Casse da rimpinguare

Cosseria approva il piano di riequilibrio per rientrare del “buco” di 438 mila euro

Opposizione all'attacco: "Tasse più alte e alienazioni di beni inesistenti, sarebbe meglio il commissariamento"

Comune Municipio Cosseria NUOVA

Cosseria. Ammonta a quasi 438 mila euro il “buco” delle casse comunali di Cosseria, per il quale, durante il consiglio comunale del 21 marzo scorso, è stato discusso il piano di riequilibrio finanziario pluriennale (2022-2031). Dunque un po’ meno di quanto era sembrato alcuni mesi fa, quando pareva mancassero all’appello seicento mila euro, ma comunque una somma importante da reintegrare.

Scrivono dall’opposizione: “Il responsabile finanziario dell’ente, insediatasi nel mese di settembre 2021, ha rilevato la presenza di una situazione di forte disordine nella gestione contabile e amministrativa; alcuni indicatori significativi (carenza di liquidità con necessità di consistente ricorso all’anticipazione di tesoreria, numerose fatture non collegate ad impegni di spesa preventivamente assunti) inducevano a ritenere presenti criticità che non trovavano riscontro nelle risultanze contabili degli atti ufficiali (rendiconto 2020 e verifica equilibri di bilancio 2021). Il Comune ha, dunque, ritenuto di effettuare una puntuale ricognizione degli atti amministrativi e contabili (affidando l’incarico a un consulente esterno) finalizzata a definire il reale stato della situazione economico finanziaria e individuare le misure da adottate. A fronte dell’esame è emerso che la massa passiva da ripianare ammonta a 437 mila 898 euro derivante da: 284 mila 339 (disavanzo d’amministrazione al 31 dicembre 2020, da risultanze rendiconto 2020 aggiornate), 83 mila 816 euro (ulteriori debiti fuori bilancio nel 2021), 69 mila 742 (Passività potenziali). Un debito che risulta pari al 49,37% degli impegni complessivi del titolo 1° (887 mila 012 euro), il rapporto tra passività/impegni risulta compreso tra il 20 % al 60 % e pertanto il piano di riequilibro dovrà avere durata di dieci anni. Nella ricognizione si rileva che nel triennio 2018/2020 è stato registrato il sovradimensionamento degli accertamenti di competenza rispetto alle riscossioni totali; il saldo di cassa della parte corrente, nonostante la moratoria sulla quota capitale delle rate dei mutui, diviene negativo nel 2019 e nel 2020; il consistente incremento del volume complessivo dei residui attivi di parte corrente che passano da 257 mila 687,77 del 1° gennaio 2018 a 446 mila 263,00 del 31 dicembre 2020; un volume complessivo degli impegni per spese correnti, in costante crescita nel triennio e decisamente inferiore rispetto alle riscossioni; un consistente incremento dei residui passivi di parte corrente che crescono, dal 2018 al 2020, del 65,01%”.

E proseguono dal gruppo “Progetto Cosseria”: “Per ripianare il passivo ed evitare ulteriori indebitamenti il Comune ha dunque messo a punto il Piano di riequilibrio che prevede: l’incremento delle entrate tributarie da addizionale IRPEF, la cui aliquota passa dallo 0,7 allo 0,8; l’incremento delle entrate tributarie da TARI con revisione del PEF (Piano economico finanziario) e l’inserimento di tutti i costi indiretti e della pertinente quota di FCDE (Fondo crediti di dubbia esigibilità); la riduzione della spesa per il personale; la riduzione di spese per l’acquisto di beni e servizi; la valorizzazione e alienazione del patrimonio; il recupero delle fasce di evasione dei tributi comunali IMU e TARI”.

“Ribadiamo, come già successo nella sedute di novembre e di dicembre 2021, la ‘mala gestio’ degli amministratori in carica messa ancor più in luce dall’attuale piano di rientro che non può essere considerato né attendibile, né affidabile, come dimostra il semplice fatto che alla voce ‘valorizzazione e alienazione del patrimonio’ viene preventivato il recupero di risorse straordinarie per complessivi 240 mila euro, quando in realtà i beni patrimoniali disponibili del Comune, cioè vendibili, hanno un valore di 55 mila 704 euro” sottolineano dai banchi della minoranza, che confermano “la nostra totale contrarietà al ricorso a questa procedura, sostenendo che l’unica soluzione possibile, per uscire da tale situazione di grave sofferenza economica e gestionale, sia il commissariamento dell’ente, vista la manifesta incapacità amministrativa attuale”.

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.