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Frazioni a Cairo, le priorità dei candidati: per Briano la rete fognaria di Rocchetta, per Ferrari più servizi, Lambertini non sceglie

Il “trio” a confronto anche su ambiente e lavoro: tutti d’accordo su comunità energetiche e nell’aiutare Italiana Coke nel percorso di transizione ecologica, ma diversi i loro progetti

Cairo 2022, il dibattito tra i candidati di IVG.it

Cairo Montenotte. Le frazioni, zone periferiche, ma questo non significa che non siano da salvaguardare. Oltre al fatto che valgono un quarto dei voti, sono questi i luoghi dove sono presenti le aziende più importanti del territorio e qui i problemi da risolvere sono numerosi. A livello di vivibilità, di ambiente e occupazione. Abbiamo quindi chiesto ai tre candidati sindaco da quale partirebbero e quali interventi hanno in programma. Approfondendo poi le loro posizioni sui temi del lavoro, dell’industria e della transizione ecologica.

FRAZIONI: le priorità dei candidati

Per Fulvio Briano (Più Cairo), l’unico ad essersi sbilanciato, la priorità è risolvere i problemi alla rete fognaria di Rocchetta. “Se trovassi i soldi, partirei da questo intervento”, dichiara durante il confronto organizzato da IVG.it a Palazzo di Città, sottolineando poi che “tutte le frazioni hanno pari opportunità e hanno bisogno di almeno un intervento simbolo: Bragno la toponomastica, Ferrania deve essere ripulita e San Giuseppe ha bisogno di una considerazione maggiore, ora è considerata di serie B, qui inizierei dal ripristino del campo dell’oratorio”.

A questi problemi, l’avvocato cairese ne aggiunge un altro che riguarda tutte le frazioni, ovvero l’attuale assenza di ambulatori di medici di famiglia: “Bisogna farli ripartire al più presto”  afferma, evidenziando come abbandonare l’esperimento di Cairo Salute sia stato un sbaglio perché “sta portando una serie di problemi ulteriori a quelli dell’ospedale”.

Il sindaco uscente Paolo Lambertini (Noi per Cairo), invece, preferisce non fare una classifica di priorità: “Si partirà dal primo lavoro urgente che ci sarà da fare in una frazione”, dice prima di rimarcare l’elenco degli interventi fatti durante il mandato, tra cui quello alla scuola di San Giuseppe (“che qualcuno si dimentica che esiste”, sottolinea) e a parte della rete fognaria di Rocchetta, oltre al rinnovamento dei parchi gioco e ai lavori nei cimiteri. “L’attenzione per le frazioni c’è – dichiara Lambertini – e cercheremo di continuare ad averla anche in futuro”. Per quanto riguarda gli ambulatori medici, risponde alle accuse di Briano: “Nelle frazioni gli ambulatori sono pronti, basta solo che i medici ci vadano”.

Ascolto e presenza: è questo secondo Giorgia Ferrari (Cairo in Comune) ciò che serve nelle frazioni: “Bisogna continuare ad andarci, non soltanto durante la campagna elettorale ma durante tutto il mandato, come ci hanno sottolineato tutti i residenti. Bisogna quindi essere sempre disponibili all’ascolto di chi nelle frazioni vive tutti i giorni per cercare di rivitalizzarle perché i servizi, che a noi in centro ci sembrano scontati, per le frazioni a volte sono quasi un’utopia”. Per quanto riguarda la sanità, “al di là degli ambulatori, è importante che vengano introdotti, laddove non esistenti o comunque potenziati, l’infermiere di comunità e un punto prelievi itinerante. Uno dei problemi che ci è stato segnalato – spiega Ferrari – è che ci sono tante persone anziane che non hanno possibilità di raggiungere il centro per questi servizi”. Tra le idee della lista anche quella di “attivare un istituto che rilasci banconote e collegamenti più intensi con il centro”.

AMBIENTE

Biodigestore e miasmi: le soluzioni dei tre candidati per eliminare i forti odori

Sempre rimanendo nelle frazioni, un tema importante è quello dell’ambiente. A partire dai problemi del biodigestore di Ferrania, i cui forti odori causano le continue lamentale anche dei residenti di Vispa. Abbiamo quindi domandato ai candidati come pensano di risolvere il problema.

