La telefonata

Spostamento a monte ferrovia Finale-Andora, c’è chi dice “no”. Ma Berrino: “Ecco perché è una grande occasione”

L’assessore regionale ospite del podcast “La Telefonata” condotto del giornalista Nicola Seppone insieme a Gian Luigi Taboga (Assoutenti) e Lorenzo Michelini (Wwf Savona)

andora raddoppio

Liguria. 32 chilometri di tracciato di cui 25 in galleria, 14 passaggi a livello pronti a sparire e decine di comuni coinvolti a vario titolo in un’opera il cui costo di realizzazione finale dovrebbe aggirarsi intorno ai due miliardi di euro (1,7 per l’esattezza). Questi i numeri del raddoppio che, se tutto andrà secondo le previsioni, interesserà la linea ferroviaria tra Andora e Finale Ligure da qui al 2027/28.

Di spostamento a monte di quella tratta se ne discute da decenni. Parliamo di un’opera rimasta lettera morta e sopravvissuta nel dibattito solo grazie all’eco delle fantasie – progettuali e non – che si sono susseguite nel corso degli anni. Oggi però il raddoppio della tratta è tornato prepotentemente al centro delle cronache locali, ma anche – e soprattutto – sul tavolo delle istituzioni. Ma il merito, come potrebbe essere lecito supporre, non è del Pnrr. Lo stimolo è arrivato da una situazione che la nostra regione (e in particolare la nostra provincia) non sembra più essere in grado di sostenere. La tragedia del Ponte Morandi ha messo a nudo diverse criticità. Le condizioni delle autostrade liguri – e i continui cantieri – hanno spinto sul piede di guerra gli operatori del settore turistico, ma anche i semplici cittadini.

ASCOLTA “LA TELEFONATA” TRA BERRINO, TABOGA E MICHELINI

 

Viabilità e infrastrutture rappresentano due sfide importanti per lo sviluppo futuro dell’economia savonese. Insieme all’assessore regionale al Turismo e ai Trasporti Gianni Berrino, al responsabile dello sportello Assoutenti di Savona Gian Luigi Taboga e al vicepresidente del Wwf Savona Lorenzo Michelini – ospiti del podcast di IVG “La Telefonata” condotto dal giornalista Nicola Seppone – abbiamo messo a confronto quelle che sono le ragioni del “sì” e del “no” a una delle opere che potrebbero cambiare per sempre il modo di viaggiare nel ponente ligure.

FINE 2021: L’ALBA DI UN NUOVO PROGETTO

Incassato l’ok degli enti locali interessati dallo spostamento della ferrovia a monte, il commissario straordinario nominato dal Governo Vincenzo Macello si è impegnato ad approvare il progetto preliminare entro la fine del 2021: “Si tratta di un passaggio significativo molto importante – spiega Berrino -, perché sono decenni che si parla del raddoppio della ferrovia tra Andora e Finale e tutti noi sappiamo cosa vuol dire avere un binario unico in termini di viaggio. È un imbuto che blocca il trasporto merci che arrivano da Portogallo, Spagna e Francia verso l’Italia e verso alcune nazioni del centro e dell’est Europa. Per questo poi abbiamo ripercussioni negative anche sul traffico autostradale, che ha già i suoi problemi”.

raddoppio ferroviario

“Il fine lavori è successivo al 2026 – ricorda l’assessore regionale -, quindi questa opera è esclusa dal Pnrr e sarà finanziata con fondi nazionali, tutti italiani, e proprio per questo abbiamo certezza che i soldi ci saranno”.

C’È CHI DICE “NI” E CHI DICE “NO”

Ora che il nuovo progetto preliminare sta per vedere la luce, c’è chi – come Gian Luigi Taboga – crede che l’opera vada sì realizzata, ma tenendo conto di alcune priorità: “Non esiste alcun dubbio che il nodo cruciale delle infrastrutture sia quello adatto allo sviluppo sociale ed economico della nostra regione – sostiene il responsabile dello sportello Assoutenti di Savona -. Siamo d’accordo che bisogna adeguare alle esigenze attuali e future il servizio ferroviario che oggi come oggi non è adatto. Inoltre, non esistono da parte nostra obiezioni riguardo al raddoppio della linea”.

E fin qui – tutto sommato – sembrerebbe quasi che Taboga appoggi in pieno il nuovo progetto di raddoppio. Ma secondo il presidente onorario di Assoutenti le cose stanno diversamente: “Bisogna tenere in considerazione tre priorità – sottolinea -. Eliminare le servitù attuali, come ad esempio ci sono da Finale a Loano, garantire un servizio, il rispetto del territorio e della viabilità ordinaria”.

