Il processo

Tirreno Power: “Migliori tecnologie per le polveri”. Uniti per la Salute: “Insufficienti per l’inquinamento”

In aula audizione per il consulente Danilo Cottica, l'associazione di parte civile: "Non ha letto il capo d’imputazione…"

Tirreno Power

Savona. “Per ridurre le emissioni dei gruppi a carbone, Tirreno Power ha utilizzato tecnologie all’avanguardia anche rispetto a quelle adottate da altri operatori concorrenti”. L’azienda riferisce le conclusioni oggi in udienza a Savona il consulente Danilo Cottica, professore alla facoltà di Medicina dell’Università di Pavia, docente all’Università di Padova per la valutazione dei rischi chimici, premiato dall’associazione no profit American Industrial Hygiene Association.

Cottica – riferisce l’azienda – ha esaminato i documenti che riguardano gli interventi di ambientalizzazione fatti negli anni da Tirreno Power riguardo ai gruppi a carbone di Vado Ligure. Il consulente si è soffermato in particolare sul sistema di desolforizzazione utilizzato per abbattere le emissioni di SO2: “Per quanto riguarda le prestazioni ambientali – ha affermato Cottica riassumendo il lungo percorso di analisi- gli interventi e la proattività dei dirigenti e del personale di Tirreno Power ha portato a continui miglioramenti della gestione tecnica degli impianti che sono risultati all’avanguardia anche rispetto a quanto adottato in impianti analoghi di altre società che li hanno implementati solo successivamente”.

“La consulenza di Cottica ha approfondito le dotazioni tecniche che hanno consentito ai gruppi di Vado Ligure di rispettare costantemente tutti i limiti di legge, come documentato da Arpal e agli atti acquisiti nel procedimento in corso”, hanno concluso dall’azienda.

Non la pensa certo così una delle parti civili del procedimento penale in corso nelle aule di Palazzo Giustizia: “Parecchie perplessità nella deposizione del consulente dell’azienda”, la risposta di Uniti per la Salute: “La descrizione di una serie di contratti sottoscritti dall’azienda riconducibili direttamente o (soprattutto) indirettamente alla riduzione delle emissioni e in alcuni casi è stato piuttosto sfuggente nella descrizione delle tipologie impiantistiche: in gran parte ha esposto contratti di mera manutenzione”.

“Ha inoltre sostenuto che le tecnologie adottate erano all’avanguardia tuttavia ha completamente omesso di illustrare la relazione tra questa presunta “avanguardia delle tecnologie” con gli effettivi esiti emissivi che, invece come dagli stessi dati dell’azienda, risultano elevati per tutto il periodo di funzionamento dell’impianto dal 2003 almeno fino al 2013” aggiunge ancora l’associazione.

“Osserviamo a titolo di esempio che, come risulta dai dati ufficiali, le emissioni di biossido di zolfo sono state negli anni di gran lunga superiori ai limiti delle MTD (massimo 200 mg/Nm3) salvo ridursi solo nel 2013 (come possa mai conciliarsi una tale situazione emissiva con le tecnologie all’avanguardia decantate dal consulente della difesa rimane un autentico mistero visto che sul punto non ha fornito alcuna spiegazione)

In definitiva questa consulenza ci ha suscitato diverse perplessità, come quando, a precisa domanda dell’avvocato di parte civile, il dott. Cottica ha fatto una affermazione sconcertante per un consulente chiamato a fornire il proprio apporto nel processo dichiarando di non avere letto il capo d’imputazione. O come quando, parlando della qualità del combustibili (carbone) si è diffuso nello spiegare che questa qualità dipendeva dal grado di macinazione mentre ha dichiarato di non aver considerato la percentuale di zolfo presente nel carbone, caratteristica fondamentale per distinguere se il carbone è di buona o cattiva qualità”.

“Altre perplessità ci sono sorte alla risposta date al Pubblico Ministero quando ha dichiarato di non conoscere l’importante documentazione processuale riguardante le relazioni dei consulenti dell’accusa”.

“Nella sua relazione il consulente ha anche definito i cannoni per il lancio di acqua sul deposito di carbone, tecnologia efficace per il contenimento della polverosità diffusa… A questo punto il nostro avvocato ha dato lettura di una intercettazione tra due dipendenti in merito al mancato abbattimento delle polveri e delle emissioni inquinanti nel funzionamento della centrale” conclude.

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