Conto alla rovescia

Cairo, tutto pronto per “l’abbraccio” all’ospedale: “Sia garantito il diritto alla salute dei cittadini”

Il ritrovo sarà in piazza della Vittoria, dove alle 14:30 ci si sarà la presentazione di tutte le istanze del territorio

ospedale cairo

Cairo Montenotte. Mancano ormai poche ore alla manifestazione organizzata dal Comitato sanitario locale in difesa dell’ospedale San Giuseppe. Una giornata importante e attesa con fervore dalla Valbormida che vuole far sentire la sua voce ed esprimere il suo dissenso nei confronti dei piani regionali che, per il nosocomio, prevedono la trasformazione in ospedale di comunità.

Alla protesta, che non avrà alcun colore politico, prenderanno parte sindaci, Cisl, Cgil, associazioni e una delegazione ingauna pronta a scendere in piazza dopo la grande marcia per l’ospedale Santa Maria Misericordia di Albenga. Aderiranno anche i commercianti cairesi che durante la manifestazione terranno le serrande abbassate.

Il ritrovo sarà in piazza della Vittoria, dove alle 14:30 ci si sarà la presentazione di tutte le istanze del territorio. I partecipanti (si attendono almeno 2mila persone) daranno poi vita ad un corteo che attraverserà il centro cittadino e arriverà al San Giuseppe: l’intenzione è quella di stringersi in un cerchio attorno alla struttura, un abbraccio simbolico all’ospedale (QUI il programma completo).

L’obiettivo è ottenere il riconoscimento di ospedale di area disagiata e quindi il ritorno del pronto soccorso a Cairo Montenotte a cui più volte ha detto “no” il governatore Giovanni Toti, sottolineando come manchino i numeri per la sua riapertura. Sindaci, sindacati, comitato e cittadini, però, non sono d’accordo e vogliono ribadire in piazza le loro richieste, dopo anni di battaglie, confronti e un “nulla di fatto”.

Il territorio chiede infatti che si intervenga sulle emergenze urgenze, prima con la riattivazione h24 (e non più solo 12 ore) del Punto di primo intervento e la dotazione di una seconda automedica 118, poi con il ripristino del pronto soccorso. Servizio, quest’ultimo, al momento escluso dalla Regione che, come detto, punta su un ospedale di comunità, soluzione considerata da molti in Valbormida “non sufficiente a rispondere alle esigenze del territorio”, in quanto “un semplice ambulatorio”.

Per realizzarlo Genova ha stanziato oltre 10,5 milioni di euro, finanziamenti che arriveranno grazie al Pnrr, ma che la Regione ha detto potrebbero saltare nel caso andasse a buon fine il ricorso straordinario presentato al presidente della Repubblica. A firmarlo il Comitato sanitario locale e tre consiglieri di minoranza (Giorgia Ferrari, Silvano Nervi e Matteo Pennino) che hanno chiesto a Mattarella l’annullamento della delibera regionale e il riconoscimento del San Giuseppe come ospedale di area disagiata.

Le richieste riguardano però anche altri aspetti, come la riattivazione del reparto di Medicina e il ripristino di quello di Riabilitazione; la riorganizzazione del Day Surgery e delle attività ospedaliere. Insomma tutte quelle istanze che erano già state inviate alla Regione nel documento unitario firmato ad ottobre 2020 e di cui si era discusso in videoconferenza con lo stesso Toti a febbraio 2021. Richieste che il territorio continua a ribadire e a reclamare a gran voce.

La protesta non si fermerà alla manifestazione di oggi, il Comitato infatti si è detto pronto a mettere in campo, in caso di necessità, “anche azioni più forti”. “Consegneremo alla Regione le tessere sanitarie, andremo sotto gli uffici della Regione, fino ad arrivare a sospendere il pagamento delle tasse regionali”, hanno detto.  

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