“Si tratta di un grosso problema che dura da anni – sottolinea Ferrari -, noi abbiamo scritto nel nostro programma che ci vuole maggiore vigilanza ambientale, cercando di evitare zone d’ombra e commistione tra controllati e controllori. È assolutamente indispensabile che chi controlla quell’impianto non abbia conflitti di interesse”.

Briano invece si sofferma sulle cause: “Parlando con i gestori dell’impianto, è venuto fuori che il problema si verifica soprattutto al mattino ed è dovuto ai camion che trasportano l’umido che dovrebbero essere chiusi meglio. In questo momento, quindi, è un problema di trasporto dell’umido e non di gestione dell’impianto”.

“La problematica c’è, ma oggi la situazione non è quella di qualche anno fa – rimarca Lambertini – Abbiamo organizzato un incontro pubblico in cui ci sono confrontati con la popolazione e con l’azienda per capire quali azioni portare avanti. Da allora abbiamo sempre dialogato con l’azienda e sono arrivati i risultati, e non pochi. Verranno prese delle opportune misure di mitigazione, quanto meno per il controllo attraverso nasi elettronici posizionati intorno all’impianto”.

Italiana Coke: va chiusa o agevolata nel percorso di transizione ecologica?

“La chiudereste o pensate di agevolarla nel percorso di transizione ecologica?”, questa la domanda posta ai candidati dalla redazione di IVG.it. Ecco le loro risposte.

Italiana Coke è un patrimonio di tutto il territorio e come tale va salvaguardato – risponde Lambertini -. Ovviamente i parametri ambientali devono essere rispettati, l’azienda si deve mettere (lo sta facendo, lo ha fatto e continuerà a farlo) nelle condizioni di lavorare in maniera solida e stabile. Noi abbiamo fatto diversi percorsi, l’ultimo è stato quello di concludere l’Aia proprio per arrivare a portare queste misure”.

Anche per Briano “l’Italiana Coke non deve essere assolutamente chiusa, anzi va aiutata con un piano di solidarietà sociale nei confronti di una delle più importanti aziende del nostro territorio”. Deve inoltre “essere accompagnata nel processo di transizione ecologica ed energetica – spiega il candidato – che vada a sposare tutti i processi innovativi e i brevetti che si stanno sperimentando sull’impianto per renderlo moderno e funzionale per il territorio”.

“Abbiamo seguito da vicino, come consiglieri comunali, tutta la procedura di monitoraggio ai camini a cui Italiana Coke è stata ‘costretta’ da una sentenza del Consiglio di stato – ricorda Ferrari -. Italiana Coke è una realtà produttiva importante che dà lavoro a tante persone, ma come tutte le aziende deve mettersi nelle condizioni, qualora non lo sia, di rispettare le norme ambientali e delle salute soprattutto dei lavoratori”.

Comunità energetiche

Oltre ai giornalisti di IVG.it, alla serata hanno posto le loro domanda anche sindacati e associazioni datoriali. Tra queste Legacoop, per l’occasione rappresentata da Fabio Musso, che ha chiesto ai candidati se intendono promuovere la creazione di comunità energetiche nel Comune di Cairo, in risposta anche all’aumento del costo dell’energia.

Per rispondere al quesito, Ferrari si affida al tecnico della sua lista, Uberto Cremonini, responsabile amministrativo e finanziario: “Oltre ai contributi Pnrr che si possono sfruttare – commenta – c’è una tariffa incentivante, le comunità energetiche sono sicuramente da promuovere il più possibile per dare agio ad imprese, famiglie e immobili comunali per significativi risparmi sulle bollette”.

“È importante lavorare sulle comunità energetiche e sarà oggetto nel nostro agire nel futuro – promette Lambertini -. Per le nostre zone, deve partire dall’area industriale di Bragno, quindi dall’Italiana Coke, per realizzare una serie di collaborazioni tra aziende, enti locali e università, per trovare tutte quelle forme che riescano a portare in maniera efficiente, con il recupero e il risparmio dei costi, l’energia dove serve. Andando così a tamponare l’aumento dei costi che non sembra essere contingente ma rischia di diventare strutturale”.

Ecco invece la proposta di Briano: “L’amministrazione può installare impianti fotovoltaici negli immobili pubblici, ad esempio le scuole: noi ne abbiamo individuate quattro che possano, mediante una cabina di media tensione intorno alle strutture, regalare energia ai cittadini e quindi un risparmio in bolletta agli stessi. L’area industriale è un’altra cosa, si chiama smart grid, si può fare, è una buona cosa ma non si può trasferire da un impianto industriale energia ai cittadini”, sottolinea riferendosi a quanto detto da Lambertini.

