Scenario

Dimissioni Draghi, voto 18 settembre? Le reazioni politiche, campagna elettorale sotto l’ombrellone

Il commento dei parlamentari savonesi e le tante incognite del voto anticipato

Generico luglio 2022

Liguria. Come previsto e annunciato il presidente del consiglio Mario Draghi si è dimesso ma “il governo resta in carica per il disbrigo degli affari correnti”. Il premier stamani dopo la comunicazione al Parlamento è salito al Colle per confermare le proprie dimissioni al presidente della Repubblica.

Come reso noto dal Quirinale, “il professor Draghi ha reiterato le dimissioni sue e del governo da lui presieduto. Il Presidente della Repubblica ne ha preso atto. Il governo rimane in carica per il disbrigo degli affari correnti“.

Nel pomeriggio Sergio Mattarella riceverà i presidenti di Camera e Senato Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati, già incontrati anche da Draghi.

“Certe volte anche il cuore dei banchieri centrali viene usato”. Una battuta che è anche un’autocitazione relativa alla barzelletta raccontata recentemente alla stampa estera quella con cui Draghi ha accolto l’applauso e la standing ovation di questa mattina alla Camera. Un applauso che arriva all’indomani del voto di fiducia e che ha determinato la fine dell’esperienza di governo.

Gli effetti sui mercati. Milano con il -2,2% in apertura indossa la maglia nera delle borse europee già alle prese con le strategie anti inflazione della Bce.

Tensione anche sullo spread, che si mostra particolarmente nervoso, ed ha toccato i 232 punti, e con il rendimento che ha sfiorato il 3,6%.

Ed è forse anche per evitare una perdurante situazione di instabilità e una perdurante campagna elettorale che l’ipotesi per la data del voto è davvero ravvicinata. Se questa mattina i rumor indicavano il 2 ottobre, sono bastate poche ore per fare sì che la chiamata alle urne venisse ipotizzata addirittura al 18 settembre.

E l’attuale scenario politico, con una campagna elettorale estiva a dir poco “bollente”, con tante situazione di emergenza, preoccupa molti stakeholders e settori economico-sociali. Le elezioni il 18 settembre, ma anche se fossero ai primi di ottobre, mettere in atto un moto partitico vortiginoso, che arriverebbe al culmine nelle classiche giornate sotto l’ombrellone di Ferragosto.

Tra le reazioni quelle dei parlamentari savonesi. Da quelle della Lega e del senatore Paolo Ripamonti che rimbalza con forza la posizione del partito di Salvini, espressa dallo stesso Edoardo Rixi: “Stare al governo per discutere delle bandierine del Pd, cannabis e Ius Scholae? No grazie, ora la parola agli italiani. Questo Paese ha bisogno di un governo serio e stabile”.

Preoccupazione, invece, da parte del deputato PD Franco Vazio, in merito alle ripercussioni della crisi di governo che stoppa le misure in atto per la ripartenza e il rilancio, in primis il Pnrr: “Grazie presidente Draghi!! Ora si apre un periodo molto complesso e difficile per il Paese, per le famiglie e le imprese…”.

Per l’ex M5s, il senatore Sergio Battelli: “Vince la miopia e l’oscurantismo di chi vede nel far saltare il banco la soluzione a tutti i problemi. Si accorgerà del tragico errore commesso. Domani però, troppo tardi. Grazie al presidente Mario Draghi, che ha rispettato fino in fondo le istituzioni, non venendo mai meno alla parola data. Grazie al ministro Luigi Di Maio e a quella parte di governo che ha voluto il bene del Paese. A chi non ha votato, non prendendosi la responsabilità di tutto il caos provocato o alimentato dico solo di farsi un esame di coscienza e di chiedersi: davvero ne é valsa la pena? Una parola sul M5S: dopo tutto questo una posizione andava presa, un sì o un no, una parola non certo il silenzio”.

Una Lega e centrodestra pronti alla sfida elettorale, così come lo stesso M5s, fautori della crisi, con il PD e una possibile coalizione di centrosinistra che, ingoiato il boccone amaro dello stop alla legislatura, che stanno valutando tutte le mosse in vista del voto anticipato, dato ormai per scontato in attesa dei passaggi ufficiali e formali con il presidente della Repubblica.

Di oggi anche il commento del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, con il suo nuovo movimento “Italia al Centro” pronto a giocare un ruolo nella creazione di un polo centrista e moderato, sfruttando, anche, le risonanti defezioni in Forza Italia per la mancata fiducia al governo Draghi (vedi i casi dei due ministri Gelmini e Brunetta).

Magari un polo centrista alleato con il PD e i progressisti? Unica prospettiva indicata, ad ora, per contrastare la coalizione di centrodestra trainata da Fdi e Lega, con riferimento allo stesso sistema elettorale che premia nei collegi uninominali i risultati di una intera alleanza elettorale.

leggi anche
Mario Draghi Sergio Mattarella
Sciolte le camere
Crisi di governo, c’è la data delle elezioni: si voterà il 25 settembre

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.