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Calcio, Finale. La conferenza di Pietro Buttu: “Rimango dopo aver riflettuto molto, bisogna sistemare un po’ di cose”

La conferenza stampa del tecnico ingauno, affiancato dal presidente Cappa, il DS Rolando e l'assessore De Sciora

Finale. E dopo l’indiscrezione di settimana scorsa, il momento della concretizzazione della notizia è arrivato: Pietro Buttu rimarrà alla guida del Finale. Una decisione presa tra allettanti proposte circolate, che probabilmente va a spiegare quel “Non sono più un ragazzino” pronunciato dallo stesso tecnico.

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Con lui rimane anche il DS Viviano Rolando, una figura d’esperienza nel territorio savonese, che dovrà fare delle valutazioni su una rosa di prospettiva, ma anche da riorganizzare. Infatti, oltre all’addio certo del gioiello Debenedetti, c’è il rischio di veder partire altre pedine importanti dello scacchiere di Buttu ma, ora che ha deciso di restare, magari potrebbe provare a toccare i tasti giusti per convincere gli indecisi. Uno di questi è già partito in direzione Savona, ovvero un caposaldo come Carlo Porta, che però si è sollevato quando ha saputo della notizia: “Sono contento che sia rimasto il mister, perché alla fine Finale è tanto Pietro Buttu“.

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E quindi questa sera alle 18 si è svolta la tanto attesa conferenza di “presentazione”, per modo di dire viste le altre dozzine da lui svolte presso via Brunenghi. Sotto i fondamentali gazebi a prova di sole, inizia a parlare il presidente Candido Cappa: “Qui siamo per confermare ufficialmente il nostro caro mister, al quindicesimo anno con noi. Inizieremo dopo tre anni di pandemia molto faticosi, dalla quale speriamo ci si possa riprendere per svolgere altri campionati di livello”.

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Ed ecco l’emozionato tecnico ingauno esordire così subito dopo: “Questa giornata la abbiamo organizzata per cercare di smuovere le cose: Finale si tratta di una pezzo della mia vita. Finalmente torneremo alla normalità, ma devo dire che la squadra ha comunque raggiunto qualcosa di importante in un momento davvero difficile. Ringrazio il presidente per aver deciso di riprendere ai tempi, senza quella scelta probabilmente saremo in una situazione diversa. La società quando sono arrivato è cresciuta piano piano, facendo risultati da non dimenticare e sottovalutare. La ciliegina sulla torta, ovviamente, è stata Debenedetti, al quale auguro il meglio per il futuro. L’allenatore ha inciso pochissimo quest’anno, il merito è soltanto dei ragazzi”.

I motivi della sua indecisione sono stati svelati proprio in questa occasione, i quali dovranno essere affrontati per ricominciare a lavorare con serenità:L’ultimo periodo non è stato bello, con tanti casi di COVID che mi hanno fatto riflettere. Ma non solo. Questo incontro l’ho voluto per smuovere le situazioni in generale, non soltanto per parlare del sottoscritto: intorno a Finale ci sono tanti argomenti di cui discutere. Ho visto tanto abbandono e disaffezione nei confronti di questo ambiente, un disinteresse desolante verso la Prima Squadra. Mi sono rimotivato da solo: il Finale deve essere dei finalesi, ci vuole un sostegno per il presidente e Demin, per Viviano Rolando che a 76 anni sta dando tanto alla causa, invece di abbandonarla a se stessa. Ho riflettuto su tutto questo e viene prima di qualsiasi cosa: la retrocessione è una conseguenza di una serie di fattori, indipendentemente da me bisogna rigenerarsi e ripartire“.

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Chiamato anche Franco De Sciora, l’assessore al bilancio del comune di Finale Ligure, intervenuto in rappresentanza dell’amministrazione: “Noi partecipiamo ma abbiamo oneri e onori: bisogna dare un’occhiata alla struttura e migliorarla per renderla più fruibile a tutti i ragazzi che si allenano al campo, anche per un compito sociale verso i genitori e i ragazzi. Nel prossimo futuro mi incontrerò con la società per pianificare i lavori: quelli per il terreno di gioco, gli spogliatoi e le tribune. L’impegno dell’amministrazione sarà altissimo, lo promettiamo“.

Riprende la parola il mister, stavolta trattando di mercato. Tuttavia si è dispiaciuto per un episodio in particolare: Ho saputo di Porta sui giornali, senza aver avuto contatti con lui. Si tratta del portiere più forte della Serie D in giù, ma mi aspettavo almeno un messaggio per il trascorso che abbiamo avuto. Su Faedo e Galli non so niente, evidentemente sapete più voi che me, ma valuteremo tutto: prima viene la società, poi l’amministrazione e poi la squadra“.

Il parere del DS Rolando sull’argomento di sua competenza era doveroso: “Le squadre si sono sempre fatte e disfatte. Magari cercheremo qualcuno di meglio di quelli che partiranno, da settimana prossima ci incontreremo per vedere che cosa fare: chiunque andrà via sarà sostituito degnamente come abbiamo sempre fatto”.

La chiosa finale è di Candido Cappa, poche parole che vanno a concludere una ventina di minuti di conferenza: Non conta chi parte, conta chi arriva“.

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