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Covid, la minoranza in Regione la “gestione Toti”: “Migliaia di liguri abbandonati”

"L'unico aspetto che viene considerato è lo scontro da tifo calcistico tra vaccinati e no vax. Dimenticando che tra le migliaia di liguri abbandonati a casa, moltissimi sono vaccinati"

toti pastorino sansa

Liguria. I consiglieri regionali della Lista Sansa, Ferruccio Sansa, Roberto Centi e Selena Candia accusano la giunta Toti e tutta la macchina regionale della sanità: “A due anni dall’inizio della pandemia è inaccettabile la disorganizzazione delle Asl, di Alisa e di Regione Liguria. Decine di migliaia di cittadini positivi sono letteralmente abbandonati. Non sanno quando, e se, avranno un tampone e di conseguenza, molti, rischiano di doversi sottoporre alla terza dose di vaccino per ottenere il green pass poiché il sistema non è riuscito a riscontrare per tempo la loro positività”.

Gianni Pastorino di Linea Condivisa: “Non c’è dubbio che il sistema sanitario in questo momento sia in burn-out, chi è positivo, o chi per contatto diretto con persona positiva si ferma a casa, naturalmente seguendo le norme di responsabilità, rischia di non poter effettuare nessun tampone che definisca il tempo di ritorno alla normalità e al lavoro. Naturalmente questa situazione crea enorme disagio alle persone, un utilizzo di ore di malattie, per chi ha la possibilità di usufruire di questo istituto, e un danno alle imprese di valore enorme”.

Secondo i consiglieri di opposizione sarebbero molti i punti critici nella gestione dell’emergenza emersi dalle testimonianze dei cittadini. Minimo comune multiplo la mancanza di personale dedicato al tracciamento e l’assenza di un piano nella gestione di una “emergenza” che condiziona le nostre vite ormai da quasi due anni. “Per le decine di migliaia di liguri che si sono autoisolati in casa in seguito alla comparsa dei sintomi, la prima difficoltà è ottenere un tampone molecolare che possa confermare la positività (o la negatività) – spiegano i tre consiglieri regionali della Lista Sansa – A Genova i numeri di telefono messi a disposizione da Asl 3 sono quasi del tutto inaccessibili, chi riesce a parlare con un operatore impiega almeno qualche centinaio di tentativi prima di ottenere la linea. E in molti casi passano talmente tanti giorni dalla segnalazione all’esecuzione del tampone molecolare che alcune persone si negativizzano, venendo quindi escluse dal rilascio del certificato di guarigione utile ai fini dell’ottenimento del Super Green Pass. E se non viene trovata una soluzione queste persone si troveranno quasi costrette a fare la terza dose pochi giorni dopo la guarigione per andare a lavorare o semplicemente per spostarsi su un mezzo pubblico”.

“Altro punto dolente nella gestione del tracciamento a Genova, il sistema drive through. Nonostante l’aumento esponenziale di casi sul territorio genovese, Asl3, Alisa e Regione Liguria non hanno pensato di aprire un altro punto, convogliando migliaia di richieste sull’unico centro attivo, in via Maggio, a Quarto. Punto che, sempre per mancanza di personale, lavora in una fascia oraria limitata: dalle 9:30 alle 13 e dalle 14 alle 15:30, riuscendo a processare da 300 a 400 tamponi al giorno. Dagli organi di informazione locale si apprende l’ipotesi di aprire un altro centro in piazzale Kennedy, ma vista la presenza del Winter Park non sarà possibile realizzare alcunché fino a fine gennaio”.

Di fronte a quanto sta accendendo, questa mattina, il vice presidente della Commissione II Sanità Gianni Pastorino, ha scritto una lettera al direttore generale di Alisa Filippo Ansaldi per rimarcare le difficoltà a cui cittadine e cittadini sono sottoposti. “Siamo alle prese con un sistema completamente bloccato ed è quindi necessario uno sforzo collettivo straordinario, sia per avere la migliore interpretazione possibile delle norme, in un coacervo normativo che definisce ancora una volta la scarsa capacità di codificazione legislativa del nostro Paese, sia per studiare una forma di potenziamento delle strutture territoriali e dei mezzi informatici, senza i quali non sarà più possibile far fronte ad una ondata pandemica di queste proporzioni”, spiega il consigliere regionale Gianni Pastorino.

“In una situazione del genere la Regione, ma soprattutto Toti, che oltre ad essere presidente è anche assessore alla Sanità, dovrebbe informare i cittadini e mettere in campo risorse per affrontare al meglio questa quarta ondata, ancora di più ora che i numeri degli ospedali ci stanno portando verso la zona arancione – sottolineano Sansa, Centi e Candia -. Invece non si è sentita né letta una parola. I cittadini vengono lasciati soli, le comunicazioni istituzionali latitano (anche se si trovano decine di post sui saldi, sul capodanno, sui programmi tv…etc) e l’unico aspetto che viene considerato in questo momento sembra essere lo scontro da tifo calcistico tra vaccinati e no vax. Dimenticando che tra le migliaia di liguri abbandonati a casa, moltissimi sono vaccinati”.

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