioni: aumentano le possibilità di vittoria ma anche le ambizioni, specialmente quelle di un partito come Fratelli D’Italia che forse potrebbe reclamare quel collegio di ponente che nel 2018 era stato assegnato al “catapultato” di Forza Italia Giorgio Mulé, tornato agli onori delle cronache politiche, recentemente, per le dichiarazioni sul filo del bodyshaming nei confronti di Giovanni Toti.

A proposito di Toti, fino a che non sarà chiaro – a livello nazionale e locale – quale sarà la collocazione dei centristi, ovvero se ci sarà un “partito di Draghi” o se Italia al Centro resterà nella cornice del centrodestra, anche per evitare scossoni in Regione, sarà difficile fare previsioni e ipotesi su chi sarà schierato dove e per chi.

Per quanto riguarda la presentazione delle previsioni dell’istituto Cattaneo c’è da fare un’altra doverosa premessa. Sono basate sulle Europee 2019. E il voto alle Europee non coincide con quello che è stato poi, in Liguria l’andamento alle urne, con le Regionali e le Comunali vinte da centrodestra (se si eccettua Savona). Quindi l’analisi potrebbe risultare ottimistica per il centrosinistra.

Di contro, l’Istituto Cattaneo ha ipotizzato che nella coalizione di centrosinistra convergano (vengano ammesse) tutte le forze politiche per cui sono state rilevate le intenzioni di voto nel mese di luglio in qualche modo prossime al Pd: Sinistra, Verdi, Azione (Calenda), Italia Viva (Renzi) e Insieme per il Futuro (Di Maio). Non contempla la possibilità del discorso centrista allargato.

“Nel complesso – conclude comunque il documento – considerando le medie di tutti i sondaggi pubblicati in luglio, ai tre partiti di centrodestra (FdI, Lega, FI) viene attribuito circa il 46% delle intenzioni di voto sul piano nazionale (ottennero il 50% dei consensi alle europee; sembra aver perso qualche punto percentuale a favore del movimento Italexit), al complesso dei soggetti di “centrosinistra” viene accreditato il circa il 36% delle intenzioni di voto (avevano preso il 30% alle europee), al M5S circa l’11% (aveva ottenuto il 17%)”.

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