Breve editoriale

Calcio, Eccellenza ligure: parte la fase finale, con un format senza senso

Una squadra come la Fezzanese, la quale ha totalizzato 46 punti nel girone "B", si ritrova a fronteggiare avversarie che hanno ottenuto 28 o 29 punti (Canaletto e Taggia). Ripartendo da zero, senza alcun vantaggio

Generico marzo 2022

Eccellenza. Inizia quest’oggi la 2° e conclusiva fase del torneo regionale calcistico di Eccellenza ligure. Dieci formazioni si sfideranno l’una contro l’altra in un girone da nove giornate “Play-Off”, altrettante faranno in quello “Play-Out”. Il verdetto sancirà chi salirà in Serie D e chi invece, nell’altro gruppettino, quello delle più mal piazzate, dovrà scendere in Promozione.

Il campionato in questione è sempre stato storicamente all’italiana, vale a dire girone unico per la nostra piccola regione, da Luni a Ventimiglia. Tutti contro tutti, andata e ritorno. Su 30 giornate.

Negli ultimi due anni la formula ha trovato modifiche sostanziali, non sempre particolarmente gradite fra gli addetti ai lavori.

La stagione 2020/21 era stata precauzionalmente modificata in corsa dalla Federazione a seguito dell’insorgenza della pandemia.

Due gironi distinti. Uno a Levante, l’altro e Ponente

Al termine del quale si optò una formula con scontri diretti andata e ritorno. Applicando la regola del gol fuori casa nell’eventualità di una parità sul computo delle due gare. La scelta aveva trovato un riscontro mediamente discordante. Dando di fatto la possibilità potenziale a qualsiasi squadra di ambire al salto in interregionale. Anche a chi, magari, in un vero campionato sui nove mesi, poteva figurare come comprimario o squadra ben piazzata.

Il culmine del torneo avvenne nell’incontro tra il Ligorna e la Cairese, disputatosi allo stadio “Ferruccio Chittolina” di Vado Ligure. Vedendo prevalere i genovesi sui valligiani. La squadra allenata al tempo da Monteforte, costruita in partenza per essere la più forte, si dimostrò in quel frangente anche la più brava.

Quest’anno, stagione 2021-22, si è provveduto a fare lo stesso nella prima fase. Dunque due gironi distinti, “A” e “B”. “Ponente” e “Levante”.

La differenza ragguardevole è che non si procederà a una fase a eliminazione diretta (con gare andata e ritorno), ma sostanzialmente a un nuovo mini-campionato, nel quale vengono azzerati tutti i punteggi riscontrati in precedenza.

Ne consegue una falla non da poco. Per fare un esempio calzante, una squadra come la Fezzanese, dominatrice del girone “B” con 46 punti, si ritrova a partire da zero fronteggiando squadre qualificatesi con 28 o 29 punti (Canaletto e Taggia). Senza nessun vantaggio sulle stesse.

In sostanza, è come se a fine girone d’andata o inizio di ritorno di un qualsiasi campionato a diciotto o venti partecipanti, si decidesse di annullare tutto. E chi staziona a metà classifica potesse improvvisamente giocarsi la vittoria del campionato nel rush finale con chi ha il doppio dei suoi punti. Oppure, viceversa, rischia dalla parte opposta di retrocedere, contro chi ha totalizzato fino a quel momento la metà dei suoi punti.

Una formula quindi senza alcun filo logico. Che da una parte toglie l’interesse verso gli scontri diretti (come fu l’anno scorso, il male minore vista l’emergenza pandemica) e dall’altra non rende merito ai valori espressi sul campo.

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