Rabbia

Non solo peste suina, rimangono le incursioni: frutteti e castagneti devastati dai cinghiali

I coltivatori: "Siamo sempre alle solite, anzi… Raccolti e produzioni locali ancora in pericolo"

danni cinghiali boschi

Osiglia. Oltre alla peste suina, emergenza dalle pesanti conseguenze a livello agricolo e turistico, il problema strutturale della sovrappopolazione dei cinghiali e della fauna selvatica continua a creare consueti disagi e danni ai terreni dei coltivatori, come il caso dei frutteti e dei castagneti di Osiglia, presi di mira dagli ungulati negli ultimi giorni, come avvenuto varie volte in passato, certo, ma questa volta nel contesto di allarme sanitario e infezioni.

Nel contesto del territorio valbormidese, florido per il proliferare degli animali selvatici, da tempo in atto una battaglia per chiedere un piano strutturale di intervento e tutelare al tempo stesso le piccole aziende a conduzione familiare che curano l’area boschiva e rurale, con attività dedite a produzioni locali di qualità e identitarie.

“E’ chiaro che la peste suina rappresenti una priorità, ma direttamente collegata è la questione dei cinghiali, che continuano a mettere a rischio la raccolta dei nostri prodotti, castagne e frutta di stagione. Speravamo che con la situazione di questi mesi si potesse rapidamente intervenire, ovviamente in relazione al contenimento sanitario, quanto nella direzione di ridurre la presenza di questi animali nel nostro territorio e nei nostri boschi” affermano dall’azienda agricola di Claudio e Andrea Baruzzo.

Ma lo sfogo è condiviso da molte realtà dell’entroterra e dello stesso comprensorio di Osiglia: “Non bisogna dimenticare che parte essenziale della nostra attività è proprio la pulizia, manutenzione e tutela del bosco e dei terreni: le incursioni dei cinghiali stanno ancora una volta rovinando aree adibite a coltivazione e quindi produzione”.

“Vogliamo far pervenire alla Regione e alla Provincia il nostro problema ancora irrisolto: vogliamo una risposta su cosa intendono fare a tutela del territorio: in questi casi, per ripristinare i castagneti ci vogliono mesi e mesi… E siamo stanchi di ripetere la grave criticità presente nelle nostre zone”.

danni cinghiali boschi

“Si parla tanto di sostenere le produzioni locali dell’agroalimentare, di valorizzare le zone montane e rurali, etc… Ma alla fine noi piccoli produttori siamo lasciati soli dalle istituzioni, senza aiuti e politiche vere di sostegno, senza contare il capitolo risarcimenti per i danni da fauna selvatica, con molte micro imprese che non hanno mai ricevuto un euro…”.

“E’ stata fatta una petizione e una raccolta firme per cambiare la legge regionale e dare così strumenti normativi idonei per un piano strutturale in grado di arginare la presenza della fauna selvatica e per una soluzione definitiva e più adeguata al rimborso per i danni subiti dalle piccole aziende e coltivatori diretti, auspichiamo che si possano davvero cambiare le cose e avere finalmente risposte e garanzie” concludono i coltivatori di Osiglia, con riferimento anche alla battaglia di CIA Savona e all’iniziativa promossa prima dell’incombere della peste suina.

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