Ordine del giorno

Vertenza Tim, Consiglio regionale unanime: “A rischio posti di lavoro e futuro tecnologico”

Pressing per un tavolo con il Governo sul piano presentato dal gruppo e contestato dai sindacati

presidio dipendenti tim

Liguria. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, presentato da Gianni Pastorino (Linea Condivisa) e sottoscritto da tutti i gruppi che impegna la giunta a interloquire dirett5amente con il Governo affinché proceda al più presto alla convocazione di un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali di categoria sul piano di riorganizzazione anche finanziaria di Tim.

Sul nuovo asset societario è in corso una vertenza sindacale: il 15 marzo scorso l’incontro con la conferenza dei capigruppo e i rappresentanti di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom Uil, nell’ambito della proclamazione dello stato di agitazione e una prima protesta a Genova.

Per la sede savonese e le sue attività a livello provinciale sono interessati circa un centinaio di lavoratori.

Nel documento illustrato nella seduta dell’Assemblea legislativa ligure si sottolinea che il nuovo amministratore delegato nell’ultimo incontro del 10 febbraio con i sindacati non avrebbe esposto gli obbiettivi del Piano industriale 2022-24 della società, che conta 40 mila addetti e non avrebbe dato assicurazioni per scongiurare l’eventuale scorporo della rete che potrebbe avrebbe effetti negativi anche sui livelli occupazionali.

Il gruppo ha presentato il Piano di impresa 2022/2024 nel quale si prevede la nascita di una società di rete e una di servizi, sul quale sono emerse le forti preoccupazioni delle sigle sindacali: “A rischio molti lavoratori che pagheranno pesantemente i costi delle scarsissime prospettive industriali di questo progetto”.

Il taglio dei costi andrà ad incidere sull’occupazione, senza contare le ripercussioni sui livelli e la qualità del servizio per l’utenza in un settore strategico: a repentaglio la comunità della rete unica nazionale, un’infrastruttura necessaria per lo sviluppo tecnologico e digitale.

«Giustamente Cgil, Cisl e Uil non hanno posto solo l’accento sulla possibile crisi occupazionale allarmante ma anche sul fatto che si rischia uno spezzatino della rete nazionale e questo produrrà soltanto profitti per i grandi gruppi delle telecomunicazioni e indubbi svantaggi per il futuro del nostro Paese” dichiara il consigliere Pastorino.

“Per questo nell’ordine del giorno abbiamo chiesto un intervento della nostra Regione nei confronti del Governo, sapendo che altri Consigli regionali stanno facendo la stessa cosa, perché il Presidente del Consiglio Draghi e il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao incontrino immediatamente e urgentemente a livello nazionale le organizzazioni sindacali confederali e di categoria per affrontare un tema che riguarda il futuro del nostro Paese” conclude il consigliere regionale.

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