LAVORO

Come Cairo può essere centrale nello sviluppo della Valbormida

La prima domanda è arrivata da Unione Industriali Savona che ha chiesto ai candidati sindaci quali azioni e scelte intendono porre per sostenere lo sviluppo e rendere Cairo centrale in Valbormida.

“Nel 2017 abbiamo lasciato un lavoro fatto molto importante, ovvero la sottoscrizione del protocollo d’intesa per l’area di crisi complessa del savonese – ricorda Briano -. È stato fatto poco, molto a Vado Ligure, dove la città in 5 anni è completamente cambiata, diventando un pullulare di nuove imprese e occupazione, mentre Cairo è ferma al palo. Bisogna riprendere quel discorso e quella direttrice che porta alla retroportualità in Valbormida e va messo a sistema il processo di digitalizzazione e di infrastrutturazione viaria su ferro e fune”.

“Anche in questo caso, come avviene per altri temi come la sanità e l’ambiente, si deve ragionare a livello di comprensorio per cercare di ottenere uno sviluppo maggiore – dice Ferrari -. Occorre poi una sorta di marketing territoriale e di individuazione di tutte le aree industriali che ci sono sul nostro territorio, in modo da capire dove si possono insediare nuove imprese. Ovviamente bisogna riservare un’attenzione particolare anche alle infrastrutture sia ferroviarie che viarie. È necessario che in Valbormida si arrivi senza troppi ostacoli e intoppi. Poi pensare a delle ipotesi di sgravi fiscali per agevolare l’insediamento di nuove aziende”.

Per lo sviluppo del territorio, secondo Lambertini, “ è importante continuare nel percorso di collaborazione con le aziende tenendo conto che due sono gli aspetti fondamentali: rendere disponibili delle aree per poter effettuare delle reindustrializzazioni produttive e il rispetto dei parametri ambientali. In questi anni noi abbiamo prodotto tanto lavoro in termini di bonifiche – evidenzia – portando al riutilizzo diversi importanti aree, così come abbiamo lavorato molto sull’ambiente perché anche il rispetto dei parametri ambientali genera un percorso virtuoso all’interno delle aziende: più l’azienda li rispetta, più è solida e può investire sul mercato e più i parametri sono rispettati più aziende possono venire ad investire qui e creare posti di lavoro per il nostro territorio. Per il futuro è evidente che il Pnrr guidi le scelte, e si andrà verso la digitalizzazione  e la transizione ecologica”.

Valbormida e retroportualità: come diventare un polo logistico e creare posti di lavoro

Per portare lavoro e occupazione di qualità sul territorio valbormidese, Cairo come può diventare un centro appetibile per il porto: non solo come attraversamento delle merci, ma in qualità di polo logistico dove le materie possano anche essere lavorate e rispedite. Questa la domanda di Andrea Pasa, intervenuto in rappresentanza di Cgil, Cisl e Uil.

“Se ne parla dagli anni 60’ quindi è un tempa sentito e urgente. Da parte nostra c’è la disponibilità affinché questo si avveri, ovvero che alcune aree di Cairo possano diventare il retroporto di Savona-Vado – afferma Ferrari –  Bisogna predisporre un progetto che definisca i tipi e le quantità realisticamente prevedibile della movimentazione delle merci, il costo dei sistemi di trasporto e la relativa gestione, la validità dell’investimento pubblico richiesto e l’impronta del progetto sul territorio. È necessario inoltre che si siano delle collaborazioni per creare posti di lavoro”.

“È importante catturare il mondo legato alla logistica – dichiara Lambertini -. Quindi è necessario individuare le aree nelle quali si possa fare questo tipo di intervento. Dal punto di vista infrastrutturale, una nostra proposta è di realizzare il ponte che dalla variante di Moncavaglione che porta all’area di Funivie, aprendo così migliaia di metri quadri per attività che possano andare incontro a questa esigenza. Così come attraverso le bonifiche si devono riaprire aree che altrimenti sarebbero inutilizzabili. Questo deve essere il primo passaggio, poi è evidente che ferrovia e autostrada saranno determinanti in questo senso”.

