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Nel savonese il turismo rialza la testa: produzioni agricole in ripresa, ma la guerra mette a rischio i floricoltori video

Ecco l'analisi economica realizzata dal "Rapporto Nord Ovest" del Sole 24 Ore

Savona. Il settore del turismo rialza la testa in Liguria e nel savonese. Sono almeno 16mila gli addetti che il settore turistico ha perso nelle tre regioni del Nordovest secondo l’elaborazione curata da Unioncamere Piemonte. Si tratta di un settore che sta ancora recuperando la frenata del 2020 per tornare a presenze e arrivi della fase pre-Covid.

Gli albergatori faticano a trovare personale ma stimano una crescita di presenze di oltre il 10% rispetto all’anno scorso, anche grazie all’atteso ritorno dei turisti stranieri.

In Liguria la stagione è partita bene. Rispetto allo scorso anno è iniziata due mesi in anticipo. Nel 2021, a causa della pandemia i primi visitatori erano arrivati nella regione a giugno, quando il Covid aveva allentato la presa. Adesso invece si è già registrato un ponte di Pasqua col tutto esaurito, un buon afflusso di turisti per il 25 aprile e un weekend del 1° maggio positivo. Per quanto attiene ai porti turistici, quelli liguri stanno vivendo un momento di crescita, con un aumento del giro di affari che ha una media del +5%, in linea con quella nazionale, con punte del 10-15% per alcune località.

Per quanto riguarda l’estate, in Liguria tornano gli stranieri e sono risalite le prenotazioni, anche se l’impatto delle ultime annate non si può dire ancora del tutto recuperato. Sul settore, tuttavia, resta l’incertezza sul costo di materiali, carburanti ed energia, nell’ambito della complessiva spinta inflattiva.

Questo il focus realizzato dal “Rapporto Nord Ovest” del Sole 24 Ore, che ricalca le prospettive indicate nelle ultime settimane e che contiene anche un’analisi sulle produzioni tipiche: il settore agricolo è alle prese da un lato con una fase di ripresa, anche se il settore floricolo, dopo il boom del 2021, potrebbe avere contraccolpi per la crisi in Ucraina e lo stop al mercato dell’est, senza contare i costi gestionali per l’aumento dei prezzi energetici e di materie prime; dall’altro lato rimangono sul tavolo alcune criticità: il rischio siccità nei mesi estivi, con le associazioni in pressing per risorse e finanziamenti di infrastrutturazione idrica, oltre ai pericoli per la sicurezza alimentare come conseguenza indiretta della guerra.

Le filiere dell’agroalimentare mettono in guardia i consumatori e chiedono tutele per preservare la qualità e le eccellenze del Made In Italy, con numerose produzioni che hanno la loro base proprio in Liguria e nel savonese.

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