Occhi elettronici

Viabilità, sicurezza, perfino i livelli di inquinamento: a Borghetto un nuovo impianto di videosorveglianza con 48 telecamere

Progetto da 200 mila euro, con possibilità di espansione dell'impianto in futuro

borghetto videosorveglianza

Borghetto Santo Spirito. Permetteranno di mantenere un controllo costante sul traffico, di svolgere attività di polizia stradale e giudiziaria, di supportare le forze dell’ordine e, in ultimo, anche di mantenere alta la guardia rispetto ai livelli medi di inquinamento le nuove telecamere di videosorveglianza installate nell’ultimo periodo sul territorio di Borghetto Santo Spirito. I dettagli sono stati presentati questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il sindaco Giancarlo Canepa, gli assessori Alessio D’Ascenzo e Celeste Lo Presti ed il presidente del consiglio comunale Carolina Bongiorni, oltre al comandante della polizia locale Enrico Tabò e al sovrintendente Massimiliano Zunino.

“Quando abbiamo dato il via al progetto del nuovo impianto di videosorveglianza – ha spiegato Canepa – abbiamo dovuto fare i conti prima di tutto con una arretratezza tecnologica imbarazzante. Come prima cosa, quindi, abbiamo cercato di risolvere il problema ‘storico’ della connettività tra le due sedi comunali di piazza Italia e piazza Libertà. Il flusso di dati tra il municipio e Palazzo Pietracaprina era costante, ma l’infrastruttura che lo supportava insufficiente, quindi grazie ad un finanziamento da 185 mila euro (integrato con 15 mila euro di fondi comunali) siamo riusciti a posare la fibra ottica tra i due edifici comunali. Questa era la prima cosa da fare. Ora, grazie a questa nuova rete, abbiamo dato una infrastruttura solida e funzionante al sistema di videosorveglianza e in futuro potremo introdurre nuovi servizi e nuove tecnologie, le quali avranno sempre come supporto la nuova fibra. Che, tra l’altro, siamo riusciti a posare in tempo per la stesura del nuovo asfalto ed il tracciamento della nuova segnaletica orizzontale lungo la via Aurelia”.

Il soprintendente Massimo Zunino, che ha curato il progetto, ha ringraziato il sindaco “per aver dato mandato alla polizia locale di struttura l’impianto. Prima ancora di posizionare le telecamere sul territorio, era fondamentale avere una infrastruttura in grado di supportare l’impianto. Perciò abbiamo posato 4 chilometri di fibra e, grazie al supporto di un’azienda specializzata, siamo riusciti ad avere una versione ‘beta’ di un software apposito. Grazie a questo accordo, potremo diventare direttamente noi sviluppatori del programma e testarlo in modo concreto”.

L’impianto è stato realizzato dalla boissanese Rocket Way, che ha realizzato impianto wireless, e dalla New Tech Informatica srl di Castiglione D’Asti: “Ringraziamo l’amministrazione per la collaborazione fornita nello sviluppo del progetto – hanno spiegato dall’azienda – per aver condiviso la parte tecnologica con noi e la ‘visione’ di impianto che si desiderava creare. Si tratta di una struttura all’avanguardia, che ingloba diverse tecnologie e che in futuro potrà essere ampliato ulteriormente”.

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L’impianto, come detto, avrà prima di tutto fini di polizia stradale e giudiziaria: le telecamere, dotate di ingrandimenti fino a 8X, consentono di leggere le targhe e quindi di individuare veicoli rubati o non in regola con pagamento di bolli, assicurazioni o collaudi. “Ma il sistema è anche in grado di raccogliere dati sui flussi di traffico e ciò consentirà di elaborare statistiche utili per la predisposizione del Piano Urbano del Traffico. Inoltre, sulle telecamere saranno posizionate centraline in grado di raccogliere dati rispetto alle quantità di polveri sottili presenti nell’aria: anche questi valori sono indicatori utili per stabilire i flussi di traffico e individuare quindi i punti in cui la viabilità presenta le maggiori criticità”.

Ma non solo: “Grazie alle telecamere potremo contrastare efficacemente la ‘piaga’ dell’abbandono irregolare dei rifiuti e quella delle deiezioni canine incontrollate, un problema che sta andando troppo oltre e sul quale bisogna dare un giro di vita. E poi potremo tenere d’occhio il lungofiume, una zona critica in caso di allerta meteo o alluvione e, anche, una zona in cui registriamo regolarmente l’abbandono di rifiuti edili”.

Prima sul Comune di Borghetto erano presenti una quindicina di telecamere (più una decina intorno al comune) che per lo più avevano la funzione di lettura-targhe: “Ma era una tecnologia piuttosto datata. Quindi abbiamo deciso di mettervi mano, affidando al comando di polizia locale il compito di studiare il miglior posizionamento degli ‘occhi elettronici’. Ora sul nostro territorio sono attive 48 telecamere, oltre le dieci intorno alla sede municipale. Gli apparecchi hanno già portato ottimi risultati: infatti, hanno permesso di risolvere un caso di violenza privata, individuare gli autori del furto di alcuni ponteggi e hanno contribuito all’arresto (a Napoli) di un 32enne che narcotizzava le sue vittime e poi le costringeva a prelevare per lui al bancomat”.

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Il nuovo impianto darà un contributo fondamentale al lavoro delle forze dell’ordine: “Il consiglio comunale ha approvato un nuovo regolamento che, tra l’altro, consente alle forze dell’ordine di avere accesso immediato alle registrazioni. Grazie a ciò, le telecamere si riveleranno uno strumento fondamentale a fini di indagine e prevenzione: saranno sì uno strumento ‘comunale’ ma totalmente a disposizione degli investigatori”.

Canepa non nasconde la sua soddisfazione per il completamento del progetto: “Durante l’amministrazione Malpangotto Borghetto era stato uno dei precursori della videosorveglianza. Negli anni questa caratteristica era stata un po’ persa, ma ora possiamo tornare ad essere un paese in grado di ‘dire la sua’ da questo punto di vista. L’infrastruttura è stata studiata in maniera tale da poter essere implementata facilmente e con regolarità e speriamo che questo possa avvenire a cadenza almeno annuale, in futuro”.

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