Monito

Fine emergenza Covid? Toti: “In Liguria 700 lavoratori da stabilizzare, il Governo ci dica come”

Il governatore: "Pressappochismo da parte di chi invoca a gran voce la cancellazione dello stato di emergenza"

Centro riabilitazione post Covid Asl 3 toti

Liguria. “La cancellazione dello stato d’emergenza che molti invocano a gran voce credo nasconda un po’ di pressapochismo anche rispetto a chi la invoca dal mondo politico. All’interno dello stato di emergenza vi sono in Liguria almeno 700 contratti di vario tipo per cui non è prevista la stabilizzazione. Ci troveremo a discutere col Governo di cosa fare di lavoratori che sono ancora utili al sistema sanitario nel loro ruolo”. È il monito del presidente ligure Giovanni Toti quando mancano due settimane alla scadenza del 31 marzo.

A lanciare l’allarme due settimane fa era stata la Fials parlando di circa 500 posti di lavoro a rischio nella sanità ligure. Secondo le stime della Regione le cifre sono ancora più alte. “Non finiscono le vaccinazioni, non finiscono i tamponi, non finiscono i reparti Covid col 31 marzo – avverte Toti -. Vorrei sapere da che parte il Governo intenda aiutare le Regioni che hanno anticipato moltissimi dei soldi spesi per il Covid, anche in questo caso”.

“Aboliamo pure lo stato d’emergenza, lavoriamo sulle regole di libertà dei cittadini, ma facciamolo con grande equilibrio perché quella del Covid è una macchina complessa che ha visto lavoratori in prima linea per due anni rischiare e faticare personalmente e che ora sono ancora utili alla sanità. Cancellando lo stato d’emergenza occorre creare un nuovo sistema di regole che ci accompagni sul lungo periodo”, ricorda il governatore.

Il tema più pressante sul tavolo, però, resta quello dei precari della sanità che verrebbero licenziati tra pochi giorni. La norma contenuta nella finanziaria (che consente di stabilizzare chi abbia maturato al 30 giugno 2022 almeno 18 mesi di servizio alle dipendenze di un ente del servizio sanitario nazionale, anche non continuativi, di cui almeno 6 nel periodo tra il 31 gennaio 2020 e il 30 giugno 2022) non è applicabile alla maggior parte del personale assunto per l’emergenza.

“Noi non abbiamo né capacità di assumere né regole che prevedono la loro stabilizzazione – conclude Toti -. Nella pubblica amministrazione, salvo copertura di legge primaria, si entra solo per concorso e quindi, se non vi è la previsione di assorbimento e integrazione nel sistema sanitario come è stato fatto per i contratti a tempo determinato e altre tipologie di contratti atipici, evidentemente non vi sono né gli strumenti legali né gli strumenti finanziari per farlo. Questo, oltre a essere un’ingiustizia, risulta anche un grave problema per l’organizzazione del sistema sanitario”.

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