Deleterio

Raddoppio ferroviario, le associazioni: “Il progetto va ‘decommissariato’ e abbandonato”

Continua la lotta delle realtà locali

binario Fegino lettera ferrovie

Liguria. Continua la battaglia contro il raddoppio ferroviario portata avanti da Comitato per la salvaguardia del territorio, Comitato di Borghetto Santo Spirito, Comitato di Bastia, Comitato di Leca, Comitato Salea, Ecoistituto ReGe, Fridays For Future, Rete Famiglie Senz’auto, WWF, Comitato Pendolari Savona-Genova, Comitato delle Cinque Terre, Comitato SiTram.

“A seguito della seduta di commissione del 31 marzo in Regione, cui era presente il commissario straordinario per l’opera, che ha manifestato l’intenzione di incontrare le categorie agricole, diversi esponenti politici hanno parlato di condivisione e di risultato importante. Ci sembra però che si sia di fronte ad un equivoco. In primo luogo va detto che nel dicembre 2021 la Regione ha emanato una delibera di giunta che di fatto ha ‘blindato’ il progetto, vincolandone il tracciato”.

“È evidente che qualunque seduta di commissione avvenuta successivamente, quali che siano gli auditi, è priva di valenza concreta: è un esercizio accademico per gli stessi consiglieri, a cui non è stata data la possibilità di svolgere una funzione reale di controllo, che non è solo quello di avere un’informativa. Le sedute di commissione avrebbero dovuto tenersi ben prima di qualsiasi atto, coinvolgendo tutta una serie di ‘attori’, proprio al fine di permettere ai consiglieri di avere un quadro della situazione e delle gravissime criticità del progetto di spostamento a monte: ma la cosa non è avvenuta. C’è quindi una grave responsabilità della giunta regionale che non è stata evidenziata”.

“La dichiarata disponibilità del Commissario sembra più simile, sia consentito dirlo, ad un ‘pesce d’aprile’, dato che arriva ‘a posteriori’ e non risulta chiaro di quali modifiche si parli, visto che la documentazione attesterebbe un progetto pressoché identico alla versione di oltre 10 anni fa. Va detto, in secondo luogo, che siamo di fronte a confusione sul significato di ‘condivisione’ e ‘partecipazione’. ‘Non si possono realizzare infrastrutture importanti senza coinvolgere chi le dovrà usare’. Quanto scritto sopra non è un pesce d’aprile, ma quanto dichiarato dal ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, nel febbraio 2022 in occasione della presentazione del dibattito pubblico per il progetto di raddoppio della Roma-Pescara. Sempre il ministro: ‘Il dibattito pubblico consentirà di accelerare i processi, non di rallentarli’ e ancora: ‘dobbiamo imparare da esperienze come quella di Trento l’uso di questo strumento di apprendimento collettivo che deve diventare la normalità’ e nel comunicato del MIMS: ‘Il dibattito pubblico è uno strumento di governance essenziale per la realizzazione di infrastrutture sostenibili’”.

“Insomma, in Liguria tutto proprio come sta succedendo nel resto d’Italia. Ma d’altronde il progetto di spostamento a monte non è un’opera sostenibile, anzi è l’apoteosi dell’insostenibilità, quindi è coerente che non vi sia alcuna partecipazione. La realtà, a parte l’ironia, è che per arrivare a questa ‘apertura’ del commissario sono passati mesi, durante i quali rileviamo che il commissario stesso è andato ad Albenga per effettuare una conferenza stampa assieme ad una parlamentare ligure, episodio quantomeno discutibile per un soggetto che non dovrebbe essere percepito come contiguo ad una forza politica”.

“Prendiamo anche atto che il commissario non ha ritenuto necessario coinvolgere ‘chi le dovrà usare’ (le opere) come invece dichiara il ministro, e come associazioni e comitati territoriali, ambientali e dei pendolari non possiamo che ripetere che questo progetto va completamente ripensato, ‘decommissariato’ e riportato sui binari di corretti criteri ambientali, economici e trasportistici, ribadendo che utenti e territori hanno bisogno: di un raddoppio ben più economico e funzionale che parta da quel 1/3 della tratta tra Loano ed Albenga già a doppio binario, che va salvaguardato; della realizzazione di interventi infrastrutturali e tecnologici puntuali, fattibili già subito, come il ripristino dei binari di incrocio, l’adozione di nuove tecnologie di segnalamento e sicurezza e la realizzazione di sottopassi e sovrappassi; del miglioramento ‘domani’ del servizio, cosa che la Regione ha detto non essere un problema di ‘binario unico’ ma di risorse economiche: sta alla Regione a recuperarle rinegoziando il contratto di servizio con Trenitalia”.

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