Partenza

Cairo, Toti presenta il primo ospedale di comunità della Liguria: “Avviato con largo anticipo rispetto al Pnrr” fotogallery

All'esterno dell'ospedale cairese presidio di protesta contro il governatore ligure

Cairo Montenotte. Nel pomeriggio di oggi il governatore ligure Giovanni Toti si è recato a Cairo Montenotte per l’avvio del primo ospedale di comunità della Liguria, un investimento complessivo di oltre 10 milioni e mezzo di euro dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Presenti all’evento il sindaco di Cairo Montenotte Paolo Lambertini, il direttore di Asl2 Marco Damonte Prioli, il dottore generale di Alisa Filippo Ansaldi e il dottore generale del dipartimento salute e servizi sociali della Regione Francesco Quaglia. Tra i presenti anche il consigliere regionale di Cambiamo Angelo Vaccarezza e il consigliere regionale della Lega e presidente della seconda commissione salute e sicurezza Brunello Brunetto.

All’esterno dell’ospedale San Giuseppe di Cairo si sono radunati alcuni contestatori che hanno protestato contro l’ospedale di comunità e il governatore stesso.

“Siamo venuti qui perché qui a Cairo, come avevamo promesso alcuni mesi fa, di fatto apre il primo reparto dell’Ospedale di Comunità – afferma il presidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Giovanni Toti – in largo anticipo rispetto al Pnrr che prevede le progettazioni entro fine anno e poi entro il 2025 il dispiegamento della nuova struttura della medicina territoriale che si avvarrà anche di quelle novità normative, a partire dal nuovo contratto per i medici di medicina generale che metteranno 18 ore settimanali a disposizione dei distretti e di strutture come questa, colmando anche le carenze sul territorio. Qui siamo partiti prima e ringrazio i medici di medicina generale per il loro impegno, perché con lungimiranza e spirito pionieristico ci danno la possibilità di inaugurare un percorso che farà certamente scuola rispetto alle altre strutture analoghe della Liguria”.

“Vorrei anche evidenziare – ha aggiunto Toti – che l’Ospedale di Cairo è aperto, vi lavorano ottimi infermieri, medici e personale sanitario e i pazienti vengono assistiti: accadeva ieri e accadrà domani. Quello che stiamo realizzando a partire da qui è un vero cambio di paradigma: il fulcro è il potenziamento dell’offerta sanitaria rivolta alla media e bassa complessità di cura per garantire un’assistenza di prossimità maggiormente diffusa e capillare, soprattutto per le categorie più fragili. Al San Giuseppe stanno già lavorando 8 medici di medicina generale che si alternano in servizio e collaborano con il medico referente dell’Ospedale di Comunità per individuare insieme il miglior percorso di cura post ricovero per ogni paziente. Oltre a loro, ci sono 21 medici di cui 16 specialisti e 5 sumaisti per la specialistica ambulatoriale, 60 infermieri, 13 Oss oltre ai fisioterapisti, logopedisti, tecnici e amministrativi. Questo ospedale crescerà ancora: qui troveranno spazio anche la Casa di Comunità e la Centrale Operativa Territoriale, per cui sono in fase di avvio le procedure per l’affidamento della progettazione. Con questa organizzazione, l’ospedale di Cairo riteniamo possa rispondere fino al 90% dei bisogni sanitari della Val Bormida, che sono legati in grandissima parte alla bassa e media complessità”. 

“Il punto di partenza – sottolinea Toti – è stato e rimane la ricognizione puntuale dei bisogni del territorio, ovvero l’analisi delle richieste dei pazienti rispetto alla sanità valbormidese, quindi i numeri e le tipologie di accessi giornalieri incrociato, poi, con il modello hub e spoke, con strutture ‘hub’ dove si trovano i Dea e dedicate alle patologie ad alta complessità o tempo dipendenti e quelle ‘spoke’, per garantire una sanità territoriale diffusa per la bassa e media complessità di cura e la riabilitazione post acuzie. Chi continua a parlare per Cairo di ‘ospedale di area disagiata’, regalerebbe a questa valle un presidio di minore potenza di quello che stiamo costruendo, con minore capacità clinica, specialistica e di risposta rispetto ai bisogni sanitari del territorio. Chi fa polemica politica dovrebbe quanto meno studiare e capire le situazioni prima di spaventare i cittadini in modo inutile e strumentale“. 

