Reazione

Ucraina, presidio a Savona. Piazza Mameli gremita: “No alla guerra” fotogallery

I sindaci del comprensorio: "Coordinarci per accogliere chi scappa dalla guerra"

Guerra russia ucraina piazza mameli Savona

Savona. Molti i cittadini che sono scesi in piazza Mameli a Savona per dire “No” alla guerra e far sentire la propria vicinanza alla comunità ucraina. “Pace, pace, pace!” le parole ripetute dai manifestanti, tante le bandiere dell’Ucraina.

Il presidio segue quello che si è tenuto giovedì pomeriggio in seguito allo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina nella notte di mercoledì. E’ stato organizzato da ACLI, ANED, ANPI, ARCI, Bottega Solidale s.c., Caritas, CGIL, CISL, Emergency, Fondazione Diocesana Comunità Servizi onlus, ISREC, Legambiente, Libera, UDI, UIL. Presenti i sindaci di Albissola, Stella, Quiliano, Savona.

E’ cominciato oggi il terzo giorno di conflitto. Dopo una notte di bombardamenti – secondo quanto riporta la Cnn – le truppe starebbero avvicinandosi sempre di più alla città. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che “armi ed equipaggiamenti da parte dei nostri partner stanno arrivando in Ucraina. La coalizione contro la guerra sta funzionando!“.

I sindaci pronti a coordinarsi con la prefettura per l’accoglienza dei cittadini ucraini che scappano dalla guerra. Il primo cittadino di Quiliano Nicola Isetta: “Dovremmo capire come poter affrontare l’accoglienza che coinvolgerà i nostri territori nei prossimi giorni”. Fa eco il sindaco di Albissola Gianluca Nasuti: “Abbiamo il dovere di metterci a disposizione per la popolazione ucrainaa”. Dello stesso avviso anche Andrea Castellini (sindaco di Stella): “Questa guerra non serviva a nessuno”.

Marco Russo aggiunge: “Dobbiamo esprimere grande vicinanza e solidarietà alla comunità ucraina e tutti insieme non perdere mai la speranza. Anche nei momenti più bui ci deve essere sempre un raggio di sole”.

“Nessuno è assolto, l‘occidente si è dimenticato dei morti che ci sono stati dal 2014 in poi nel Donbass – ha detto Franco Zunino di Arci Savona -. L’unico che si è mosso verso il dialogo è stato papa Francesco. Ci sono segnali interessanti di manifestazioni contro la guerra anche nella stessa Russia e segnali di diserzione nell’esercito russo. Il ‘No’ alla guerra deve essere deciso”.

“L’Europa ha ancora aperte le profonde ferite derivanti dalle due guerre mondiali, che hanno dilaniato intere popolazioni, per rischiare un nuovo devastante conflitto – hanno sottolineato i promotori della manifestazione -. Il governo italiano non si dimentichi che l’articolo 11 della Costituzione recita che l’Italia ripudia la guerra quale strumento di risoluzione dei conflitti e dunque si adoperi con ogni mezzo per una risoluzione negoziata”

Questa sera alle 19, in segno di solidarietà al popolo ucraino, la facciata del Palazzo di Regione Liguria in piazza De Ferrari a Genova si illuminerà con i colori della bandiera ucraina. L’illuminazione verrà ripetuta ogni giorno fino al 9 marzo prossimo.

LA MANIFESTAZIONE

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