Sfogo

Muore il figlio in un incidente, il padre: “Mia moglie assente dal lavoro per depressione oggetto di continue e insensate visite fiscali”

Sono i genitori di Marco Parascosso, il 19enne deceduto lo scorso 5 maggio in seguito ad un incidente stradale sull'Aurelia bis

Inps

Alassio. “Mia moglie è assente dal lavoro per grave depressione, ma continua ad essere oggetto di ripetute e insensate visite fiscali”. Lo sfogo porta la firma di Andrea Parascosso, padre di Marco, deceduto a soli 19 anni (lo scorso 5 maggio 2021) in seguito ad un tragico incidente avvenuto sull’Aurelia Bis, tra Albenga e Alassio.

L’uomo ha voluto denunciare quella che, a suo dire, è “un’assurda anomalia dell’attuale sistema di visite fiscali a cura dell’Inps”.

“Mia moglie, – ha spiegato, – a seguito del decesso di nostro figlio diciannovenne, è caduta in un profondo stato di prostrazione e depressione per cui ha necessitato, ed ancora oggi necessita, di cure psichiatriche e psicoterapeutiche. In particolare ha subito anche un ricovero di circa 20 giorni presso il SPDC di Savona e successivamente presso l’SPCR di Pietra Ligure. Questo lungo periodo di assenza dal servizio ha richiesto diverse visite mediche con prolungati e ripetuti certificati di malattia”.

“Per ogni certificato di malattia inviato abbiamo avuto, come previsto dall’attuale normativa, la visita fiscale da parte dell’Inps. Quello che credo chiunque sia in grado di comprendere è che mia moglie non è a casa per una banale Influenza o raffreddore ma per una patologia un ‘pochino’ più grave che difficilmente si risolve in una settimana”, – ha proseguito.

“Ciò premesso trovo del tutto abnorme e completamente insensato che, dopo la prima visita fiscale in cui si sono apprese le motivazioni della malattia ed averne accertato le cause, ci si ostini ulteriormente a costringere il paziente a subire ulteriori visite fiscali a seguito di prolungamenti della malattia ed al rispetto delle fasce di reperibilità”, – ha aggiunto ancora.

“Proprio in merito a quest’ultimo punto mi chiedo con quale criterio si possa chiedere ad una persona che ha subito un lutto tra i più terribili di dover rimanere chiusa in casa ad attendere gli ispettori dell’INPS che già hanno acclarato precedentemente lo stato dei fatti. Senza poi contare che comunque ogni volta che si presenta il medico fiscale occorre in qualche modo ripercorrere tragici ricordi per spiegare le motivazioni dell’assenza dal lavoro che già sono ben note agli ispettori dell’Inps”, ha concluso Andrea Parascosso.

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