Divin codino

Roberto Baggio ricorda l’atterraggio d’emergenza ad Albenga: “Ho creduto di morire. Mai pianto così tanto”

Il racconto nell’ambito di una chiacchierata con l’editore di IVG e Genova24 Matteo Rainisio, nel giorno dell’inaugurazione del nuovo aereo di ITA Airways

Albenga. Ieri (2 giugno) è stato il giorno di Roberto Baggio, il “divin codino”. ITA Airways, la compagnia di bandiera italiana nata dalle ceneri di Alitalia, ha inaugurato il primo nuovo aereo entrato in flotta, l’Airbus A350/900.

A tagliare il nastro è stato proprio Baggio, indimenticato numero 10 della Nazionale, che ha militato, tra le altre, nelle file di Juventus, Inter, Milan e Fiorentina.

Il “divin codino” è poi decollato sul suo aereo alla volta di Buenos Aires, sua seconda casa da quando ha appeso le scarpe al chiodo. A bordo dello stesso aereo, seduto davanti al simbolo di “Italia 90” assieme a Totò Schillaci, c’era Matteo Rainisio, editore di IVG.it e Genova24.it. 

Un viaggio collegato alla nuova iniziativa editoriale di Edinet, TheFlightClub il primo sito italiano dedicato al mondo dei frequent Flyer.

Chiacchierando con Baggio, il fuoriclasse italiano ha ricordato la sua peggiore esperienza a bordo di un aereo, avvenuta proprio nel ponente savonese. 

Nel 1985 eravamo decollati con un Piper diretti in Francia, – ha raccontato Baggio, – quando, a causa delle pessime condizioni meteo, il pilota ha deciso di atterrare mentre eravamo sopra la Liguria, nelle vicinanze dell’aeroporto di Albenga”. 

“C’è ancora quell’aeroporto in mezzo alle montagne?”, ha poi chiesto il vincitore del Pallone d’Oro 1993 a Rainisio, che ovviamente ha confermato l’attività dello scalo ingauno.

E’ stato un incubo, – ha proseguito il divin codino. – C’era un vento pazzesco e il pilota di quel Piper, che sembrava un aeroplanino giocattolo, continuava a provare ad atterrare, ma senza riuscirci. Ed io vedevo solo le montagne, sempre più vicine. Non ho mai più pianto così tanto in vita mia”. 

Nel 1985 Baggio era agli inizi della sua carriera calcistica: stava per approdare alla Fiorentina, l’inizio di una favola che lo ha poi visto diventare una delle più brillanti stelle della storia del calcio italiano. Un giocatore fantastico, che tutti abbiamo potuto apprezzare, fino all’addio al calcio con la maglia del Brescia.

Alla fine, fortunatamente per lui e per il mondo del calcio, il piccolo aereo da turismo è riuscito ad atterrare: “Non ricordo nulla, piangevo e avevo paura. Poi siamo atterrati e ripartiti verso la Francia in auto”, ha concluso il celebre 10. 

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