Pro e contro

Spostamento ferrovia a monte, Assoutenti: “Raddoppio della linea necessario ma così progetto costosissimo e impattante”

L'alternativa dell'associazione

nodo ferroviario

Ponente. “Credo proprio di non sbagliare classificando il dibattito sullo spostamento a monte della ferrovia Finale/Andora come il più accalorato degli ultimi decenni. Esistono tutte le motivazioni: tempi lunghissimi, strumentalizzazioni politiche, pressapochismo progettuale, mancanza di coinvolgimento di chi nel territorio vive stabilmente o vi soggiorna come turista, lavora o studia e utilizza il treno come pendolare o esercita attività legate all’agricoltura e al turismo; di tutto ciò non si è tenuto conto finendo in un vicolo cieco che, ad oggi, non vede uno sbocco soddisfacente”.

A dirlo Gian Luigi Taboga di Assoutenti Savona, che continua: “Premesso che il raddoppio della linea ferroviaria per tutta la sua tratta è necessario, plausibile e giustificato, occorre una adeguata valutazione dei pro e dei contro ad un progetto sicuramente impattante e costosissimo, nella sua concezione più radicale di spostamento a monte. La paventata maggiore efficienza del servizio è ampiamente contestato da esperti in materia che evidenziano quanto la soppressione di tante stazioni e lo spostamento a distanze inaccettabili delle poche rimaste, sono tali da compromettere ogni ipotetico vantaggio”.

“I danni all’ambiente, così bello, importante, ma fragile e delicato e quelli arrecabili all’agricoltura che sarebbero devastanti per l’economia del territorio, non sono stati presi nella giusta considerazione e stanno scatenando dure reazioni da parte di comitati, associazioni ambientaliste e degli agricoltori della piana di Albenga, Borghetto Santo Spirito e Pietra Ligure – prosegue -. Assoutenti da oltre un ventennio si dichiara favorevole al raddoppio del tratto mancante e propone una soluzione atta ad eliminare le servitù esistenti, compresi i tanto deprecati passaggi a livello”.

“Occorre considerare separatamente l’intero tratto Finale/Andora dividendolo in tre tronchi che per le loro peculiarità necessitano di progettazioni diverse e adeguate alle esigenze degli utenti e dei residenti, interessati anche per ragioni di carattere sociale ed economico. Nel tratto Finale/Loano occorre eliminare la servitù dei binari nei centri abitati e anche i deprecabili passaggi a livello, mantenendo in servizio le attuali stazioni in loco esistenti, aggiungendo, volendo, anche una fermata davanti al Santa Corona ed una al porto di Loano. L’area rimasta libera, con il passaggio in sotterranea dei binari potrebbe essere utilizzata come arteria di scorrimento veloce per decongestionare la via Aurelia, ormai assolutamente insufficiente a smaltire il traffico veicolare” aggiunge Taboga.

“La tecnologia oggi esistente permetterebbe una efficace ed economica soluzione che non danneggerebbe nulla e nessuno e sarebbe un vantaggio per tutti. Non si capisce perché tale opzione non sia mai stata presa in considerazione e si propenda per un progetto che procurerebbe solo danni, con benefici che sfuggono alla comprensione di chi usa solo il buon senso e non ha altri interessi. Per quanto riguarda il tratto Loano/Albenga, già a doppio binario, con una stazione come quella di Albenga in una posizione ideale per la città, con spazi più che adatti e sufficienti anche per uno scalo merci, non esiste neppure una ragione per il suo spostamento a Bastia e non esistono ragioni per compromettere il territorio e danneggiare irreparabilmente il comparto agricolo”.

“Riguardo il tratto Albenga/Andora il declassamento della stazione di Alassio e la perdita della fermata di Laigueglia dovrebbero far meditare abitanti e operatori del settore turistico, che attivandosi potrebbero proporre alternative più ragionevoli ad un piano così insulso e punitivo” afferma ancora Taboga, poi conclude: “Sostanzialmente, dato che non è stata concessa agli interessati la possibilità di esprimere il proprio parere nelle sedi opportune, non possiamo che rinnovare il nostro appello a chi deve decidere, ovvero ‘pensate bene a ciò che state predisponendo perché le vostre decisioni condizioneranno, sotto ogni aspetto, tutto un territorio al quale è stato tolto il diritto di decidere del proprio futuro’. Ai posteri l’ardua sentenza”.

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