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Cassa Depositi e Prestiti completa l’acquisizione: Autostrade per l’Italia torna allo Stato. Ai Benetton 8 miliardi di euro

L'indignazione dei parenti delle vittime: "Non sono stati sufficienti 43 morti per rendere questa vicenda un reale punto di svolta"

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Liguria. Cassa Depositi e Prestiti insieme ai fondi Blackstone e Macquarie ha definitivamente comprato dell’88,06% di Aspi in mano ai Benetton, che quindi incassano 8,18 miliardi di euro. Ultimate le operazioni di acquisto, dopo poco più di 23 anni la gestione di Autostrade per l’Italia torna quindi nelle mani dello Stato.

Si è chiuso quindi un lungo percorso avviato tragicamente dal crollo di Ponte Morandi dal cui processo sono emersi fin dai primi giorni gravi indizi su mancate manutenzioni nonostante le condizioni del viadotto fossero note e più volte prese in esame da esperti. Dopo una lunga trattativa, quindi, in queste ore è arrivato il closing dell’operazione che restituisce la gestione di quasi metà della rete autostradale del paese allo stato italiano.

Aspi infatti gestisce oltre 3mila chilometri di autostrade in Italia, con concessioni a lungo termine. La concessionaria autostradale e le controllate sono responsabili di sviluppo, manutenzione e gestione di una rete autostradale che si estende su tutto il territorio nazionale e rappresenta circa la metà del sistema autostradale soggetto a pedaggio in Italia, con circa quattro milioni di clienti al giorno (dato pre-Covid).

Da oggi in poi, quindi, tutte le future manutenzioni che andranno eventualmente ad arginare una situazione maturata negli anni saranno a carico dell’ente statale, e quindi in qualche modo di tutti i contribuenti. In un’intervista rilasciata a Genova24 qualche mese fa lo stesso Placido Migliorino, l’ispettore ministeriale che ha guidato le ispezioni su tutta la rete autostradale, aveva sottolineato come ci sarebbero voluti quasi dieci anni per raggiungere uno stato di manutenzione adeguato, considerando che alcune opere sarebbe stato meglio demolirle e ricostruirle da capo.

“Con il perfezionamento della vendita di Aspi a CDP, Blackstone e Macquarie si chiude purtroppo una delle pagine più scandalose della nostra storia. Gli azionisti di ASPI passano al ritiro, con i sorrisi smaglianti e la loro valigia colma dei soldi degli italiani – scrive Egle Possetti, presidente del Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi, in una nota stampa – Tanti cittadini forse non sanno che questi oltre 8 miliardi sono solo un piccolo acconto di tutti i fondi che dovremo sborsare, infatti le infrastrutture di cui lo stato riprende il controllo maggioritario sono malate gravi, che necessitano di investimenti cospicui, se qualcuno non se ne fosse accorto sono al collasso, nonostante i molti “cantieri”.

“A nulla è servita la nostra indignazione, a nulla è servita l’indignazione di alcuni parlamentari, cittadini, tecnici, questa vendita è stata perfezionata. Non sono stati sufficienti 43 morti per rendere questa vicenda un reale punto di svolta, per poter dare un senso al dolore, per dare “paga” a chi non ha mai tenuto conto delle priorità, invece nulla. Su questa partita economica siamo certi che il giudizio della storia sarà implacabile, per ora vediamo solo il tentativo di annebbiare la verità, vediamo solo uscire a testa alta con sorriso sornione gli azionisti il cui unico intento in questi anni è stato avere utili, tanti utili, vediamo restare indifferenti coloro che avrebbero potuto cambiare le cose e ci sentiamo sprofondare ancora più nel fango. Ancora una volta un pugno allo stomaco alle nostre famiglie, uno smacco al nostro dolore, uno schiaffo agli italiani onesti. Nessuno in questo paese vuole cambiare, molti sperano che cali l’oblio, noi non possiamo permetterlo”.

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