Richiesta

Peste suina, Coldiretti Savona: “Servono subito azioni di depopolamento cinghiali e aiuti alle imprese”

"Urgente mettere in sicurezza il territorio a sei mesi dal primo caso"

Generico gennaio 2022

Savona. “A ormai sei mesi dal primo caso di peste suina africana accertato in Liguria, mancano azioni di depopolamento dei cinghiali, al di fuori della zona rossa, come mancano risposte alle imprese e misure che mettano veramente in sicurezza il territorio”.

E’ quanto afferma Coldiretti Savona, tornando sulla problematica cinghiali dopo il blitz degli agricoltori, cittadini e istituzioni a Roma.

“Non è ammissibile che si perda ancora del tempo con il rischio che la problematica della peste suina africana possa ulteriormente estendersi – evidenziano Marcello Grenna, presidente Coldiretti Savona e Antonio Ciotta, direttore provinciale -. Fuori dalla zona rossa, qualcuno dovrà assumersi la responsabilità politica, economica e sanitaria di non procedere col depopolamento dei cinghiali”.

“La situazione è ormai insostenibile e a farne le spese sono sempre di più le nostre imprese che hanno già dovuto provvedere alla macellazione dei suini, ma non stanno ricevendo nessun aiuto economico per poter affrontare questo momento di crisi, aggravato anche dagli sconvolgimenti dei mercati a causa della guerra in Ucraina e delle speculazioni – aggiungono -. Servono indennizzi che possano sostenere le aziende e agevolarle nel mettere in atto specifiche misure in materia di biosicurezza, come è necessario ristorare quelle imprese che svolgono attività legate alla recettività, alle attività outdoor e alla selvicoltura che stanno subendo gravi ripercussioni a causa delle restrizioni imposte per il contenimento della Peste Suina africana, con un evidente calo dei turisti sul territorio”.

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