Il caso

Ha il Covid, ma per il Super Green Pass risulta negativa: lo sfogo di una commerciante di Celle

“In casi come questo, persone negligenti e irrispettose possono usufruire comunque del certificato nonostante l’isolamento: assurdo”

Alla Suerte una serata dedicata ai giovani con il Green Pass

Celle Ligure. La cena con un positivo, che scopre di esserlo solo il giorno dopo. Quindi, subito un tampone che ne prova il contagio. La signora, una commerciante di Celle Ligure, esce dalla farmacia e immediatamente comunica al medico che ha il Covid. Per curiosità, dopo qualche giorno, dà un’occhiata al super green pass e scopre che, secondo il certificato verde, continua ad essere negativa. Idem suo figlio: con il Covid, ma negativo anche lui per l’attestazione digitale.

È furibonda la commerciante: tre vaccinazioni e un mestiere che “svolge con professionalità nel rispetto delle regole”, con un negozio in pieno centro, dove “da giorni non entra aspettando di negativizzarsi”.

“Vengono a verificare se controllo che i clienti abbiano il green pass ed io dimostro di rispettare la legge. Poi scopro, – sottolinea arrabbiata, – che qualcuno può girare con certificato verde non aggiornato e contagiare chi incontra”.

“Sono in isolamento da lunedì, dopo aver dichiarato la mia positività al medico e quindi presumibilmente all’Asl, ho potuto constatare che il mio super green pass e quello di mio figlio sono rimasti validi per la durata di tutta la quarantena, – prosegue. – Da questo ne consegue che una persona negligente ed irrispettosa nei confronti delle normative attualmente vigenti, che avesse voluto usufruire del proprio certificato verde per poter porre in atto delle attività impossibili da compiere durante l’isolamento domestico, quali la consumazione al bar o al ristorante, lo avrebbe potuto fare senza alcuna limitazione, ciò anche in conseguenza“ prosegue “alle modalità dei controlli posti in atto dalle forze dell’ordine, richiesta di green pass e carta d‘ identità, evitando così le restrizioni per limitare i contagi da Covid 19”. 

Lo sfogo dopo due anni di pandemia, sacrifici, fatica a mandare avanti l’attività: “E quindi?, – si chiede. – Perché rompono le scatole alla gente che viene da me quando sembra tutto inutile? E soprattutto perdo clienti”.

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