Albenga

Sanità, Lega e Forza Italia chiedono un consiglio comunale straordinario: “Trasferire il Dea di II Livello ad Albenga”

L’iniziativa “per parlare del raddoppio dell’ospedale Santa Maria” porta la firma di Porro, Calleri e Ciangherotti

santa corona - ospedale albenga

Albenga. I consiglieri comunali albenganesi di minoranza Gerolamo Calleri (Lega), Cristina Porro e Eraldo Ciangherotti (Forza Italia) hanno presentato la richiesta di convocazione di una seduta consiliare straordinaria per parlare del raddoppio dell’ospedale Santa Maria di Misericordia.

Una richiesta arrivata a seguito delle dichiarazioni del governatore e assessore alla Sanità ligure Giovanni Toti, il quale – ricordano i consiglieri – “richiamando il Decreto Ministeriale del 2 aprile 2015, ha fatto sapere che il pronto soccorso ad Albenga non ha ragione di esistere”.

Il pronto soccorso dell’ospedale di Albenga è stato soppresso nel 2012 con una decisione della giunta di centro-sinistra – scrivono in una nota congiunta i consiglieri -. Quello fu il primo atto volto al depotenziamento del presidio ospedaliero ingauno e al declassamento del punto di primo intervento. Oggi, dieci anni dopo, la situazione della sanità locale è pure peggiorata. Il Santa Corona, infatti, non è in grado di smaltire i pazienti che restano in attesa per intere giornate prima di essere trattati”.

Secondo Calleri, Porro e  Ciangherotti, oggi è indispensabile l’integrazione tra l’ospedale albenganese e quello pietrese per la gestione delle emergenze: “Il numero dei residenti del comprensorio ingauno è superiore rispetto a quello finalese – spiegano i consiglieri – e durante la stagione estiva, le festività e nei fine settimana il numero delle presenze si quintuplica. Inoltre, la viabilità è al collasso e spesso le strade risultano molto più congestionate nella direttrice ponente levante rispetto al caso contrario”.

“Albenga – sottolineano i firmatari della richiesta di convocazione del consiglio comunale – può vantare una struttura ospedaliera di ultima generazione, la più nuova dell’intera regione Liguria. Un monoblocco moderno servito da due strade vicino al casello dell’autostrada, con due ingressi separati e con, alle spalle, un aeroporto. Niente a che vedere con un ospedale a padiglioni fatiscenti (nemmeno comunicanti tra loro) della fine degli anni ’70”.

Di qui la richiesta dei tre consiglieri albenganesi: “Raddoppiare l’ospedale di Albenga costa 1/3 rispetto all’investimento necessario per la riqualificazione del nosocomio pietrese. E visto che stiamo parlando di soldi pubblici, procedere al raddoppio del Santa Maria di Misericordia non sarebbe solo la scelta più sensata per le motivazioni evidenziate, ma rappresenterebbe anche un modo per ottimizzare al meglio le risorse disponibili. Occorre quindi trasferire il pronto soccorso con annesso DEA di secondo livello ad Albenga, ubicazione indubbiamente più baricentrica rispetto anche al territorio imperiese, e mantenere presso il Santa Corona l’Unità Spinale e altri reparti che possono essere complementari alla struttura ospedaliera ingauna”.

“La sanità – concludono Calleri, Porro e Ciangherotti – è davvero una cosa seria. Purtroppo a essere poco seri sono spesso quelli che ne parlano a sproposito sperando di attrarre consensi senza conoscere le reali esigenze del territorio e dei suoi cittadini”.

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