Dal primo febbraio

Dalla farmacia al veterinario, fino al tabacchino: ecco dove non servirà il green pass

Il Dpcm sarebbe pronto, ma il Mise chiede un elenco più ampio che ricalchi i codici Ateco delle attività che restavano aperte in zona rossa

super green pass

Italia. Dopo l’obbligo del super green pass imposto dal 10 gennaio per accedere a mezzi pubblici, palestre, ristoranti e bar anche all’aperto, cinema e teatri, un’altra data importante si appresta ad arrivare. Dal primo febbraio, infatti, il certificato verde (almeno quello base) sarò necessario praticamente ovunque, dai negozi ai servizi pubblici. Il Governo, però, ha stilato un elenco di luoghi e situazioni dove si potrà accedere anche senza green pass, in modo da non impedire ai non vaccinati e a chi non fa nemmeno il tampone di provvedere a bisogni e diritti essenziali. L’elenco non è ancora stato ufficializzato, lo sarà attraverso un Dpcm, che sembrerebbe essere già pronto, anche se in queste ore si è consumato un nuovo scontro all’interno della maggioranza di governo.

La lista delle attività escluse dall’obbligo di pass base è stato anticipata ieri dal Corriere. Si tratterebbe di tre ambiti guidati dal criterio di urgenza: ci sarebbe quello alimentare (negozi e supermercati), quello sanitario (accesso agli ospedali e ad altre cure urgenti) e di sicurezza e giustizia. In questo ambito quindi non devono avere il green pass i testimoni dei processi né le vittime dei reati che si rechino in commissariati o caserme a far denuncia. Al contrario dovranno esserne in possesso magistrati, difensori, consulenti, periti, ausiliari del magistrato e giudici popolari. Saranno inoltre esenti dalle regole sul certificato verde anche edicole e tabacchi.

Il dentista? Solo per cure urgenti e non per esempio per fini estetici come lo sbiancamento dei denti. Questo l’elenco a cui hanno lavorato i ministri Roberto Speranza e Renato Brunetta e che secondo il Corriere sarebbe definitivo. Si potrà andare senza certificato dal veterinario, in farmacia e nell’ambulatorio del medico di base, ma non nei centri estetici (dove il green pass base servirà già dal 20 gennaio così come dai parrucchieri).

In queste ore tuttavia il ministero dello Sviluppo economico, guidato dal leghista Giorgetti, avrebbe spinto per chiedere l’esonero per una lista più ampia di attività: profumerie, fiorai, vestiti per neonati ecc… Un elenco che in pratica riprende in tutto l’elenco delle attività considerate essenziali durante il lockdown e che rimanevano aperte anche in zona rossa.

Secondo il Corriere, non ci sarebbe possibilità per estendere l’elenco già stilato senza snaturarne la spirito e vanificarne gli effetti, ma il dibattito non sembra ancora chiuso.

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.