Non si cambia...

Toti risponde al corteo: “L’ospedale di Cairo sarà potenziato grazie al Pnrr” fotogallery video

"Il piano si basa su numeri e dati sanitari e soddisferà il 90% del fabbisogno del territorio"

toti ospedale cairo

“L’ospedale di Cairo Montenotte rappresenta un progetto-guida del nostro sistema sanitario regionale. L’obiettivo è quello di avere una sanità territoriale più organizzata basata sui bisogni dei pazienti ma anche sul bacino di utenza e per questo il San Giuseppe non avrà un pronto soccorso. Come già detto per l’ospedale di Albenga dividere e frammentare i pronto soccorso o unità particolarmente delicate porta a non offrire un servizio salva vita”.

Così il presidente di Regione Liguria e assessore alla Sanità Giovanni Toti dopo la manifestazione di questo pomeriggio che ha visto in corteo sindaci, associazioni e semplici cittadini per tutelare il nosocomio cairese, evitando la trasformazione in ospedale di comunità e riavere un servizio adeguato per l’emergenza-urgenza, senza contare la necessità di un piano sanitario attento alla vallata e alle esigenze territoriali di assistenza e cura.

“Chi oggi grida “senza pronto soccorso si muore” dovrebbe invece sapere (anzi lo sa, ma cinicamente dice il contrario) che si muore proprio per il contrario: per tanti piccoli e inadeguati pronto soccorso, senza medici sufficientemente preparati a causa del numero ristretto dei casi affrontanti, senza adeguate rianimazioni, emodinamiche, centri ictus, traumatologie” aggiunge Toti, che torna, in maniera speculare a quanto riferito su Albenga, sul futuro asset ospedaliero in vista della pianificazione regionale.

“La nostra analisi sul progetto del nuovo San Giuseppe si basa sui numeri e sui reali bisogni dei cittadini. Lo screening di Alisa evidenzia che la maggior parte delle richieste in Valbormida derivano dalla bassa e bassissima intensità e su questo stiamo indirizzando i nostri interventi”.

“Con il nostro progetto stimiamo di poter rispondere al 90% delle domande cliniche del territorio. Al San Giuseppe è prevista la realizzazione di una casa e di un ospedale di comunità con 20 posti letto e di un reparto di riabilitazione post acuti da altri 40 posti, per un totale di 60 posti. Questo consentirà il miglioramento delle cure per patologie di media e bassa intensità con equipe multidisciplinari e specialisti ambulatoriali, servizi infermieristici e diagnostici, nonché un punto di primo intervento”.

“Saranno investiti 10,5 milioni di euro, di cui 8,1 destinati all’edificio “ex Maddalena” per l’adeguamento anti sismico, e la creazione dell’ospedale di comunità al primo piano, del reparto di riabilitazione al secondo piano, della casa di comunità”.

“Quindi come abbiamo spiegato agli amministratori e ai politici del territorio, con il Pnrr quello sarà uno degli ospedali che verranno, al contrario, potenziati: casa di comunità con medici a disposizione dei cittadini, day surgery, radiologia e una nuova tac, specialisti in loco per tutte le visite, riabilitazione post operatoria e più letti di quanti non ne abbia mai avuto quel nosocomio”.

Non parole urlate a casaccio ma programmi, scritti nero su bianco, nel piano Pnrr presentato dalla Regione al Governo, che diventerà realtà nei prossimi mesi” conclude il presidente e assessore alla sanità.

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