Affondo

Pronto soccorso Albenga e sanità savonese, Vazio (Pd): “Ancora la strategia totiana delle promesse, una presa in giro”

"Per coerenza il centrodestra albenganese dovrebbe chiedere le dimissioni di Toti, Vaccarezza e Mai..."

Ponente. “In provincia di Savona assistiamo da anni a una lenta ma inesorabile demolizione dei servizi sanitari: si chiudono ospedali, reparti e servizi sul territorio, si fanno promesse che puntualmente vengono disattese e si annunciano investimenti milionari senza però presentare e neppure avere i relativi progetti”.

Così l’On. Franco Vazio sulla situazione della sanità savonese dopo l’incontro di ieri a Pietra Ligure sul futuro del Santa Corona e in vista della manifestazione pubblica ad Albenga per chiedere la riapertura del pronto soccorso.

“Ai cairesi oramai non si risponde più sul tema della chiusura del loro ospedale: grazie all’attuale sindaco Lambertini – autorevole rappresentante del presidente Toti – il tema non è proprio più all’ordine del giorno della Giunta regionale. Ai pietresi si promette di riaprire “sempre domani” il Punto nascite che era stato da loro chiuso e di spendere 145 milioni di euro per la realizzazione del nuovo Santa Corona, confessando però di non avere nemmeno un progetto. Ancora ieri Toti ha detto “… decideremo con i sindaci se realizzare un monoblocco o ristrutturare i padiglioni…”, ma pensa di farlo entro questa legislatura quando ci sono i soldi oppure nella legislatura che mai verrà quando i soldi saranno spesi da altri? In quanti minuti pensa di realizzare poi un progetto? Oppure proprio questa è la strategia… Parlare, promettere e continuare a prendere in giro sindaci e cittadini” spiega il parlamentare ligure e savonese.

“Ad Albenga Toti, Vaccarezza e Mai dal 2015 promettono di aprire il pronto soccorso e potenziare l’ospedale, per il momento hanno solo chiuso ciò che funzionava”.

“Dopo sette anni Albenga ne ha le tasche piene di promesse e scende giustamente in piazza senza bandiere di partito per gridare la sua indignazione e la sua rabbia. A chi intende offrire agli albenganesi l’ospedale di comunità in salsa “Totiana” e cioè poco più che un ricovero con volenterosi medici di famiglia senza soldi e strumenti, dico che Toti se lo faccia a casa sua!!!” rincara Vazio.

“Noi abbiamo venduto beni preziosi della comunità per avere un ospedale efficiente e quello che pretendiamo è solo quello di cui abbiamo diritto. Ci sono realtà in Italia che con 190.000 accessi all’anno hanno ottenuto 7 punti di pronto soccorso, noi con 130.000 accessi non ne otteniamo neppure due…”.

“Se l’unica iniziativa efficace è quella di chiudere la bocca anche alle educate proteste su Facebook di cittadini albenganesi, come è avvenuto nelle ultime ore, alla vergogna si aggiunge la rabbia di fronte ad un “regime” che non accetta neppure la critica”.

“E’ bello vedere che gli esponenti di tutte le forze politiche sfileranno venerdì in difesa dell’ospedale di Albenga, ma bisogna avere il coraggio di dire che anche questa è una presa in giro: se gli esponenti di centrodestra, Ciangherotti, Distilo, Porro & C., davvero credono in ciò che dicono devono essere conseguenti e chiedere le dimissioni del presidente Toti, di Mai e di Vaccarezza che hanno ingannato loro e gli albenganesi”.

“Venerdì sfilerò in difesa dell’ospedale come cittadino, ma visto il ruolo nefasto della Regione, che avrebbe titolo e il dovere di intervenire, sosterrò con i sindaci un canale con il Ministero della Salute”.

“La sanità pubblica, la vita e la cura delle persone rappresentano un valore primario difeso dalla Costituzione e non possono essere barattate per qualche voto o qualche accordo sottobanco con gli ospedali lombardi” conclude Vazio.

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