DA FINALE A LOANO “SI PUÒ PASSARE SOTTOTERRA”

“Per quanto riguarda il tratto che va da Finale a Loano – sostiene Taboga -, sono stato confortato dai consigli venuti da esperti non solo italiani, ma anche internazionali (dalla Norvegia in particolare). Sostengo che la miglior soluzione in questo caso sia quella di passare in sotterranea. Naturalmente, bisogna che l’opera sia realizzabile, ma con i metodi e i sistemi attualmente in vigore produrre una galleria di questo tipo è plausibile, specialmente da Finale a Pietra Ligure dove il sottosuolo è formato da roccia compatta”.

Secondo Taboga basterebbero solo (si fa per dire) 16 mila euro per far verificare agli esperti di una società olandese la fattibilità dell’opera tra Pietra Ligure e Loano: “A fronte di miliardi spesi per quest’opera – continua -, non saranno di certo 16 mila euro a creare problemi. Tra Loano e Pietra sono circa tre chilometri ed è lì che vanno fatte le verifiche del caso”.

Da Loano ad Albenga esiste già il doppio binario – ricorda Taboga -, mentre da Albenga ad Andora c’è da aggiungere un binario a quello esistente, mantenendo le fermate di Alassio e Laigueglia per garantire agli utenti il servizio necessario. Torno a ripetere che le stazioni potrebbero essere mantenute nella sede attuale con una aggiunta anche di fermate, con una soluzione come quella che noi prospettiamo”.

RADDOPPIARE IN SEDE? PER BERRINO “SOLO UN SOGNO”

Per l’assessore regionale l’idea di raddoppiare in sede “è stato un sogno portato avanti per anni. Le tecnologie attuali permettono cose incredibili, dobbiamo però fare due considerazioni importanti. La prima riguarda il costo. La seconda è la difficoltà di raddoppiare il nodo tra Albenga e Andora”.

In realtà secondo Berrino ci sarebbe anche un terzo aspetto da considerare e riguarderebbe il modo moderno di trasportare che si baserebbe sulla velocità: “Per essere competitivi con il trasporto privato non possiamo non tenerlo in considerazione, e il non diminuire il numero delle fermate va esattamente contro a questo concetto. Poi è chiaro che bisogna far sì che i pendolari, studenti e lavoratori, siano agevolati nel raggiungere le stazioni. Infatti, nel progetto di cui sta parlando il commissario Macello vi sono anche opere di completamento della viabilità per trasferire in modo veloce e con i mezzi pubblici chi deve prendere il treno dalla loro cittadina di residenza alla stazione”.

In quest’ultima affermazione di Berrino sono contenuti tutti i dubbi del sindaco di Albenga Riccardo Tomatis, che nei giorni scorsi ha manifestato tutta la propria preoccupazione circa i futuri collegamenti da e verso la nuova stazione di Albenga.

Generico dicembre 2021

“Con il raddoppio fatto secondo il progetto – prosegue Berrino -, partendo da Ventimiglia a Genova su determinati treni ci sarebbe anche una mezz’ora di differenza in meno, il che cambia anche il modo di vivere. Passare da sei stazioni come sono le attuali a quattro, come nel nuovo progetto, rende più facile e veloce il tempo di percorrenza sulla linea Ventimiglia-Genova. Diversamente avremmo a che fare con una metropolitana di superficie che non è la cosa di cui noi stiamo parlando. Per far funzionare tutto il sistema non deve succedere quello che è accaduto da noi nel ponente, dove le stazioni di Andora, Diano e Imperia sono più difficili da raggiungere perché i mezzi pubblici non sono stati adeguati alle nuove esigenze”.

E proprio da qui nascono alcuni tra i dubbi più significativi del Wwf Savona.

“IL RADDOPPIO NON SERVE: BASTA IL BINARIO UNICO E IL POTENZIAMENTO DEI SERVIZI”

Se Gian Luigi Taboga dice “ni” all’opera con le riserve che abbiamo visto, Lorenzo Michelini, vicepresidente Wwf Savona, è uno di quelli che dice chiaramente “no”.

“Noi – dichiara il vicepresidente savonese – sosteniamo che il modo di viaggiare cambierà in peggio, soprattutto nell’albenganese. Da Albenga ad arrivare alla stazione nuova ci vorranno quasi sei chilometri. Un cittadino di Ceriale dovrà farne 9. Se il capo di Borghetto frana, come ogni tanto avviene, una persona dovrà andare fino a Bastia e farsi 9 km. Borghetto non ha alcun accesso per la stazione, si passa in mezzo ai palazzi. Idem a Pietra Ligure, e da Loano a Pietra sono quasi 7 km”.