E sulla possibilità di una seconda automedica e dell’apertura del Punto di Primo Intervento h24, richieste che da tempo arrivano dal territorio, Toti spiega: “Non lavora nemmeno la prima automedica, bisognerebbe conoscere i numeri delle uscite. Per quanto riguarda il Ppi, seguirà le linee del Pnrr, quindi diventerà un ambulatorio in autopresentazione per i codici bianchi e verdi così come previsto nel DM 70. Con l’arrivo dei medici di medicina generale debitamente formati all’interno del ppi, sarà certamente aperto 24 ore grazie alle 18 ore che i mmg dovranno ‘prestare’ al distretto per le attività per cui ci sarà esigenza. Tutto ciò avverrà non appena il governo avrà fatto la legge che cambia la contrattualista dei medici di medicina generale e, una volta fatto, questo sarà rinnovato il contratto di medicina generale che equipara la continuità assistenziale ai medici di famiglia del territorio. Immagino c vogliano alcuni mesi, ma sono ottimista che si faccia”.

Ritornando all‘ospedale di comunità, la struttura consentirà di traguardare una serie di importanti obiettivi di sistema: ridurre i tempi e l’inappropriatezza dei ricoveri ospedalieri, fornendo un’alternativa di cura e assistenza nell’ottica di prevenire eventuali complicanze e favorire il recupero dell’autonomia dei pazienti; limitare gli accessi nelle strutture residenziali legate a difficoltà familiari o sociali delle persone fragili dopo un ricovero ospedaliero per una patologia acuta; favorire l’integrazione tra le strutture ospedaliere, gli hub, e quelle territoriali, gli spoke, e la condivisione delle risorse umane e tecnologiche. 

Qui abbiamo deciso di mettere a terra i modelli previsti dal Pnrr con grande anticipo – spiega il direttore generale di Alisa Filippo Ansaldi – declinando le linee guida del Piano nazionale in relazione alla domanda sanitaria. La Liguria anticipa di 15 anni il quadro demografico ed epidemiologico del resto del Paese e questo richiede una risposta specifica, con un Ospedale di Comunità che prevede anche un reparto di riabilitazione post acuti, per accompagnare in modo efficace i pazienti anziani e fragili, in modo da evitare accessi impropri negli ospedali per acuti e curarli il più possibile vicino a casa. Questa riforma consente di prendere in carico i bisogni dei cittadini sul territorio, vicino a dove vivono, garantendo una risposta sanitaria maggiormente efficace ed efficiente“. 

Nella Casa di Comunità dell’ospedale di Cairo (investimento di 2.196.000 euro) saranno attivati diversi ambulatori, molti dei quali già erano presenti nella struttura. Si tratta di: medicina interna, diabetologia, endocrinologia, reumatologia, neurologia, fisioterapia, logopedia, fisiatria, pneumologia e cardiologia, verrà svolta l’attività di dialisi, troveranno spazio un ambulatorio infermieristico, il blocco operatorio per la chirurgia ambulatoriale (oculistica, chirurgia generale, chirurgia plastica, dermatologia, chirurgia vascolare, chirurgia della mano e urologia) e il punto prelievi. “Nella Casa di Comunità si troverà il punto unico di accesso per la presa in carico dei bisogni sanitari, sociali e sociosanitari dei cittadini”, spiega ancora Ansaldi.