“Mi sembrano esattamente gli stessi temi di cui parlavamo 5 anni fa – commenta Briano -, la nostra preoccupazione è che questo territorio sia bypassato da tutte le politiche di retroportualità. Oggi siamo arrivati ad un dunque e dobbiamo parlare su Savona di politica delle rinfuse e su Vado di politica dei contenitori. Come si può fare? Adeguando questa provincia alle infrastrutture, avete fatto una piattaforma logistica che avete portato in visione di tutti gli enti, c’è un accordo d’intesa tra Regione Piemonte e Autorità Portuale per il miglioramento della rete ferroviaria sulla direttrice Savona-Torino, via San Giuseppe, bisogna quindi mettere in sicurezza il sistema funiviario e il decreto legge infrastrutture che deve essere approvato è importantissimo per permettere la gestione commissariale e riaprire le Funivie, ovvero 120mila metri quadrati di parchi su San Giuseppe per le rinfuse e attività produttive che possano non soltanto ricevere, ma anche rimandare indietro le rinfuse sui due territori”.

Questione Funivie

“Il comune di Cairo deve essere protagonista in questa vicenda, perché per esempio non è stato finito il processo di ambientalizzazione delle Funivie? Savona il carbone non lo vede più, perché finisce in un mulino e viene caricato sottoterra e arriva direttamente a Miramare. Qui dovevano essere fatte le coperture dei parchi addirittura nel 2007 quando sono diventato sindaco la prima volta. Quindi bisogna porre l’attenzione anche su questo aspetto”, le parole di Briano.

La posizione di Lambertini: “Dal 2007 l’azienda era demandata ad effettuare l’ambientalizzazione dei parchi carbone ma ha passato dei momenti non belli quindi questo ha rallentato il progetto. Da gennaio 2019, ci siamo presentati al Ministero insieme a sindacati, istituzioni e rappresentati del mondo imprenditoriale per far ripartire subito questa infrastruttura. Ci era stato detto all’inizio che in 4 mesi si sarebbe tutto risolto invece siamo ancora qui adesso. Ora è importante che si parta, il commissario c’è, i tempi sono stati definiti, anche quelli della cassa integrazione, quindi ora bisogna riiniziare nella ricostruzione”.

“Per l’ambientalizzazione dei parchi carbone – spiega Ferrari – abbiamo presentato come opposizione tempo fa un’interrogazione chiedendo al sindaco  di essere informati sul proseguo della vicenda, cosa che non è più avvenuta. Per Funivie ovviamente bisogna fare una valutazione complessiva soprattutto sui costi di ripristino, siamo tutti d’accordo che occorra tutelare i lavoratori e questo sistema di trasporto, ma mi chiedo se dopo tutto questo tempo quanto soldi siano necessari per rimetterlo in funzione e a norme”.

Imprese artigiane e giovani

“Quali azioni vorrete intraprendere per favorire la generazione a Cairo di un tessuto di giovani imprenditori, anche in considerazione della presenza sul territorio di istituti tecnici di alto livello?” Questa la domanda di Fulvia Becco per Confartigianato e CNA, di seguito la risposta dei tre candidati sindaco.

Ferrari: “Il Comune deve lavorare con le scuole, si può pensare a degli stage degli studenti presso varie imprese artigiane per sviluppare questa propensione e capacità lavorativa. Sotto questo punto di vista il comune può fare la sua parte creando un rapporto di collaborazione con i vari istituti. Inoltre è importante cercare di valutare forme di sgravi fiscali per agevolare l’inserimento di imprese artigiane”.

Briano: “Le imprese di giovani artigiani sono esattamente il 33% delle imprese di giovani presenti in Liguria. L’incontro scuola – mondo del lavoro è fondamentale così come lo è l’indirizzo della scuola verso il mondo del lavoro, è possibile inserire nei nostri istituti tecnici anche dei corsi specifici. Poi, siccome un giovane ha bisogna di soldi per iniziare, bisogna dare informazioni sui bandi e i finanziamenti e queste informazioni il Comune deve aiutare a darle, ad esempio con un’area dedicata sul sito”.

Lambertini invece incentra la sua risposta sul commercio, essendo – dice – prettamente collegato con l’artigianato: “Abbiamo fatto un regolamento del commercio a tutela di questo settore, il nostro obiettivo è porre attenzione all’attrattività di Cairo e avere ben chiari i nostri punti forti: l’outdoor, il museo, il centro storico, i prodotti de.co. Bisogna lavorare su questo e portare degli eventi, che non sono solo feste, nella nostra città per ampliare il raggio d’interesse, oltre ad essere su network importanti per far conoscere Cairo”.

 

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