Allarme

Siccità, acqua già razionata in nove comuni liguri: estate di vera emergenza

Non solo il ponente ligure, dall'imperiese al savonese, ma tutto il territorio ligure potrebbe andare in grave sofferenza

Liguria. I mutamenti climatici, nel segno di un progressivo e inesorabile processo di “tropicalizzazione”, piombano in questo inizio estate 2022 caratterizzato da afa, caldo e alti livelli di umidità. Conseguenza immediata è quella della siccità, in un territorio non ancora preparato ad un adeguato approvvigionamento idrico in situazioni estreme.

Gli agricoltori hanno già manifestato forti preoccupazioni, con la richiesta dello stato di calamità, mentre sul fronte politico-istituzionale c’è stata una discussione in Consiglio regionale con la richiesta di un potenziamento delle vasche presenti sul territorio ligure, utili per garantire a cittadini e aziende in località montane un veloce e poco costoso afflusso diretto di acqua.

Resta la questione aperta da anni di adeguati interventi al sistema idrico e nuove infrastrutturazioni necessarie per l’utenza così come per il settore agricolo.

Oggi primo campanello d’allarme: sono già nove i Comuni liguri i cui sindaci hanno emanato ordinanze che, a causa dell’emergenza idrica dovuta al grave stato di siccità, vietano l’utilizzo di acqua fornita da acquedotto pubblico per qualsiasi scopo che non sia alimentare o igienico sanitario. Sono tutti imperiesi: Borghetto d’Arroscia, Diano Arentino, Dolcedo, Molini di Triora, Pieve di Teco, Pontedassio, Prelà, Vasia e Vessalico.

Tuttavia il passo si annuncia breve, se l’attuale condizione climatica non muterà: nei prossimi giorni altri sindaci dell’imperiese e della Liguria potrebbero emettere ordinanze analoghe, come avvenuto nella scorsa estate durante il mese di agosto (e non già a giugno…).

In 125 comuni di Lombardia e Piemonte è scattato il razionamento notturno dell’acqua, così come nel ferrarese dove le autorità hanno chiesto a circa 250mila cittadini di limitare l’uso dell’acqua. In provincia di Savona sono le zone dell’entroterra, come la Val Bormida, e la stessa piana albenganese a manifestare gravi segnali di sofferenza, mentre i sindaci di Sassello e Giusvalla hanno emanato l’ordinanza che vieta l’uso dell’acqua non a fini domestici.

Le stesse amministrazioni comunali, dall’imperiese, al savonese, passando per Genova e lo spezzino, stanno già avviando confronti tecnici con gli enti di governo dell’Ambito territoriale e con le società a partecipazione pubblica che sono i gestori del servizio, per mettere in atto interventi in grado di ottimizzare il bilancio idrico complessivo, dal prelievo fino alla distribuzione finale, evitando forme significative, e senza precedenti, di razionamento dell’acqua e/o misure straordinarie come l’utilizzo di autobotti.

Gli esperti fanno rilevare che oltre all’attuale caldo torrido, c’è stato un autunno-inverno mite e asciutto, così come nella stessa stagione primaverile. Anche nel savonese l’approvvigionamento di acqua potrebbe presentare forti criticità, in quanto i serbatoi locali afferiscono a sorgenti ormai quasi asciutte, senza contare che durante i mesi estivi la presenza dei turisti raddoppia i consumi, in un quadro di capacità idrica assolutamente deficitario.

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