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Borghetto, la rivoluzione “semplice” di Perrone: “Provo l’impresa, poi torno dai piccoli”

Da zero punti in tredici gare a dieci in quattro, ecco le chiavi del piccolo capolavoro del mister granata

Generico marzo 2022

Una squadra di calcio è come una chitarra, bisogna trovare le corde giuste”. Bastano poche battute al telefono con mister Edmondo Perrone per capire come l’exploit del Borghetto non sia frutto del caso bensì di idee chiare e precise.

La squadra aveva collezionato solo sconfitte in campionato prima del suo arrivo. Da quel momento, tre vittorie e un pareggio in quattro giornate. In un mese, quella che era ora stagione da dimenticare ora può assumere i contorni dell’impresa da raccontare.

Stimoli e semplicità, queste le parole d’ordine del mister, che ha ridisegnato la squadra disponendola con il classico 4-4-2 da lui definito coperto e razionale. “Il merito è dei giocatori in primis, che si allenano con voglia ed entusiasmo – commenta – sono anche tornati elementi importanti come Di Bella e Gallo. Ho detto ai ragazzi che avremmo dovuto fare la cosa più difficile, ovvero giocare mettendo in campo concetti e idee semplici. Ho provato a stimolare l’orgoglio e lo spirito di rivalsa dei ragazzi”.

In un calcio sempre alla ricerca di formule complicate, di expected goals e imitazione dei professionisti, viene spesso dimenticata l’importanza del “mestiere”, quel savoir faire che non si legge nei manuali ma che si sviluppa facendo. “Siamo in Prima Categoria – prosegue Perrone – e per forza di cose ci si allena poco. Non possiamo stare sul campo tutti i giorni o fare allenamenti di quattro ore. Non serve secondo me riempire i ragazzi di nozioni, bisogna dare loro sicurezza e certezze“.

Il Borghetto era ormai spacciato prima dell’exploit delle ultime quattro giornate. Ora, mentre tra le altre aumenta la preoccupazione di retrocedere anche in virtù del ritorno di un avversario che si dava per spacciato, in casa granata cresce l’entusiasmo per un risultato che avrebbe dell’incredibile.

“Non avevamo e non abbiamo nulla da perdere – aggiunge Perrone – il primo obiettivo era muovere la classifica, ora che siamo lì ci proviamo. Non sarebbe un miracolo ma quasi”.

Le luci dei riflettori non fanno però cambiare i piani della vita sportiva del mister, che nel Borghetto ricopre il ruolo di responsabile del settore giovanile. “Mi hanno chiesto di allenare la prima squadra – conclude – perché sono della società e difficilmente si sarebbe trovato qualcun altro in questa situazione. A me però piace lavorare con i piccoli e l’anno prossimo tornerò a dedicarmi esclusivamente al settore giovanile comunque vada a finire“.

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