Al via

Finale, il cerchio magico di Ferraro: “Dobbiamo essere una macchina da guerra”

Inizia la preparazione precampionato tra tante novità: "I due fratelli Coulibaly faranno parte di questo organico, da lunedì ci sarà qualche giocatore più esperto"

Finale Ligure. “Dobbiamo essere una macchina da guerra: così ci divertiamo“.

Finisce con queste parole il primo allenamento della preparazione del nuovo Finale targato Flavio Ferraro.

Nuovo“, effettivamente, è un aggettivo imprescindibile per definire il gruppo squadra: in attesa di ritrovare capitan Scalia, l’estro di Luca Ferrara e la spinta di Dante Finocchio, l’organico è attualmente composto da facce nuove (oltre agli innesti già ufficializzati) e della Juniores Regionale finalese dello scorso anno, allenata dal duo Sgambato-Spadoni.

Insomma l’inizio un vero e proprio ciclo, il motto “calma e gesso” non è mai stato così attuale.

La parola inizialmente è passata al campo, tra la preparazione atletica e un po’ di pallone, la parte preferita da ogni giocatore. Poi a Ferraro, che ha riassunto così il primo giorno di lavoro: “La cosa più importante era mettere la nave in mare, o il treno sulle rotaie. Bisognava iniziare e prendere contatto con questo gruppo nuovo, visto che siamo all’anno zero. Piano piano stiamo cercando di ricostruire una squadra degna di questa società“.

Tempo anche di ufficializzare qualche nuovo innesto, in attesa di poterne avere altri durante la prossima settimana: “I due fratelli Coulibaly faranno parte di questo organico e già da lunedì ci sarà qualche giocatore più esperto. La società ha voglia di costruire una squadra in grado di ben figurare in un torneo ben combattuto e molto difficile, con molte squadre attrezzate per l’alta classifica. Qualcosa di interessante c’è nel settore giovanile, che ho già intravisto questa sera. Devo aiutare a crescere questi giovani in funzione del risultato, aggredire il tempo come i ragazzi dovranno aggredire gli avversari per tutta la partita. Non è facile ma questo lavoro di ricostruzione mi affascina moltissimo“.

Il cerchio post allenamento è un particolare da non sottovalutare: “Faccio così già da un paio di anni. Queste piccole riunioni ci servono per fare gruppo: dobbiamo diventarlo velocemente. È un modo per stare insieme. Non solo io esprimerò le impressioni sull’allenamento, potranno farlo anche i ragazzi“.

 

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