Parere

Corte Suprema in Usa elimina l’aborto come diritto garantito, Toti: “Salto nel passato più oscuro”

"L’America per me è sempre stata un faro di democrazia e diritto. Che delusione". Entro l'estate in 13 Stati americani le donne non potranno più effettuare un'interruzione di gravidanza

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Liguria. Dopo che nel 1973 la sentenza Roe vs Wade della Corte Suprema Usa sancì la protezione costituzionale del diritto all’aborto, oggi, la stessa Corte – attualmente a maggioranza conservatrice – ha ribaltato quel pronunciamento consentendo ai singoli Stati americani di introdurre leggi fortemente restrittive, o addirittura abolitive, dell’interruzione di gravidanza. Un passo indietro di 50 anni. Ma a gran parte dell’opinione pubblica sembrano secoli.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha dichiarato: “Oggi è un giorno triste per il Paese, la Corte suprema Usa ha portato via un diritto costituzionale e parla di ‘tragico errore’ e di ‘ideologia estrema’ nel massimo organo giudiziario americano. Già nel prossimo mese in 13 Stati americani altamente conservatori il divieto all’aborto entrerà in vigore, in altri 26 Stati si prevede l’adozione di leggi proibizioniste. Gli attivisti pro-diritti e la galassia femminista, ma non solo loro, temono che a questo punto l’aborto, negli Stati dove sarà vietato, sia una possibilità alla portata soltanto delle donne che potranno permettersi economicamente di viaggiare verso altri Stati (come quello di New York che ha invece garantito che non cambierà nulla)”.

Quanto sta accadendo negli Usa sta avendo una cassa di risonanza in tutto il mondo. Sui social si moltiplicano le campagne contro la decisione della Corte Suprema, vista come un organo da inquisizione medievale da centinaia di migliaia di utenti.

Deluso e indignato anche il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti: “La decisione della Corte Suprema USA che cancella l’aborto come diritto garantito dalla Costituzione americana è un salto nel passato più oscuro – scrive stamani sui social -, una assurda scelta ideologica che non difende, come qualcuno crede, il diritto alla vita, ma mette a rischio quella di tante donne, specie nelle fasce più deboli della popolazione, che torneranno a rivolgersi al mercato clandestino delle interruzioni di gravidanza”. “L’America per me è sempre stata un faro di democrazia e diritto. Che delusione”, conclude Toti.

“Noi donne abbiamo il diritto di decidere del nostro corpo. I nostri affetti hanno il diritto di avere compagne libere di fare questa scelta. E se tutto questo accade, è grazie a leggi ottenute con anni e anni di battaglie”. Così Selena Candia, consigliera regionale della Lista Sansa, insieme alla neo-consigliera comunale Francesca Ghio e neo-consigliera municipale Francesca Coppola della Lista Rossoverde (Europa Verde con Sansa e Linea Condivisa). “Non possiamo permetterci passi indietro sul tema del diritto di aborto, anche alla luce delle tante forze conservatrici e reazionarie presenti in questo momento in Italia: a partire da Genova e dalla Liguria”.

“L’aborto resta un argomento delicato per motivi religiosi, etici, culturali, sociali. Le diversità di vedute sono legittime, ma non dobbiamo mai perdere di vista l’importanza della scelta individuale di ognuna di noi. Lo Stato deve aiutare le donne in gravidanza che davanti alle difficoltà decidono di tenere il proprio figlio, ma anche essere ben conscio che una donna che sceglie di abortire sta facendo una scelta legittima: per questo deve supportarle, senza giudicare, in questo delicato cammino”.

“Dobbiamo favorire l’autonomia morale delle donne e creare politiche sociali che le sostengano, dai consultori, dagli asili nidi all’assistenza degli anziani», continuano le consigliere Candia, Ghio e Coppola. “Ma anche aiutarle a risolvere i problemi nati con l’obiezione di coscienza dei medici che impediscono la piena applicazione della legge 194 sul diritto di aborto. In Liguria continueremo a monitorare che venga assicurato il diritto alla salute e della libertà di scelta”.

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