Lettera al direttore

Progetti

Fotovoltaico, la proposta: “Un parco solare nelle ex cave Arene Candide di Finale e pannelli sui tetti delle ex aree Piaggio”

di Gabriello Castellazzi

Piaggio Finale verdi finalesi

Il riscaldamento globale in atto fa capire come sia urgente attuare vere azioni di contrasto. Ulteriori ritardi peggioreranno situazioni di crisi ormai evidenti (agricoltura, migrazioni forzate,ecc.).
E’ quindi indispensabile bloccare l’effetto serra riducendo la produzione di CO2 dovuta al consumo di combustibili fossili.

Tra le fonti alternative, ormai da decenni, è nota la possibilità di convertire la stessa luce solare in elettricità e la tecnologia del fotovoltaico rappresenta una risorsa primaria per l’indipendenza energetica.

Ovunque nel mondo si moltiplicano gli sforzi in questa direzione, ma quale è la situazione in Italia e nella Liguria?

Secondo i dati “GSE” (Rapporto Statistico Energia da fonti rinnovabili), tra le Regioni italiane la Liguria è fanalino di coda per numero di impianti fotovoltaici e per la relativa potenza elettrica prodotta, mentre nell’insieme delle regioni settentrionali si raggiungere il 45% della potenza installata in Italia.

Dato incomprensibile data la favorevole posizione geografica della Liguria e tenuto conto che il fotovoltaico rappresenta una fonte sicura di investimento finanziario insieme al contributo concreto in difesa dell’ambiente.

Tutti sono al corrente degli incentivi statali per privati ed enti pubblici. Più volte i Verdi hanno ricordato inoltre tutte le agevolazioni per coloro che vogliono sostituire con fotovoltaico le coperture in amianto degli edifici, risparmiando così la vita di migliaia di persone ( 7000 decessi nel 2020 secondo dati “ONA” – Osservatorio Nazionale Amianto).

Più in generale, in Italia nel 2021 risultavano connessi alla rete elettrica circa un milione di impianti fotovoltaici, numero considerevole, ma purtroppo oltre il 90% di questi risulta di piccola taglia.

Comunque, secondo gli ultimi dati “IRENA” (Agenzia Internazionale per le Fonti Rinnovabili), nello stesso anno in Italia sono stati installati solo la metà degli impianti polacchi, un terzo di quelli francesi e spagnoli, un quarto di quelli olandesi e tedeschi: dato preoccupate, tenuto conto dei 9 GW di energia che dovremmo installare ogni anno, entro il 2030, per essere in linea con gli impegni per la “Transizione Energetica” e ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili.

L’arcinoto “PNRR”(Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) mette a disposizione 4 milardi di Euro per queste finalità, indicando le procedure amministrative prevedendo “poteri sostitutivi”in caso di inerzia delle Regioni.

In questa situazione, italiana e ligure, si inserisce la provincia di Savona che ospita a Finale Ligure siti ex-industriali, abbandonati, che possono invece diventare utili per un rilancio economico nel contesto virtuoso della politica energetica: le ex cave “Arene candide” e le “Aree Piaggio”, entrambe affacciate sul mare e in uno stato di degrado così evidente da suscitare sdegno nei cittadini finalesi, unito a stupore nei turisti che giungono in una delle “perle ambientali”della Liguria(foto).

La vastità e la posizione strategica delle aree in oggetto dovrebbero portare a definire progetti di assetto urbanistico, non più rinviabili, nella stessa logica che circa cento anni fa l’Amministrazione Comunale di allora ebbe il coraggio di seguire: nel 1906 il Sindaco Saccone firmò un contratto con la “Società Officine Rinaldo Piaggio”per la realizzazione di un’ industria “che non producesse inquinamento e che non fosse nociva alla pubblica igiene”.

Cosa rimane oggi di una realtà economico-sociale che ha segnato la vita di un’intera città per oltre un secolo? In quali condizioni versano edifici annoverati tra il patrimonio di “archeologia industriale” da tutelare secondo le norme vigenti?

Oltre alla tragica condizione generale degli edifici (vedi l’hangar del celebre Architetto Giuseppe Momo) è da rilevare lo stato di abbandono del reparto che ospitava la famosa “Galleria del vento” (collegata ad una “Vasca idrodinamica”- la prima in Italia per aerei anfibi) ed è utile ricordare gli “accordi di programma” stipulati all’atto della dismissione degli impianti (2014) dove la ditta si impegna a “mettere a disposizione i materiali, disegni, modelli, documenti e collaborare con il Comune di Finale per la formazione del “Museo Storico della Piaggio”, nell’ambito delle aree oggetto di PUO (Piano Urbanistico Operativo) e/o comunque nel territorio del Comune di Finale Ligure”.

Perchè non sono onorati questi impegni? La domanda è legittima perché i modelli originali degli aerei Piaggio sono da considerarsi un vero “bene culturale storico” parte della comunità finalese.

Si avvicina il decennale del trasferimento “Piaggio” a Villanova e a questo punto la Pubblica Amministrazione dovrebbe attrezzarsi giuridicamente approvando un piano di recupero, poichè la legge italiana consente interventi di esproprio “quando sussista lo stato di abbandono di un edificio con grave deperimento strutturale per mancata utilizzazione”. Inoltre, il completamento con tetti fotovoltaici di tutti gli edifici otterrebbe considerevoli finanziamenti pubblici.

Perchè, a questo fine, non si decide il coinvolgimento del “Renzo Piano Building Workshop” di Genova che ha realizzato centinaia di progetti in tutto il mondo?

Ancora più importante, dal punto di vista ambientale e paesaggistico, è il risanamento – recupero delle ex cave “Arene Candide” che potrebbe vedere la realizzazione di una grande centrale solare di 11.250 mq. (utilizzando i gradoni scavati nella parte alta del promontorio Caprazoppa), secondo il progetto presentato a Finale Ligure, già nel lontano 2005, dall’Ing. Gianpiero Suetta del “Solar Technology Group” di Savona. Un impianto con potenza di 1125 KW per una quantità annua di elettricità pari a 1.123.000 Kwh con risparmio di 670 tonn/anno di CO2. (foto).

La drammatica situazione dovuta al riscaldamento globale e la grave emergenza energetica non consentono ulteriori rinvii.

Gabriello Castellazzi
Europa Verde – Verdi Finalesi

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