Lettera al direttore

Giornata della memoria

“Venti: i minuti per morire e quelli che soffiano restituendo la libertà”. Così una studentessa ricorda la Shoah

Testo di Marta Giudici, 18enne di Alassio che frequenta l'ultimo anno dell'istituto Nautico A.Doria

shoah giorno della memoria

Un testo scritto per celebrare il Giorno della Memoria. Una lettera per dare importanza, anche in ambito scolastico, a tutte quelle persone che, in passato, erano considerate “inutili” ma che oggi, e non solo, vanno ricordate per il loro coraggio.

Un brano scritto e inviato a IVG.it Marta Giudici, 18enne di Alassio che frequenta l’ultimo anno dell’istituto Nautico A.Doria. Di seguito, riportiamo il testo completo.

“Venti” è un termine dal duplice significato.

Può assumere un ruolo di aggettivo numerale cardinale e quindi la sommatoria di dieci minuti, oppure può essere inteso come il plurale di vento, per esempio indicando i venti prevalenti di una determinata zona.

In questo caso, la parola può essere utilizzata in entrambe le accezioni.

Venti erano i minuti che le persone, che si trovavano nelle camere a gas, impiegavano per morire. Venti minuti in cui, donne, bambini e uomini cercavano l’aria e graffiavano le pareti per la disperazione e la sofferenza.

Alcuni di essi entravano in quelle stanze con la speranza, la speranza dovuta all’inconsapevolezza che quello sarebbe stato l’ultimo luogo che avrebbero mai visto.

Appena entrati si accorgevano che quella non era una semplice doccia, ma che era la causa della loro morte.

Alcuni, a conoscenza della presenza di questi luoghi di tortura, entravano con le gambe tremanti, impiegando le ultime forze nel tentativo di scappare da una realtà che però, purtroppo, non sarebbe potuta cambiare.

In entrambi i casi, gran parte di queste persone ha lottato fino all’ultimo respiro, impiegando tutta la loro forza, seppur poca a causa delle condizioni disumane in cui vivevano per colpa di  individui che non meritano di essere chiamati persone, al fine di riconquistare la propria vita.

Altri probabilmente, forse ancor più forti, hanno deciso di sedersi, proprio contro quel muro da cui tutti cercavano di scappare, per ricordare la vita fatta di amore, passione e caratterizzata dalla libertà di essere se stessi senza che essa dipenda da un destra/sinistra o da un si o un no di un generale tedesco.

Ricordare quella che alcuni dei sopravvissuti definiscono “la PRIMA vita”.

Venti sono anche quelli che soffiavano in cima ai camini dei luoghi dove venivano bruciati i corpi di tutte le persone allora considerate inutili, ma che oggi vanno ricordate per il loro coraggio.

Tramite il vento le anime di quelle persone tornavano ad essere libere, libere di tornare con le persone amate, libere di essere libere.

Marta Giudici

Più informazioni
leggi anche
giovanni toti
Celebrazioni
Giorno della Memoria, Toti: “Piantare le radici nel ricordo per non commettere gli errori del passato”
Viaggio memoria Regione Auschwitz
Per non dimenticare
Giornata della Memoria, le celebrazioni nel savonese
campo concentramento olocausto
Olocausto
Cerimonia del “Giorno della Memoria” in provincia: “Occasione per riflettere su una vicenda che ci riguarda da vicino”

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.