Polemica

“Basta che non mi dai del paralitico”: indignazione della Consulta Handicap Liguria per la battuta di Canepa fotogallery

Dopo le critiche della lista "Borghetto Domani", anche l'associazione regionale invita il sindaco a "più grazia e umanità"

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Borghetto Santo Spirito. “Basta che non mi dai del paralitico”. Continua la polemica sulla battuta “mal riuscita” del sindaco uscente Giancarlo Canepa pronunciata durante il confronto organizzato da IVG.it e tenutosi lunedì scorso al Salone delle Feste. Dopo le critiche della lista avversaria “Borghetto Domani” guidata da Pier Giorgio Giraldi, arriva l’indignazione della segreteria della consulta regionale per la tutela dei diritti della persona handicappata.

Tutto nasce ad inizio serata, quando Canepa definisce Giraldi “parafarmacista” (in riferimento al fatto che è titolare di una parafarmacia in corso Europa). Giraldi precisa che il termine “parafarmacista non esiste. Esiste il farmacista che lavora in parafarmacia e il farmacista che lavora in farmacia”. E poi, sempre rivolto a Canepa, ironizza: “È come se io ti chiamassi paraelettricista”.

A questo punto Canepa risponde: “Basta che non mi dai del paralitico”. Un evidente (e mal riuscito) tentativo di giocare sull’assonanza del prefisso che, secondo Giraldi, ha scatenato “risate (poco gradevoli) del pubblico di fede canepiana” e, soprattutto, qualche polemica. Molti, infatti, hanno ritenuto la battuta di Canepa a dir poco di cattivo gusto: “Come se essere paralitici fosse un’offesa”.

E della stessa opinione è la segreteria della consulta regionale per la tutela dei diritti della persona handicappata. “Essere paralitico – sottolineano -, al di là del termine obsoleto e divenuto offensivo, significa per un essere umano rimanere inchiodato per tutta la vita ad una carrozzina. E’ chiaro signor Canepa? E’ chiara la potenza del suo insulto? Della bonarietà della sua ignoranza? (sempre se vogliamo definirla tale, seppure è un insulto per la carica che auspica di ricoprire) Essere paralitico, non lo auguriamo a nessuno, perché significa sofferenza, difficoltà nel vivere quotidiano, difficoltà nell’affrontare le barriere architettoniche, non solo concrete, ma anche invisibili, stereotipate, mentali, significa confrontarsi con le istituzioni troppo spesso sorde alle richieste di chi è in difficoltà. Ecco, in quest’ultimo punto, faccia bene attenzione, quello in cui citiamo le istituzioni sorde, lei entrerebbe con grande merito, ne siamo certi. Per questo la invitiamo caldamente a ribattere il suo calcio di rigore, però prendendo bene le misure questa volta, ma soprattutto chiedendo scusa al suo pubblico e a quello avversario, con grande umiltà e senso del dovere”.

“Aggiungiamo un invito – proseguono – : se per caso lei dovesse arrivare a ricoprire la carica a cui tiene tanto, rifletta bene sul suo operato, si muova con più grazia tra la moltitudine di umanità che dovrà rappresentare e tenga, inoltre, conto della possibilità che un domani, per destino, lei stesso potrebbe rientrare nella categoria che oggi offende. E’ arrivata diretta la nostra indignazione? E’ urlata con necessaria potenza? Noi speriamo proprio di sì e mai avremmo immaginato fosse ancora necessario”.

Scuse che in realtà sono già arrivate ieri dal sindaco Canepa che, in risposta alle critiche di “Borghetto Domani” ha affermato: “In relazione alla infelice dichiarazione da me fatta durante un battibecco con il candidato sindaco Giraldi in occasione del faccia a faccia di lunedì scorso non posso ovviamente che chiedere scusa. Un sindaco dovrebbe dare sempre il buon esempio, in questi anni l’ho sempre fatto. Chi mi conosce sa bene che non sono quel genere di persona che si permette simili esternazioni e quanto sia lontano dal mio essere quel genere di espressione. La mia storia lo può testimoniare, così come l’impegno che ho sempre profuso verso le persone fragili, soprattutto durante il mio mandato da sindaco. Purtroppo, anche se non vuol essere una giustificazione, mi sono fatto trascinare in una discussione poco edificante. Me ne dispiace sinceramente ma spero di continuare ad essere giudicato per le mie azioni più che per una singola espressione infelice che non rispecchia assolutamente la mia natura”.

“Purtroppo – ha poi evidenziato – durante il dibattito dell’altra sera avrei preferito parlare del mio programma e di quanto realizzato durante il mio mandato ma l’atteggiamento palesemente provocatorio del mio avversario lo ha reso più complicato. Mi auguro che anche lui si scusi per aver paragonato la mia amministrazione alla pandemia soprattutto in considerazione dei dolorosi lutti sofferti dalla mia comunità nei periodi più cupi del Covid”.

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