Reazione

Balneari, scontro Lega-totiani: scambio di accuse tra Ripamonti e Scajola

L'assessore regionale :" Da anni i balneari italiani sono strumentalizzati dalla politica nazionale con promesse di leggi e leggine". Il senatore: ""Voto contrario dei totiani per escludere i balneari dalla normativa"

stabilimenti balneari

Liguria. La Lega a difesa dei balneari ha votato a favore dell’emendamento per escludere la categoria dalla direttiva Bolkenstein e in coerenza con quello che da sempre è il nostro pensiero in merito. Si è persa l’occasione di chiedere come Parlamento con forza all’Ue di rivedere la direttiva e quindi escludere da essa i balneari. Spiace molto registrare come l’emendamento, che aveva avuto parere contrario da parte del Governo e della commissione Bilancio, non sia passato anche grazie ai voti contrari della componente che fa capo al governatore ligure Giovanni Toti. Un’azione contro gli interessi dei balneari e della principale attività turistica in Liguria che i parlamentari ‘totiani’ dovrebbero spiegare ai rappresentanti del comparto. Nessuna contraddizione col ddl Concorrenza che invece ha messo in sicurezza il settore a fronte della sentenza del Consiglio di Stato inserendo indennizzi e premialità nella legge per i concessionari uscenti e fortemente voluti dalla Lega. Ora ci aspettiamo un grande lavoro delle Regioni sul governo per la scrittura dei decreti attuativi attraverso la Conferenza Stato-Regioni e con i responsabili regionali del demanio sul tema dell’indennizzo che inserito in legge, va declinato nel dettaglio sperando che l’atteggiamento sia più coraggioso rispetto al voto sull’emendamento”. Così, in una nota, il senatore della Lega e relatore del Ddl Concorrenza Paolo Ripamonti.

Pronta la replica dell’assessore regionale totiano Marco Scajola: “Da anni i balneari italiani sono strumentalizzati dalla politica nazionale con promesse di leggi e leggine in grado di contrastare la direttiva Bolkestein. Alle parole non sono mai seguiti i fatti e gli unici veri provvedimenti seri e concreti per tutelare il comparto balneare sono esclusivamente arrivati dalle regioni che, in molte occasioni hanno avuto addirittura l’ostilità del governo che ripetutamente impugnava i testi delle leggi regionali per farli decadere. Quindi sono inaccettabili le strumentalizzazioni politiche e le ultime dichiarazioni del senatore Ripamonti il quale cerca di mistificare la realtà accusando una parte politica di non aver svolto il proprio dovere per i balneari.

Mi chiedo dove erano questi parlamentari – continua Scajola – quando ministri del loro stesso colore politico, nonostante l’impegno assunto, non si adoperavano per sostenere le leggi adottate da Regione Liguria che avrebbero finalmente riconosciuto lo status di imprenditore balneare e fornito così concrete certezze alle aziende del nostro territorio, dov’erano quando le regioni con in testa la Liguria chiedevano al governo di essere ascoltati sul tema ed invece venivano continuamente escluse, facile parlare adesso solo per cercare un po’ di visibilità a pochi mesi dalle elezioni. Ma non si possono sentire bugie e strumentalizzazioni di nessuno, solo forse per cercare di giustificare proprie inadempienze nei confronti dei balneari”.

“Il presidente Giovanni Toti – conclude Scajola – ha sempre parlato con grande senso di responsabilità per tutelare le famiglie e le imprese e ha sempre dato alla sua maggioranza e al sottoscritto pieno mandato di adottare provvedimenti utili per il comparto, purtroppo non abbiamo mai trovato sostegno da parte dei parlamentari. Le regioni comunque continueranno a fare la loro parte tutte insieme, andando oltre le appartenenze politiche, perché quando c’è di mezzo il bene della gente e gli interessi delle famiglie, noi non guardiamo in faccia nessuno, ma con determinazione e coraggio sosteniamo i liguri e tutto il mondo del lavoro. Sarebbe bello e la speranza è l’ultima a morire, che questo potesse accadere anche a Roma”.

Dura la replica a Ripamonti anche da parte della Lista Toti: “La Lega, quella che ha fatto tante promesse, con i suoi ministri e con lo stesso senatore Ripamonti relatore di maggioranza per il Decreto Concorrenza, è la stessa che ha ottenuto l’ottimo risultato di arrivare alle gare per le concessioni demaniali. E oggi accusano Giovanni Toti? – si domandano -. È stupefacente che il senatore Ripamonti, che da anni promette soluzioni che immancabilmente non si realizzano e vengono schiantate alla prova dei fatti, oggi torni a promettere cose infattibili. Francamente riteniamo che la serietà oggi debba prevalere, specie da parte di un partito che siede al governo con due ministri chiave per questa vertenza, quali sono quelli al turismo e allo sviluppo economico”.

Il senatore Ripamonti prova a salvarsi la coscienza votando contro i suoi stessi ministri, che hanno dato con tutto il governo parere negativo alla proposta votata dalla Lega. Ma sembra la storia della famosa moltiplicazione degli zecchini d’oro del gatto e la volpe. Gli arenili italiani non sono però il campo dei miracoli di Pinocchio e credo che i balneari sappiamo ormai qualificare le promesse che non salvano le spiagge, ma al massimo servono a tentare di salvare qualche senatore dai molti errori fatti”, concludono.

“Non accettiamo prediche da coloro che grazie alle tante promesse, con i ministri e il senatore Ripamonti in prima fila, hanno ottenuto l’ottimo risultato di essere arrivati alle gare. È stupefacente che il collega parlamentare Ripamonti, che da anni promette soluzioni che immancabilmente non si realizzano e vengono schiantate alla prova dei fatti, oggi torni a promettere cose infattibili”. Così Manuela Gagliardi, deputato di ‘Italia al Centro‘, replica al senatore Ripamonti in merito al decreto Concorrenza. “Francamente – prosegue Gagliardi – riteniamo che la serietà oggi debba prevalere, che sarebbe il caso che tutti la finissero di fare promesse che non possono essere mantenute, specie il partito che siede al governo con due ministri chiave come turismo e sviluppo economico. Inutile per il senatore Ripamonti provare a salvarsi la coscienza votando contro i suoi stessi ministri, che hanno dato con tutto il resto del governo parere contrario alla sua proposta, così continua solo a promettere cose irrealizzabili come la famosa moltiplicazione degli zecchini d’oro del gatto e la volpe. Ma gli arenili italiani non sono il campo di Pinocchio – conclude – e credo che i balneari sappiamo ormai qualificare le promesse che non salvano le spiagge, ma al massimo provano a salvare qualche politico dai molti errori fatti”.

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