Allarme

Peste suina, Costa lancia l’allarme: “Troppi cinghiali, ora un piano di abbattimento in tutta Italia”

Iniziati i primi abbattimenti anche in Liguria, il commissario Ferrari: "Non cambia nulla per le attività outdoor, ma siamo preoccupati"

Andrea Costa cinghiali Costa

Liguria. “In questi giorni Liguria e Piemonte stanno posando le reti di recinzione sui territori ma io non credo che siano sufficienti e penso che sia necessario un piano di selezione dei cinghiali in tutta Italia perché sono troppi. La situazione è talmente pericolosa che dobbiamo mettere in campo misure straordinarie per contenere la diffusione del virus”.

L’allarme arriva dal sottosegretario alla Salute, il ligure Andrea Costa, a pochi giorni dalla notizia del primo caso accertato di peste suina africana a Roma, a centinaia di chilometri di distanza dai confini della zona rossa che finora include solo Liguria e Piemonte. Nel frattempo ha preso il via anche in Liguria il piano di depopolamento che prevede abbattimenti di cinghiali nelle zone limitrofe alla zona infetta.

Ma quello che si discute ora è un piano anti-cinghiali a livello nazionale. La peste suina, ha ricordato Costa durante un incontro con gli studenti dell’Università di Pisa, non è “un pericolo per l’uomo ma resta un problema gravissimo che dobbiamo monitorare perché il settore degli allevamenti vale 6 miliardi di fatturato annuo ed è a mio avviso improrogabile avviare una campagna di abbattimento per ridurre la quota di cinghiali che stanno invadendo sempre di più anche le nostre aree urbane e periurbane”.

“Lo dico con il massimo rispetto per le posizioni ambientaliste e animaliste, ma penso che non sia più rinviabile affrontare questo problema mettendo in campo un piano straordinario di selezione che prevede anche una massiccia quota di abbattimenti”, ha ribadito Costa.

L’apertura di una nuova emergenza a Roma per ora non ha effetti sulla Liguria, dove i boschi restano aperti alle attività outdoor secondo le modalità stabilite dalla Regione. “Non cambia nulla, ma cresce la preoccupazione – spiega il commissario governativo Angelo Ferrari -. Oggi non ci sono nuovi casi positivi e questo è buono. In questi giorni incontrerò le stazioni appaltanti per iniziare al più presto i lavori di posizionamento delle reti, mentre un grosso lavoro è già stato fatto dalla società Autostrade. Sono iniziati gli abbattimenti, ma non nella zona infetta fino a quando non saranno state posizionate le barriere: ci tengo a specificarlo”.

Intanto a Roma sono state installate le reti di contenimento per i cinghiali in alcune zone dove le incursioni sono state più frequenti. Presto sarà dato seguito anche all’ordinanza della Regione Lazio contro la peste suina dopo il caso zero al parco dell’Insugherata. L’assessora all’Ambiente e ai Rifiuti di Roma Capitale, Sabrina Alfonsi, avrebbe dato disposizione ad Ama di mappare la posizione dei cassonetti su cui intervenire, eventualmente, con altre recinzioni. In ogni caso il piano dovrebbe essere discusso domani in una riunione tra l’assessorato e la partecipata.

“Il sottosegretario Costa si è reso finalmente conto che serve un piano serio di abbattimento dei cinghiali, praticamente un anno dopo dalla presentazione di una risoluzione in commissione Agricoltura a prima firma La Pietra sul tema”, critica il senatore Luca De Carlo, responsabile nazionale Agricoltura di FdI, che aggiunge: “Ora non si perda altro tempo dietro agli ambientalisti da salotto e si calendarizzi subito la discussione della nostra risoluzione, è già tardi. Non solo: il sottosegretario Costa approfitti anche per farsi assegnare poteri straordinari, l’urgenza della situazione richiede celeri interventi eccezionali”.

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