Timori

Caro carburanti, Zavalloni (Cisl): “La preoccupazione che la benzina arrivi a 3 euro al litro esiste”

"Sono dinamiche determinate non soltanto dal conflitto in Ucraina, ma da quanto accade nei mercati internazionali"

benzinaio

Italia. “La preoccupazione che la benzina arrivi a 3 euro al litro esiste. Non sembra ci sia nessuno in controllo di questa situazione, e quando non c’è nessuno in controllo, è difficile fare previsioni e, di conseguenza, le preoccupazioni aumentano”.

A dirlo è Alessandro Zavalloni, segretario nazionale Fegica Cisl, intervenuto questa mattina ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, su Radio Cusano Campus.

Sono dinamiche determinate non soltanto dal conflitto in Ucraina, ma da quanto accade nei mercati internazionali – spiega Zavalloni – Questi sono orientati dalle previsioni: il prezzo del barile di petrolio oggi non dipende dal prezzo con cui un barile di petrolio viene scambiato oggi, ma sulla previsione di quale sarà il suo prezzo in futuro (sono i cosiddetti “futures”)”.

E ad incidere possono essere anche alcune dichiarazioni, come quella del presidente degli Usa Biden che ha annunciato di non prendere più il petrolio dalla Russia: “La semplice previsione delle conseguenze di questa decisione ha comportato un aumento del prezzo del petrolio al barile fino a 130 dollari”, sottolinea Zavalloni.

Cosa potrebbe fare dunque il governo per evitare questi aumenti? Secondo il segretario nazionale, la soluzione sarebbe l’applicazione della legge del 2008: “Chiediamo al governo di adottarla immediatamente – afferma -. Nel 2008, anche grazie all’azione di associazioni di categoria dei gestori come la nostra, il governo introdusse un provvedimento che ‘sterilizzava’ l’aumento dell’Iva sull’effetto dell’aumento dei prodotti internazionali. Ogni volta che il prezzo di un prodotto aumenta per qualsiasi motivo – come in questo caso, il petrolio e i prodotti finiti a livello internazionale – aumenta in percentuale anche l’Iva. Negli ultimi mesi il prezzo del prodotto finito è aumentato tanto, ma alcuni centesimi al litro potrebbero essere diminuiti in funzione del fatto che è aumentata l’Iva senza che ce ne fosse bisogno o che il governo ne avesse la volontà. E’ quindi possibile recuperarli grazie a questa legge del 2008”.

E sulla speculazione sui prezzi della benzina, commenta: “Avevamo già chiesto al governo alcune settimane fa di mettere di nuovo sotto controllo il prezzo dei carburanti. La speculazione finanziaria interviene sia sul petrolio estratto (i valori del Brent e del WTI) che sui prodotti finiti, quindi la benzina vera e propria. E’ gravissimo che l’Italia, come molti altri paesi, sia dipendente in questa maniera dal prodotto che arriva dall’estero. Questa è una responsabilità politica. Quello che sta succedendo è un domino, perché l’aumento dei prodotti energetici porta all’aumento conseguente di ogni cosa”.

Una diminuzione dei consumi che – evidenzia Zavalloni – “si vede nettamente già adesso. La gente fa fatica, anche perché non è la sola cosa che aumenta: aumenta la bolletta elettrica e aumentano anche alcuni generi alimentari. Comincia ad esserci timore e grande attenzione da parte dei consumatori. Per i benzinai, avere un prezzo dei carburanti così alto, tenendo presente che il margine della categoria resta identico perché fisso al litro (circa 3,5 centesimi), comporta grandissime difficoltà a livello economico”, conclude.

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