Botta e risposta

Ospedale Cairo, Toti al Comitato: “Pronti alla discussione, ma non in piazza né con teoremi strampalati. Il nostro programma il più utile”

Toti pronto al confronto sulla base di "numeri, leggi, regole mediche, mappatura scientifica delle esigenze"

toti ospedale cairo

Cairo Montenotte. “Se qualcuno vuole aprire una seria discussione, pronti a farla. Non in piazza e non con teoremi strampalati o tesi politiche, ma con numeri, leggi, regole mediche, mappatura scientifica delle esigenze. E se stiamo ai dati di fatto vedrete che il nostro programma è quello più utile e possibile. Il resto… sono promesse al vento”. Così il presidente della Regione e assessore regionale alla sanità Giovanni Toti replica alle ultime affermazioni del Comitato Sanitario Locale della Valbormida.

Proseguendo il botta e risposta iniziato subito dopo a grande manifestazione in difesa dell’ospedale di Cairo Montenotte di sabato pomeriggio, Toti si rivolge direttamente agli “amici di Cairo, tutte le amministrazioni della Valle Bormida che ho incontrato prima di presentare a Roma il piano Pnrr” e afferma: “Conoscono nel dettaglio i nostri programmi per il presidio ospedaliero della valle. Nell’ospedale di Cairo vi saranno: ospedale di comunità (20 posti letto a bassa intensità); reparto di riabilitazione (40 posti letto); day surgery operatorio, radiologia con Tac; ambulatori specialistici; casa di comunità che ospiterà un punto di primo intervento. Il personale del presidio sarà fornito da Asl2 utilizzando personale interno e medici di medicina generale che secondo il nuovo contratto dovranno fornire alle Asl 16 ore lavoro settimanali”.

“L’intero piano di riorganizzazione di Cairo avrà i tempi di realizzazione del Pnrr dunque: nei prossimi mesi l’apertura dei reparti di degenza; entro l’anno le nuove attrezzature; ospedale e casa di comunità non appena saranno firmati gli accordo definitivo tra Governo e categorie come i medici di medicina generale e realizzati i necessari lavori”.

Rispetto alla richiesta di riattiva il pronto soccorso Toti ricorda che “la legislazione nazionale stabilisce che un pronto soccorso per essere efficiente deve avere un bacino di abitanti di circa 200 mila persone. Dunque nella provincia di Savona i pronti soccorso saranno quelli del San Paolo e del Santa Corona”. E sull’automedica: “Quella collocata di Val Bormida con due uscite medie quotidiane è più che sufficiente a coprire i bisogni del territorio. Lo dico solo perché qualcuno chiede una seconda auto medica senza neppure aver avuto cura di informarsi quali sono i carichi di lavoro di quella già presente”.

“Come vedete, amici di Cairo, nessuno vi tiene all’oscuro. Queste informazioni sono note da tempo, comunicate con dettaglio e discusse a lungo. Fanno parte del piano di ristrutturazione della nostra sanità elaborerò dai nostri dirigenti ed esperti sulla base dei bisogni, dei flussi, dei carichi di lavoro, della letteratura scientifica delle leggi nazionali”.

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