Interrogazione

Norme antincendio all’Italiana Coke, Cairo Civica e Democratica: “Situazione allarmante”

Il 15 novembre una relazione dei vigili de fuoco aveva evidenziato come la cokeria non avesse "i requisiti e i presupposti previsti dalla normativa" ed ora la minoranza chiede aggiornamenti

Cairo - mortale all' Italiana Coke

Cairo Montenotte. Norme antincendio all’Italiana Coke, la minoranza chiede spiegazioni ed aggiornamenti al sindaco di Cairo. “Abbiamo acquisito dagli uffici comunali copia delle comunicazioni tra enti e istituzioni relative alla sicurezza antincendio nella cokeria di Bragno – spiega il capogruppo di Cairo Civica e Democratica Giorgia Ferrari – Riteniamo che sia doveroso, nell’interesse dei lavoratori e dei residenti, avere delle risposte dalla giunta comunale sulle misure adottate in seguito alle allarmanti situazioni descritte e sottolineate da vigili del fuoco e Prefettura nelle settimane scorse“.

Il 15 novembre 2021, infatti, attraverso una relazione stilata dal Comando dei vigili del fuoco di Savona veniva segnalato che l’Italiana Coke non avesse i requisiti e i presupposti previsti dalla normativa antincendio per continuare la sua attività, in quanto “potenziale pericolo per l’incolumità delle persone e la salvaguardia di beni ed ambiente”

“Tale contenuto – spiegano dalla minoranza – è stato richiamato nella successiva nota del 26 novembre 2021. Immediatamente la Prefettura ha invitato il sindaco a ordinare a Italiana Coke di assumere con urgenza tutte le iniziative necessarie al rispetto delle prescrizioni impartite dai vigili del fuoco a tutela della pubblica incolumità e il sindaco Lambertini ha impartito diverse prescrizioni all’azienda, rammentando gli incidenti avvenuti il 3 ottobre 2019 e il 13 maggio 2020 (blackout elettrico per incendio di un quadro elettrico)”.

Italiana Coke ha risposto al Comune e agli altri enti competenti il 22 novembre 2021 tramite una lettera a firma di Francesco Vallarino, nella quale dichiarava: ‘sono emerse ora come in passato, sia in sede di valutazioni progettuali sia ai fini delle certificazioni, enormi difficoltà ad allineare sul piano formale un’attività concepita negli anni 30 ai criteri attuali di sicurezza antincendio (…)’, ‘è stato predisposto ed è in corso di attuazione un articolato piano di attività, che tuttavia non può essere eseguito se non nell’arco di una normale pianificazione tecnico – economica’; ‘sulla scorta di quanto sopra, le conclusioni tratte dal Comando VV.F. forniscono una rappresentazione ’emergenziale’ del mancato adempimento di cui in oggetto non compatibile con il lavoro svolto dall’azienda in questi mesi al fine di migliorare la sicurezza antincendio. In particolare, l’elemento formale – documentale della mancata presentazione della ‘segnalazione certificata’ (che a questo punto parrebbe costituire l’unico motivo di preoccupazione) non fornisce una reale rappresentazione del dato sostanziale, costituito da una complessa e puntuale attività che, come si è documentato, è stata gestita secondo un articolato sistema per la prevenzione dei rischi incendio’”.

“Sugli organi di stampa – continua il racconto dei consiglieri di opposizione cairese – l’azienda ha dichiarato ‘abbiamo avviato una serie di interventi volti al miglioramento degli impianti e delle dotazioni antincendio già esistenti’”.

Rassicurazioni, però, su cui Cairo Civica Democratica chiede di essere aggiornata dalla giunta nel prossimo consiglio comunale.

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