LE NUOVE STAZIONI? “TUTTE IN AREE ESONDABILI”

Tutte le stazioni nuove verranno realizzate in aree esondabili o dove le vie di accesso sono esondabili – afferma ancora Michelini -. Quando c’è l’allerta meteo le strade lungo il Merula vengono chiuse, quindi si rischia anche questo problema. Bisognerebbe tenere conto anche di questo, ma anche delle falde e del danno enorme per gli agricoltori”.

“Il raddoppio non sarebbe male, ma si può andare benissimo con un binario unico. In Lombardia al confine con Chiasso c’è un binario unico. In Germania quasi al 60% delle linee è a binario unico. Noi siamo più per un potenziamento dei servizi. Il raddoppio in sede, sotterraneo o in superficie, sarebbe sicuramente meglio”.

Per Michelini, quindi, la soluzione non starebbe tanto nel raddoppio quanto nel potenziamento dei servizi. Ma su questo Berrino non ha dubbi: “Per i servizi non è una questione tecnica, ma finanziaria. Se il Governo ci dà qualche decina di milioni di euro in più, compatibilmente con le esigenze della linea, i treni li mettiamo. Non è che questo dipende dal raddoppio o dal binario singolo”.

IL PROBLEMA SICUREZZA: “STAZIONI ISOLATE E POCO CONTROLLATE”

Sia Taboga che Michelini condivido il fatto che le nuove stazioni si troveranno in zone distanti dai centri abitati, in contesti isolati e poco controllati. Ma anche su questo aspetto Berrino precisa: “A me non sembra che oggi la stazione di Albenga, che è in pieno centro cittadino, non abbia problemi di sicurezza. E non mi risulta che le stazioni di Andora o Diano abbiano questi problemi. Dovremo riparlarne nei prossimi anni, dal momento in cui ci sarà l’apertura della nuova linea dovranno esserci già i servizi pubblici pronti”.

“IL RADDOPPIO È UNA GRANDE OPPORTUNITÀ PER IL TERRITORIO SAVONESE”

Berrino ne è convinto doppiamente, sia come assessore ai Trasporti, sia come assessore al Turismo di Regione Liguria: “Lo spostamento della ferrovia a monte nel tratto Andora-Finale è una grande opportunità per il territorio”.

Per l’albenganese – afferma – avere una fascia sul litorale disponibile per una pista ciclabile potrebbe essere una opportunità che non ha prezzo, soprattutto dal punto di vista turistico. Come opportunità e visione futura, avere in riva al mare una infrastruttura turistica come una pista ciclabile sarebbe importantissimo per lo sviluppo turistico della zona di cui stiamo parlando. E non dimentichiamoci delle ricadute occupazionali che un’opera del genere creerebbe”.

“La Liguria è la regione italiana con il maggior numero di stazioni ogni tot km, ne abbiamo una ogni tre km circa. Non è possibile mantenere questa frequenza se vogliamo accelerare il trasporto, altrimenti la ferrovia fa lo stesso servizio che fanno gli autobus di linea”.

CONSEGUENZE NEGATIVE PER IL TURISMO? SECONDO BERRINO “NON CI SARANNO”

Non ci saranno conseguenze negative per il turismo se si avrà la capacità di sfruttare gli spazi lasciati liberi dalla sede ferroviaria a trasformarli in opportunità turistiche. La pista ciclabile nell’estremo ponente è diventata una delle attrattive maggiori da Ospedaletti a San Lorenzo. Il numero di turisti che si recano lì per la ciclabile è alto. Dobbiamo avere la capacità di progettare già adesso il futuro turistico”, è il pensiero di Berrino.

Secondo l’assessore regionale, infine, bisognerà arrivare preparati quando sarà il momento, ovvero al taglio del nastro della nuova linea: “I servizi dovranno essere pronti”, sostiene Berrino. E su questo aspetto Taboga ricorda ironicamente il caso di Noli: “A Noli è stata tolta la stazione e portata Spotorno. Ai nolesi era stato detto che ci sarebbe stata una navetta. Qualcuno è ancora là che aspetta quella navetta da 25 anni”.

Se tutto andrà per il verso giusto, la nuova opera verrà inaugurata tra circa 6-7 anni. A quel punto la speranza per i savonesi interessati sarà quella di non dover aspettare altri 25 anni per una navetta. Ma prima di correre con il pensiero è giusto pensare al presente. E qui il progetto preliminare è quasi realtà.

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