Calma e gesso

Finale, la missione di Flavio Ferraro: “Due obiettivi: ricostruire e mantenere la categoria”

Il tecnico valbormidese torna dopo più di vent'anni: "Società danneggiata dalla poca chiarezza di qualcuno, stimolante ripartire quasi dal nulla"

Generico luglio 2022

Finale Ligure. “Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano“.

La celebre frase coniata da Antonello Venditti è diventata da tempo di uso comune per racchiudere quelle storie che nascono, trascorrono anni straordinari e finiscono come tutte le cose, fino a poi magari rincontrarsi in un futuro, prossimo o remoto che sia.

Questo è un po’ il  sottile filo che lega Flavio Ferraro ed il Finale, incontrati due decenni fa e continuati sempre a stimarsi, fino a quando c’è stata l’occasione di rincontrarsi (e riabbracciarsi).

Con lui in panchina la società finalese ha raggiunto l’Eccellenza e alzato una Coppa Italia contro il Ventimiglia, nel periodo clou del baffuto tecnico che farà ottimi risultati nel grande Savona di un tempo.

Ora la situazione è ben diversa, siccome il suo approdo è arrivato a seguito delle dimissioni di Pietro Buttu. Ferraro fino a pochi giorni fa era tesserato dell’Albenga, poi la chiamata del Finale lo ha convinto ad andarsene, i motivi poi ce li dirà lui.

E al suo posto, a comporre uno dei mosaici più interessanti degli ultimi tempi a livello locale, il neo presidente Marinelli ha portato nientepopodimeno che il tecnico ingauno: lo “scambio” di panchine è stato fatto.

“Non prenderò in considerazione nessun’altra realtà che non abbia la presenza di tre componenti fondamentali: società-squadra-pubblico”.

Qualche settimana fa ha rilasciato queste dichiarazioni al nostro giornale. Per Ferraro non ci sono dubbi riguardo alla scelta fatta. La sua voglia di fare calcio è ancora pari a quella di un ragazzino, però conscio di tornare in un luogo che conosce molto bene, dove è ricordato con piacere: “Oltre al mio primo trascorso c’è stata poi l’era Buttu, che ha visto anche la promozione in Serie D oltre agli altri ottimi risultati: per me Finale è una piazza importante. Certo manca la componente del pubblico, perché fare calcio in piazze come Albenga, Savona e Imperia è differente. Però se su 3 componenti che chiedevo ce ne sono almeno due, pazienza. Cercheremo di soddisfare quelli che abitualmente ci vengono a vedere, ma creare a Finale un ambiente esterno come ad Imperia o ad Albenga è un’impresa quasi impossibile”.

Il modo in cui il sodalizio finalese si è approcciato a lui è stato fondamentale per strappare il suo assenso: “Sono stato contattato e ho visto subito grande desiderio di avermi come allenatore. Non hanno cercato nessun altro, credono nelle mie capacità di fare calcio e sanno che lavorerò alacremente per ripagare la fiducia e la stima che mi è stata data dalla società, che reputo molto seria. Militiamo nella Serie A dei Dilettanti e punteremo a rimanerci senza patemi d’animo. Belvedere e Iannella come DS e Team Manager sono due innesti importanti, mancano almeno altri due dirigenti che possano ricoprire cariche importanti. Quindi ci saranno persone nuove e sarà compito loro, con le mie indicazioni ovviamente, creare un nuovo gruppo. Non sarà semplice, però è abbastanza stimolante ripartire quasi dal nulla“.

La rabbia è per essere partiti in ritardo, questo lo dico per la società – precisa Ferraro – secondo me qualcuno doveva essere un pochino più chiaro prima, evidentemente c’è stata della confusione a livello mentale. Per l’amor del cielo, io non voglio insegnare nulla a nessuno: nella vita e nella carriera di un allenatore può capitare, ma questo ha danneggiato non poco il Finale. Ci sono molti giocatori che da qui stanno cercando di andare ad Albenga, mi auguro che qualcuno voglia fare il percorso inverso: è un po’ più difficile, ma perché no..

Nonostante le tante partenze che a breve saranno definite, non mancano giovani interessanti da valorizzare in questo nuovo ciclo: Mi hanno parlato molto bene di diversi ragazzi, ma devo vederli all’opera per rendermi conto del loro valore reale, magari superiore a quanto mi abbiano detto in precedenza. Ad Albenga nei playoff qualcosina di mio c’è stato, ma non dimentichiamoci mai che <le nozze coi fichi secchi non è in grado di farle nessuno>: ci sono stati giocatori esperti straordinari, insieme ad un gruppo di giovani di qualità eccelse, di un livello superiore. Peccato non essere riusciti a vincere il campionato per una serie di circostanze“.

“Abbiamo avuto subito l’infortunio di Tota che ci ha tolto tantissimo a livello di esperienza, specialmente contro una squadre esperte dove alla fine puoi pagare qualcosa – spiega “Baffo” –  non ho mai parlato di arbitri, ma il rigore al 90esimo contro la Fezzanese era evidente e ci è stato negato. Abbiamo sfiorato un miracolo, sarebbe stata una gioia enorme”.

Sì perché per Ferraro è stata una delle avventure più toccanti della sua lunga carriera. Non ha importanza se sono stati solo pochi mesi, le emozioni sono state tante: Un amore grande ma purtroppo estivo: ci siamo incontrati in vacanza, poi quando sono finite ognuno ha dovuto tornare sulla propria strada. Mi dispiace molto, sarei un bugiardo a dire il contrario, e le cose che ho detto in favore di questa piazza rimangono invariate. Però io sono fatto a modo mio. Magari questo nuovo gruppo non mi avrebbe mai contattato, ma io ho voluto metterli in condizione di non prendermi neanche in considerazione. Dal primo giorno ho detto che avrei continuato a fare calcio ad Albenga esclusivamente con la famiglia Colla ed il signor Cometto“. 

Parole di stima per la vecchia proprietà e un pensiero alla gente ingauna“Mi sono trovato benissimo con loro. Sono persone che prima di arrivare ad Albenga hanno dimostrato di essere in grado di saper fare cose importantissime nel mondo del calcio. Sono convintissimo che, come hanno fatto nei due precedenti, avrebbero allestito una squadra per far divertire tutti: purtroppo c’è stato un massacro mediatico pazzesco nei loro confronti. Rimarrà fantastico anche il rapporto con il pubblico, il valore aggiunto di tutto. Però ormai l’Albenga fa parte del passato, ora sono convinto di togliermi delle soddisfazioni a Finale“.

E ora, cosa può portare Flavio Ferraro alla difficile causa giallorossablù? “Metto a disposizione la mia esperienza, il mio entusiasmo e l’infinita voglia di dimostrare che Finale possa rimanere a livelli importanti in Eccellenza, anche in questo nuovo ciclo che si sta creando. C’è un lavoro gigantesco da fare perché si è andato a sfaldare un gruppo che lavorava insieme da parecchi anni, quindi bisogna ricostruirlo. Non sarà semplice amalgamarlo, bisogna cercare di mettere 3 o 4 pedine fondamentali e di sbagliare il meno possibile, siccome non c’è un budget illimitato”

L’esperienza, appunto, mi insegna che la fretta è una cattiva consigliera – conclude il mister – in tutti questi anni ho sempre visto che ogni giorno nascono nuove situazioni: quello che adesso può sembrare impossibile magari tra un mesetto potrebbe accadere. Magari potrebbero arrivare a giocatori importanti che in questo momento sarebbero impensabili da accaparrarsi: calma e gesso“.

 

 

 

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