"nuovo olio ligure"

Migliori oli d’Italia, Gambero Rosso premia quattro aziende liguri: due sono nel savonese

Ottengono le prestigiose tre foglie le aziende savonesi Olio Pedro (Ranzi) e Pria Grossa (Varigotti)

olio extravergine di oliva

Ranzi/Varigotti.  Tra i migliori oli extravergini di oliva d’Italia spiccano le produzioni di due aziende savonesi. A dirlo è Gambero Rosso, che ogni anno – attraverso l’autorevole Guida Oli d’Italia, oggi giunta alla 12esima edizione – assegna il massimo riconoscimento alle aziende italiane che si sono distinte per aver realizzato “oli eccezionali ed emozionali”.

In tutta la Liguria sono quattro le aziende che quest’anno hanno raggiunto l’ambito riconoscimento delle tre foglie. Due, in particolare, i produttori savonesi che si sono distinti per loro produzioni. A Ranzi, frazione di Pietra Ligure, Olio Pedro ha conquistato le tre foglie con la monocultivar di Colombaia. Stessa varietà autoctona e stesso riconoscimento anche per l’azienda “Pria Grossa” di Varigotti. Le altre due aziende liguri premiate sono quella di Paolo Cassini con la monocultivar di Taggiasca (Extremum) e Belfiore con la monocultivar di Lantesca.

“Si tratta – si legge nel comunicato ufficiale di Gambero Rosso – di produzioni di assoluto livello rese tali grazie a un lavoro certosino e maniacale da parte di produttori che ormai da molti anni hanno fatto della qualità un elemento imprescindibile. È il ‘nuovo olio ligure’, un modo di interpretare le varietà autoctone regionali in chiave contemporanea utilizzando al meglio i nuovi sistemi di estrazione di ultima generazione senza tralasciare il lavoro scrupoloso nell’oliveto”.

Le due aziende savonesi si collano quindi tra le migliori produzioni di olio extravergine d’oliva d’Italia. Un risultato, quello raggiunto dai produttori nostrani, arrivato dopo un’annata particolarmente difficile, che ha fatto registrare un notevole calo in tutta la Liguria. Secondo le stime di Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) riportate da Gambero Rosso, la produzione nella nostre regione “si è fermata intorno alle 3.300 tonnellate con una flessione del 30% rispetto alla precedente campagna olearia”.

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