In consiglio regionale

Sanità, la minoranza attacca: “Assumere personale, in 10 anni la Liguria ha perso oltre 6000 unità”

Toti ha risposto illustrando il piano Restart

Regione Liguria palazzo regione

Liguria. Il consigliere regionale Gianni Pastorino (Linea Condivisa) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta “quali sono e quanto costano le 6 mila prestazioni che verranno affidate ai privati per rimediare alle condizioni in cui sono ridotte da tempo le numerose troppe liste di attesa della Sanità pubblica”.

“La Liguria in dieci anni ha perso 6420 unità di personale e che questa percentuale è in assoluto la più alta d’Italia raggiungendo circa il 30% di diminuzione a fronte di una media nazionale del 6,56%”, ha dichiarato Pastorino.

Il presidente della giunta con delega alla sanità Giovanni Toti ha illustrato gli obiettivi e il modello del Piano Restart, anche per quanto riguarda la dotazione del personale rilevando le ormai note carenze di professionisti a livello nazionale. Toti ha poi illustrato nel dettaglio l’iter con cui la Regione ha adottato il Piano per la definizione dei fabbisogni e degli indirizzi alle aziende sanitarie rilevando che, circa la disponibilità delle risorse, è stata data priorità al settore pubblico.

In merito al piano Restart Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno) ha presentato un’interpellanza, sottoscritta da tutto il gruppo, in cui ha chiesto alla giunta perché “è stato tolto il tetto al budget contrattuale per le prestazioni erogate da privati anziché procedere ad assunzioni a tempo determinato di personale del comparto e della dirigenza medica, sanitaria, veterinaria e delle professioni sanitarie e i motivi per cui non sono stati comunicati i fattori di produzione per il periodo ottobre-novembre 2021 del sistema regionale in linea con le previsioni di Alisa”.

Il presidente della giunta con delega alla sanità Giovanni Toti ha spiegato: “Lo sforamento del budget per le prestazioni erogate dai privati riguarda solo la diagnostica e la capacità di risposta del pubblico rispetto al Piano Resart è stata definita sulla base del potenziale produttivo delle aziende sanitarie”.

Toti ha precisato, inoltre, che “l’andamento negativo della pandemia non ha consentito alle aziende di raggiungere gli obbiettivi previsti e che, in via prioritaria, sono state accertate le capacità produttive del sistema pubblico e solo in via residuale è stato determinato il volume di prestazioni da contrattare con il sistema privato”.

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