Stallo?

Peste suina, attivisti contro la recinzione di 200 chilometri proposta dall’Europa: “Impatto devastante”

A due mesi dall'inizio dell'emergenza sarà costituito un tavolo di monitoraggio tra istituzioni, associazioni e portatori di interesse

peste suina

Liguria. “Crediamo che di fatto abbiamo perso due mesi e almeno 15 milioni di euro, mentre non si sa ancora nulla sull’eventuale riapertura di alcuni sentieri e, soprattutto, sulle modalità e tempistiche di questa recinzione da 200 chilometri proposta dagli esperti europei”. Lo sottolineano gli attivisti del coordinamento popolare Boschi per tutti, ricevuti ieri in audizione durante la conferenza capigruppo del Consiglio regionale insieme ai rappresentanti di Ospitalità Alta Via e dei Rude Bikers.

Mentre il bilancio del contagio si continua ad aggiornare con due nuove carcasse infette ritrovate tra Liguria e Piemonte, dal punto di vista dei provvedimenti la situazione sembra essere in stallo, in attesa di vedere messe in atto le prescrizioni dei veterinari europei stabilite a seguito del sopralluogo fatto il mese scorso in val Bisagno, nel genovese.

Per questo motivi gli attivisti hanno chiesto di poter vedere pubblicata la relazione della visita, ottenendo però il niet da parte di Regione Liguria. “Ovviamente siamo pronti alla mobilitazione immediata contro questa imposizione di cui ancora non si sanno i dettagli tecnici ma che sicuramente sarà di forte impatto visivo, ambientale ma anche per le persone. È una cosa bruttissima anche concettualmente, oltre che da un punto di vista prettamente estetico”.

Dall’incontro è emerso che Regione Liguria si attiverà nei prossimi giorni per chiedere la riapertura di alcuni sentieri al ministero. Un procedimento che però potrebbe richiedere molto tempo, e visto che la primavera è oramai alle porte, potrebbe arrivare tardi. Secondo quanto riportato dagli attivisti, inoltre, i tecnici regionali avrebbero rilevato un “certo calo motivazionale” da parte di alcuni, dovuto alle mancate riaperture nonostante i pochi ritrovamenti di carcasse infette e alla complessità della procedura. Un dettaglio che sta di fatto facendo rivalutare i più la partecipazione alle ricerche, ad oggi senza alcun esito fattuale.

Nel frattempo il bilancio del contagio si è aggiornato con due nuovi ritrovamenti: le nuove positività sono state riscontrate, sempre nella zona “infetta”, una in Piemonte a Voltaggio (altri tre casi in precedenza) nell’alessandrino, l’altra in Liguria a Rossiglione (altri quattro casi in precedenza) in provincia di Genova. Ad oggi, quindi, i casi positivi sono 56, due in più rispetto all’aggiornamento precedente: 32 per ritrovamenti in Piemonte, 24 per ritrovamenti in Liguria.

La nota positiva dell’incontro di ieri è stata l’approvazione del testo di una mozione finalizzata all’istituzione di un tavolo permanente tra istituzioni, comitati e portatori di interesse focalizzato sulla peste suina africana. Dopo quasi due mesi dallo scoppio dell’emergenza non è certo un risultato esaltante.

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