Per la patria

Guerra, ex militare parte da Savona per andare a combattere in Ucraina. Padre Tarasenko: “Tanti giovani vorrebbero partire”

Oggi ha incontrato il Prefetto di Genova per fare il punto e coordinare gli aiuti umanitari

guerra ucraina

Liguria. La guerra in Ucraina non si ferma e anche in Liguria e nel savonese sono tante le manifestazioni di solidarietà di associazioni, comuni e singoli cittadini in favore di un popolo che sta soffrendo e ha bisogno di tutto l’aiuto sia umanitario che di medicine e beni di necessità.

Ed è davvero una gara di solidarietà che scalda il cuore di padre Tarasenko cappellano delle Chiesa di Genova, Savona e Chiavari. Nelle sue parole a IVG.it il racconto di queste giornate vissute con l’ansia per il proprio Paese, ma con la consapevolezza di non essere soli.

“Ieri a Savona abbiamo fatto una processione dalla chiesa del Sacro Cuore fino alla cattedrale, dove abbiamo incontrato il vescovo che ci ha accolto, ha recitato una preghiera per l’Ucraina e ci ha incoraggiato. Abbiamo proseguito il pellegrinaggio fino a piazza Mameli, dove era stata organizzata una manifestazione pacifica per l’Ucraina. Abbiamo avuto tanta attenzione da parte dei savonesi e ho sentito calore e affetto da parte loro”.

“Al termine della manifestazione Juri e la moglie Helena si sono avvicinati a me per chiedermi e ricevere la benedizione, perché erano in partenza per l’Ucraina. Juri è un ex militare e ha promesso che tornerà. Non vuole restare in Italia in questo momento perchè il suo sì pronunciato da militare lo porta ora a non restare qui, ma a tornare nel nostro Paese per fare il suo dovere. In Ucraina si organizzano in gruppi di autodifesa locale e hanno bisogno di persone che facciano questo servizio, il popolo resiste anche senza avere le armi e bloccano i carri armati. Questa situazione allarmante riunisce tutti gli ucraini sparsi nel mondo”.

Ma Juri non è l’unico, come precisa padre Tarasenko: “Ci sono tanti giovani che vogliono partire e ho dovuto calmarne qualcuno perché non basta la volontà, ci vuole anche la capacità di saper usare i mezzi della difesa. I ragazzi che sono rimasti qua formeranno dei gruppi di volontari che aiuteranno per l’aiuto umanitario, sensibilizzare il popolo e unire tutte le nostre forze”.

Non sono soli e tante sono le manifestazioni di vicinanza: “Ho ricevuto molte rassicurazioni dal Comune, dalle associazioni per il sostegno dei profughi che verranno qui. Per ora – racconta – è arrivata una famiglia che ha trovato accoglienza presso amici e ci saranno tante altre persone che stanno arrivando e mi chiedono informazioni per avere l’ospitalità. Ho incontrato oggi il Prefetto di Genova insieme con la Regione e insieme stanno organizzandosi per cercare di fornire servizi e assistenza sanitaria”.

Solidarietà concreta conferma il cappellano: “E’ arrivato un camion e stiamo organizzando una raccolta di beni di necessità che poi partirà per l’Ucraina. Per noi si tratta di un importante aiuto umanitario. Ricevo tantissime chiamate sul mio cellulare, ma sono in attesa che il comune di Genova mi dia un numero verde e una mail per organizzare al meglio gli aiuti umanitari e quello che le persone potranno donare per il nostro Paese. Ringrazio davvero tutti per questo grande sostegno”, conclude Tarasenko.

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