Reazioni

Super Green Pass, baristi savonesi divisi tra chi si arrangia con l’asporto e chi punta il dito contro i colleghi “furbetti”

Da oggi certificato verde indispensabile per accedere ai dehors ma anche per entrare in ristoranti all’aperto, mezzi pubblici, centri culturali, palestre, piscine, impianti sportivi e relativi spogliatoi

Provincia.  La nuova stretta del Governo Draghi sul Super Green Pass è realtà. Oltre per i casi già previsti durante le vacanze natalizie, da oggi il certificato verde rafforzato sarà indispensabile anche per entrare in ristoranti all’aperto, mezzi pubblici, centri culturali, palestre, piscine, impianti sportivi e relativi spogliatoi. Queste misure saranno in vigore fino al 31 marzo, termine attualmente fissato per la fine dello stato di emergenza.

I nostri inviati sul territorio hanno raccolto le reazioni alla nuova normativa tra i titolari di alcune attività – interessate dal nuovo decreto – presenti nel savonese. Da ponente a levante, gli imprenditori locali si dividono tra chi sembra aver accusato “il colpo” e chi, al contrario, non registra alcun calo della clientela.

SAVONA

Bilancio positivo nonostante i timori iniziali per la prima giornata di super green pass nei tavolini esterni e interni e al banco per il bar Haiti di piazza Sisto a Savona: “Oggi è andata abbastanza bene – commenta la dipendente – Al mattino abbiamo avuto meno affluenza di ragazzi ma non so se è dovuto alla mancanza di super green pass o al fatto che tanti ora sono in quarantena. Qualche cliente è senza vaccino ma riusciamo ad andargli incontro con l’asporto. Sicuramente tanti hanno anche paura di contagiarsi“.

Latteria Gina Savona

Situazione diversa e, in parte opposta, per la latteria Gina. Anche in questo caso pochi ragazzi rispetto al solito ma è stata in generale “una giornata terribile, quasi surreale” – spiega la titolare Raffaella Ghisoldi. “In giro non c’è nessuno. Abbiamo lavorato benissimo fino a sabato e da oggi calo drastico. Sicuramente la gente ha anche paura perché tutto questo terrorismo non aiuta, tanti sono in quarantena ma non saprei cosa possa aver scatenato la reazione di oggi”.

Bar Haiti Piazza Sisto Savona

ALBENGA

Qualche cliente lo aveva e lo ha mostrato tranquillamente – spiega Patrizia Minetto del bar ‘La Bruschetta’ – altri invece si sono arrabbiati. Ci sono ancora tante persone che non hanno il super green pass. Molti si aspettavano di poter entrare o sedersi all’esterno senza certificazione, ma da oggi non è più così”.

dehors bar super green pass zona gialla zona arancione

Tra i baristi ingauni, c’è anche chi non ha riscontrato alcuna criticità nonostante il nuovo obbligo: “Il 90% dei miei clienti – racconta Ezio, titolare del ‘Bar Matteotti’ –  è abituale, quindi li conosco e controllati una prima volta non li controllo più. Personalmente non ho mai avuto problemi. Ora bisogna controllare il super green pass anche per chi si siede all’esterno, ma non è un problema. Si controlla. Molti clienti lo mostrano ancora prima che gli venga chiesto”.

dehors bar super green pass zona gialla zona arancione

Secondo Luca, titolare del Caffè Roma, il primo bilancio alla luce del nuovo obbligo è decisamente negativo:  “Da questa mattina abbiamo notato un calo importante delle vendite e del consumo, soprattutto per quanto riguarda la caffetteria, in particolare all’esterno, dove non stiamo praticamente lavorando. I clienti che vengono abitualmente e che si accomodano normalmente nel dehors purtroppo sono sprovvisti di green pass. Siamo quindi costretti a mandarli via per seguire queste nuove regole e per questo siamo fortemente penalizzati. Ci stiamo rendendo conto proprio da questa mattina di quante persone non sono vaccinate”.

dehors bar super green pass zona gialla zona arancione

Il titolare del locale ingauno non risparmia una frecciatina ai colleghi: “Mi spiace dirlo – prosegue -, ma a quanto pare le regole non valgono per tutti perché gli stessi clienti che io ho dovuto mandare via hanno avuto la possibilità di fare colazione in altri locali della città. O tutti rispettiamo le regole o così non va bene. Il Governo ha deciso di fare questo per cercare di accelerare i vaccini, ma se poi ci sono colleghi che non fanno rispettare le regole, allora tutto questo diventa superfluo. Prima, anche con giornate molto fredde, con il dehors si lavorava molto. Ma prima non c’era l’obbligo di chiedere il green pass. Mi dispiace mandare via le persone. Spero che il prima possibile si vaccinino tutti perché il vaccino è un bene, non solo per andare a consumare un caffè al bar. Se non ti vaccini non sei un danno solo per te stesso, ma anche per la collettività”.

CELLE LIGURE

“Per ora è tutto tranquillo – è il commento di Alessio, titolare del bar gelateria ‘Profumo di Viola’ -. Le persone sono molto diligenti e poi noi bene o male sappiamo chi ha o meno il super green pass. Qualcuno, vista la bella giornata, ha preso l’asporto. Nel complesso non abbiamo avuto alcun tipo problema. Non abbiamo registrato un calo delle vendite perché comunque compensiamo appunto con l’asporto. Gente ce n’è poca al momento, ma vediamo come va il fine settimana, quando c’è una maggior affluenza di turisti. Con tante persone il controllo non è possibile, dovresti avere una persona fissa a controllare. Chi fa la legge non è del settore e non ci lavora, perché altrimenti così sono capaci tutti. Anche perché noi abbiamo già i nostri problemi, calo del turismo in primis”.

Generico gennaio 2022

CARCARE

Al momento del “passaggio” del nostro cronista, i bar della Valle sono quasi totalmente vuoti e poche persone in giro: il freddo della giornata sicuramente non invoglia a sedersi fuori.

Il titolare del Caffè Agorà di Carcare traccia il bilancio della giornata: “In questo momento abbiamo registrato un calo, ma penso sia dovuto alla situazione generale dell’aumento dei contagi non all’obbligo del super green pass. Ormai i clienti hanno imparato a conoscere le regole e chi non ha il certificato, prende il caffè o la colazione d’asporto. Se all’inizio ci sono capitati alcuni spiacevoli episodi, con clienti senza green pass che si sedevano al tavolo e dovevamo farli alzare, per fortuna ora accade davvero di rado. Tutti conoscono le normative e le rispettano“.

Caffè Agorà Carcare

Per il titolare del Bar Frash “non c’è stata alcuna differenza, rispetto a prima. Sono mesi che viviamo la crisi, non solo dal punto di vista economico. Noi controlliamo sempre il green pass, i nostri clienti sono sempre stati rispettosi delle regole, e da oggi chi non ha il certificato e non può consumare nel dehors, che abbiamo realizzato nuovo proprio dopo lo scoppio della pandemia, lo serviamo direttamente in macchina”.

Bar Frash Carcare

“Pur rispettando le regole, però, la gran parte dei clienti non è d’accordo, sembra tutto un po’ troppo esagerato, specialmente per alcune categorie. Speriamo che il governo faccia un passo indietro”.

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