Alle preoccupazioni dei cittadini risponde il direttore generale della Asl2, Marco Damonte Prioli: “Si possono dipanare guardando semplicemente come sta funzionando, oggi, questo Ospedale di Comunità con un reparto dotato di medici e personale infermieristico, oltre all’internista dell’azienda sanitaria. Siamo la prima realtà in cui vengono inseriti i medici di medicina generale e riteniamo che questo sia un anticipo del Pnrr che verrà attuato in tutta Italia. Questo modello garantisce una risposta all’avanguardia in Valbormida: l’analisi puntuale dei bisogni di salute del territorio ci consente di dire l’Ospedale di Comunità, con il reparto di riabilitazione, le prestazioni ambulatoriali anche chirurgiche, ci consentirà di rispondere in modo efficace al 90% dei bisogni di salute dei cittadini valbormidesi. Con l’ospedale di area disagiata non otterremmo questo risultato”.

Cliccando qui è possibile consultare nel dettaglio tutti i servizi che saranno presenti all’interno del nuovo ospedale di comunità cairese.

“Siamo aperti dal 7 settembre 2020 e fino ad oggi siamo stati Acirot, adesso invece saremo un ospedale di comunità – commenta Paola Cosma, coordinatrice infermieristica – Potremo prendere in carico sempre 20 pazienti, la novità è nel periodo massimo di degenza che da oggi sarà di 30 giorni e non 20 come era prima. Un aspetto importante, dato che in un periodo più lungo sara più facile programmare le dimissioni protette dei pazienti acuti: alcuni preferiscono essere trasferiti in residenze protette, altri invece essere seguiti a domicilio. Il tutto in collaborazione con la rete socio assistenziale”.

“Quando si parla di riabilitazione – prosegue Cosma – si pensa solo alla fisioterapia, ma qui viene fatta a 360 gradi. Ad esempio ci saranno anche ambulatori a domicilio per le istomie, oppure verrà offerta l’educazione terapeutica per i diabetici. I pazienti verranno accompagnati nel loro percorso, anche attraverso un lavoro relazionale. Ci sono ad esempio due infermieri tase manager che si occupano di conoscere il paziente prima che arrivi, seguire il suo percorso e progettare la sua dimissione protetta. Non ci sono però ruoli più importanti di altri, tra noi c’è una grande collaborazione, il nostro è un lavoro di gruppo”.

E sulle polemiche riguardanti l’ospedale di comunità afferma: “Non entro in discorsi politici, per noi il paziente va messo sempre al centro. Noi qui abbiamo solo lavorato e siamo orgogliosi di questo ospedale. Siamo veramente un gruppo, è stata la nostra ricchezza”.

La visita del presidente ligure è proseguita con l’inaugurazione di una nuova apparecchiatura per il servizio di radiologia domiciliare. Asl2, infatti, ha attivato da gennaio il progetto di “Radiologia Domiciliare” predisposto dal dipartimento di diagnostica in sinergia con la struttura di coordinamento delle professioni sanitarie territoriale, a beneficio di persone anziane, disabili o le cui condizioni di salute sconsigliano il trasporto.

 

leggi anche
usb toți Cairo ospedale comunità
Polemica
Ospedale comunità, Toti contestato a Cairo. Cub: “De profundis servizio sanitario pubblico”
Apparecchio radiologia a domicilio Asl2 CAiro
Servizio
Ospedale Cairo, inaugurato nuovo apparecchio per il servizio di radiologia domiciliare
un pronto soccorso per la vita
Resilienti
“Un pronto soccorso per la vita”, lenzuolata anche a Cairo: “Riempiamo la città di bandiere per il nostro ospedale”
abbraccio ospedale cairo
Mozione
Ospedale, Più Cairo: “Lambertini convochi urgentemente il Distretto socio sanitario per fare chiarezza”
giovanni toti
Asl2
Sanità: domani Toti in visita al San Paolo e al Santa Corona. A Pietra incontro a teatro con gli addetti ai lavori
ospedale cairo
Servizi sanitari
Dal punto prelievi mobile all’ambulatorio infermieristico: ecco perché in Valbormida oltre all’ospedale di comunità c’è di più

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.