Lettera al direttore

Opportunità

Savona: non rischiare un ulteriore accantonamento

di Franco Astengo

porto di savona

La notizia può essere così sintetizzata: ieri, 21 aprile, ad Alessandria nella sede dell’Università del Piemonte Orientale è stato presentato il progetto della Fondazione Slala che punta sulla creazione di aree retroportuali nel Basso Piemonte, rilevando come ogni anno 900.000 container diretti nella Pianura Padana scelgono gli scali del Nord Europa, Anversa, Rotterdam, Amburgo.

I relatori presentando il progetto hanno spiegato che,se il valore (medio-basso) della merce contenuta in un container da 20 piedi è di 30 mila euro, si calcola una perdita media di 7 mila euro di gettito IVA per l’Italia, cioè mezzo miliardo di IVA regalato a Olanda, Belgio, Germania.

Il progetto punta a trasformare le banchine portuali in piattaforme per l’inoltro e il ricevimento della merce, trasformando le aree del Basso Piemonte in un “dry port”, un “porto secco” altamente informatizzato e quelle lombarde in una grande area logistica di manipolazione e distribuzione dei prodotti.

Da qui l’esigenza di creare aree di sfogo per la movimentazione della merce, all’interno di “zone logistiche semplificate”.

La soluzione indicata è quindi quella della creazione di una grande area retroportuale nel Basso Piemonte, che possa decongestionare i porti liguri e i sistemi autostradale e ferroviario.

Nel concreto si dovrebbe agire facendo perno sullo scalo smistamento ferroviario di Alessandria.

A questo punto appare evidente come per Savona si impongano, al fine di produrre l’uscita dall’isolamento, l’allaccio ferroviario della piattaforma Maersk, l’attrezzatura del porto di Savona alla nuova dimensione di commercializzazione, il raddoppio della linea ferroviaria per Alessandria (oltre a quella per Torino) come ipotesi prevalente rispetto al contestato raddoppio della linea di Ponente (senza alcuna volontà di produrre inutili frizioni localistiche).

Il potenziamento ferroviario collegato alle strutture portuali è questione essenziale per uscire dall’attuale marginalità.

Il tema delle infrastrutture non è stato ancora affrontato negli intendimenti dell’amministrazione comunale di Savona (come è stato precisato dal Sindaco nell’ultima seduta di Consiglio) per via dell’assenza di bandi relativi nel progetto di PNRR , mentre per Genova sono disponibili 20 milioni di euro derivanti dal relativo “Decreto Genova”.

E’ necessario attrezzarci immediatamente, assumendo anche una dimensione comprensoriale istituzionalizzata che includa il Vadese e la Valbormida, perché questa opportunità si realizzi. Nel contempo è necessario riflettere su di una adeguata rappresentanza in sede di Autorità Portuale.

Si tratta di temi fondamentali per lo sviluppo del nostro territorio sui quali puntare il massimo dell’attenzione e della capacità progettuale e attuativa.

Savona non deve rischiare un’ulteriore accantonamento.

Franco Astengo

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