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Ucraina, in arrivo i primi profughi: attesa per vertice in Prefettura su sistema di accoglienza

Potrebbero arrivare già nelle prossime ore: verifica su disponibilità abitative

profughi ucraina

Liguria. La mobilitazione per il popolo ucraino colpito dall’invasione delle truppe russe non è solo nelle piazze: la Liguria e il savonese si sono già messe in moto per la macchina dell’accoglienza e dare assistenza ai profughi che cercano riparo dalla guerra e dalla morte. Il coordinamento spetterà come sempre alle Prefetture, ma nel frattempo Comuni e Regione si sono messi al lavoro coi due rappresentanti della comunità che conta circa 2mila persone in città: il presidente dell’associazione culturale Pokrova Oleh Sahaydak e il cappellano Vitaliy Tarasenko.

I primi potrebbero arrivare già nelle prossime ore: un autobus con targa ucraina con una cinquantina di persone a bordo (donne e bambini e due uomini, di cui uno è l’autista) in fuga dalla guerra è giunto questa mattina al confine di Fernetti a Trieste. Sul parabrezza c’è la scritta “Cherkasy-Genova, attraverso Kyiv, Zhytomyr, Rivne, Ternopil, Lviv”. Ad attendere il bus c’erano le forze dell’ordine, carabinieri, polizia e guardia di finanza, che hanno effettuati i regolari controlli di frontiera. Sono diretti tutti a casa di amici o di conoscenti, prevalentemente al Nord tra Brescia, Vicenza e Milano.

E se è ancora presto per parlare di numeri ci saranno due tipologie di profughi: la prima è rappresentata da parenti e amici di persone che vivono già in Liguria e nella maggior parte dei casi saranno ospitati nelle loro case e perciò avranno bisogno di un’assistenza soft. Poi ci sono quelli che potrebbero arrivare nell’ambito di un circuito governativo, com’è accaduto per gli afghani. Una procedura ancora da definire nei dettagli, secondo quelle che saranno le disposizioni delle Prefetture: le misure saranno comunque adottate anche in relazione alle esigenze che saranno espressa dalla comunità ucraina.

Principali interlocutori delle Prefetture saranno le Diocesi e le disponibilità di alloggi: per rendere operativo il sistema di accoglienza di stanno attivando le parrocchie.

Il modello di accoglienza diffusa è quello preferibile perché ad arrivare saranno soprattutto donne con bambini e anziani, visto che gli uomini adulti fino ai 60 anni sono chiamati ad arruolarsi su ordine del governo ucraino. In caso di necessità maggiori, però, potranno essere impiegate strutture più ampie. La procedura dovrebbe essere quella già sperimentata con successo per gli afghani: non l’attivazione del sistema Cas, molto più complesso e disagevole per le famiglie, ma piuttosto l’apertura di un corridoio umanitario che permetterebbe ai profughi di giungere in Italia con tutti i documenti già in regola.

Chi invece troverà sponda in amici e parenti potrebbe avere comunque bisogno di aiuto: necessità di tipo economico e alimentare, oltre al coinvolgimento delle scuole e attenzione all’aspetto sanitario, Covid in primis.

Intanto, in attesa della convocazione in Prefettura i sindaci savonesi sono pronti a sostenere l’ospitalità del popolo ucraino a seconda delle necessità.

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