Retroscena

Urologia ad Albenga per recupero fughe: “Accordo con il Galliera o con l’ospedale di Imperia”

Indiscrezioni e voci sul futuro del dipartimento sanitario e le due ipotesi al vaglio della Regione per il nosocomio albenganese

reparto ambulatorio

Ponente. Recupero fughe e liste di attesa che affliggono la sanità savonese: il presidente e assessore regionale alla sanità Giovanni Toti aveva annunciato una programmazione ad hoc, relativo al piano Restart e ai fondi Pnrr, con riferimento al polo ospedaliero di Albenga e al complessivo presidio sanitario del ponente.

Tra le linee guida che erano state annunciate anche l’Urologia, che avrebbe dovuto trovare spazio e azione tra i reparti del nosocomio ingauno, rafforzando il servizio sanitario tanto a livello ambulatoriale quanto sotto il profilo della chirurgia e della stessa riabilitazione. Questo nell’ambito di un accordo interaziendale con l’ospedale Galliera di Genova.

Oltre all’ospedale San Paolo di Savona, l’Urologia è presente al Santa Corona, DEA di II livello, ma proprio al nosocomio pietrese, già con l’inizio dell’estate, potrebbe verificarsi una grave carenza di medici in relazione ad aspetti concorsuali esplicitati in Asl 3 con probabile riduzione di personale specialistico non sufficiente all’offerta sanitari all’ospedale pietrese, ad ora, le sedute operatorie sono due al mese (prima erano due a settimana).

In queste ore, però, è arrivata un’altra doccia fredda: l‘hub di Urologia previsto dal piano sanitario ad Albenga potrebbe essere invece dislocato all’ospedale di Imperia, lasciando sguarnito il presidio ospedaliero del ponente savonese e quindi lo stesso bacino di utenti e pazienti: l’allarme è suonato tra i primari del nosocomio pietre se è nelle corsie ospedaliere e al PS in quanto è stato evidenziato come negli stessi mesi estivi l’Urologia registra un incremento di attività sanitaria richiesta di circa il 30%. Dunque si prospetta una impossibilità di rispondere adeguatamente all’assistenza e cura, con l’asset specialistico dirottato completamente sull’ospedale San Paolo.

Sul nuovo caso che investe la sanità savonese è intervenuto lo stesso direttore generale Asl 2 Marco Damonte Prioli: “Ad ora non mi risulta nessuna decisione definitiva, tanto meno uno spostamento su Imperia per il recupero fughe nell’ambito urologico – afferma -. L’Urologia era certamente stata indicata nel piano previsto per l’ospedale di Albenga assieme ad altri reparti e servizi sanitari, tuttavia l’architettura finale sulla composizione che sarà delineato per il nosocomio ingauno è ancora in fase di definizione”.

“Proprio la prossima settimana avremo un nuovo incontro e confronto tecnico in Regione, nel quale analizzeremo bisogni e necessità della popolazione rispetto alle singole branche specialistiche, tra cui anche il trattamento delle malattie dell’apparato urinario” aggiunge.

“Posso inoltre sottolineare come attualmente come l’Urologia, tra i presidi di Savona e Pietra Ligure, stia rispondendo alle esigenze di pazienti e utenti del territorio savonese”. Quanto alla possibile carenza di medici specialisti: “Anche noi come Asl 2 abbiamo messo in campo procedure concorsuali e assunzioni per garantire la massima copertura di servizio possibile” conclude il direttore generale Asl 2.

Tra le ipotesi al vaglio della pianificazione regionale quella di uno spostamento della “regia” dal Galliera all’Asl 1 imperiese, senza però rinunciare allo spazio operativo previsto per l’Urologia all’ospedale di Albenga, dunque una governance dipartimentale diversa, ma per tutto il ponente ligure.

“Il quadro organizzativo e gestionale è ancora all’esame della Regione e sono in corso tutte le valutazioni tecniche e operative – afferma il consigliere regionale Brunello Brunetto, presidente della commissione sanità -. Credo che quello che conti, alla fine, sia il risultato, ovvero cercare di avere un punto di riferimento urologico ad Albenga in grado di agire sul recupero fughe e allentare le liste di attesa”.

“Una direttrice possibile per la Asl 2, ad esempio, al di là degli aspetti organizzativi, è quella di mantenere all’ospedale San Paolo di Savona una chirurgia per patologie gravi e oncologiche, anche per la presenza del robot e di macchinari ad hoc, mentre ad Albenga utilizzare le sale operatorie per interventi di minor complessità e capaci di soddisfare le richieste dei pazienti” aggiunge.

“Quello che si sta definendo è un piano sanitario a dimensione ligure, con interazioni e integrazioni tra le stesse Asl territoriali per ottimizzare al meglio le prestazioni e le attività sanitarie: penso alla Gastroenterologia che ha mantenuto il Primariato solo in Asl 2 ma che opera in sinergia con la Asl 1, stesso discorso, ad esempio, per la Pneumologia, con l’azienda sanitaria savonese che agisce in collaborazione con la Asl 1″.

Quando al personale medico: “E’ chiaro che indipendentemente dalle decisioni specifiche che saranno prese su singoli reparti e specialità, il futuro piano sanitario regionale dovrà essere sostenuto e concretizzato dai medici, dagli specialisti e da tutte le professionalità sanitarie, un punto ancora critico e di rilevanza nazionale, sul quale è necessario agire per avere le risposte che i cittadini chiedono alla nostra sanità” conclude Brunetto.

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