La scelta

Contagi in casa Cairese, squadra pronta a scendere in campo grazie alle visite mediche a pagamento

Il dg Laoretti: “L’unica soluzione che ci è rimasta per ridurre i tempi di rientro di tre giocatori importanti ormai guariti dal Covid”

saviozzi

CAIRO MONTENOTTE – Il “return to play” si sta facendo sempre più arduo per le società dilettantistiche e, nella nostra Regione, l’Eccellenza ha gli occhi puntati addosso: unico campionato ripartito tra rinvii e assenze di vario tipo, nel quale vige l’incertezza da parte degli addetti ai lavori.

Tuttavia, le società devono farsi trovare più pronte del previsto per fronteggiare l’emergenza che sta attorno ad esse. La Cairese, dal canto suo, si è già mossa in questo senso.

L’ambiente gialloblù è stato il primo ad essere colpito dal virus in questa seconda fase del campionato e, infatti, la scorsa partita contro il Pietra non è stata disputata.

La società valbormidese ha deciso di adottare il protocollo di esami e test previsto dalla Federazione Medico Sportiva Italiana, sostenendo un costo maggiore ma evitando assenze mensili.

Leggiamo dalla circolare:  “I summenzionati esami (per l’idoneità sportiva) vanno eseguiti non prima che siano trascorsi 30 giorni dall’avvenuta guarigione da Sars – Cov – 2 accertata secondo la normativa vigente, o non prima comunque che siano trascorsi trenta giorni dall’avvenuta scomparsa dei sintomi per gli atleti che non hanno ricevuto una diagnosi certa di infezione da Sars – Cov – 2 mediante test molecolare. Qualora l’atleta dilettante necessiti, per motivi agonistici di livello nazionale o internazionale, di ridurre il periodo intercorrente tra l’avvenuta guarigione e la ripresa dell’attività, potrà essere adottato, su giudizio del medico valutatore, il protocollo di esami e i test previsto dalla Federazione Medico Sportiva Italiana per gli atleti professionisti”.

Il DG Franz Laoretti non vede altre alternative: “Avendo avuto un numero importante di contagiati, soprattutto di giocatori importanti che fanno parte dell’ossatura della Prima Squadra, non ci è rimasto altro che accedere a questo salvagente che lascia il protocollo del Ministero della Salute: visto che l’Eccellenza è un campionato di interesse nazionale, si possono ridurre i tempi della ripresa facendo una visita dedicata agli atleti professionisti. Quindi, volendo fare le cose alla luce del sole e tutelando la salute di tutti, abbiamo cercato un centro apposito, affidandoci al nostro medico sociale; sono stati mandati tre giocatori che avevano già contratto il covid in maniera asintomatica”.

Il futuro è ancora incerto, ma qualche speranza di ripresa sembra esserci: “Il nuovo protocollo risolverebbe già questa situazione, non dovendo passare da una visita professionistica. Tuttavia, non essendo ancora possibile, dobbiamo tutelare anche gli investimenti della società, per poter permettere all’allenatore di avere a disposizione almeno tre elementi che avrebbero sicuramente dovuto aspettare un mese prima di rientrare”.

Infine, Laoretti puntualizza: “Non è una polemica da parte nostra, sia chiaro, ma una scelta societaria. La situazione è simile a quella degli infortuni: succede sempre anche a noi di valutare trafile mediche in relazione al tipo di giocatore, investendo di più ma con maggiore efficacia nelle cure”.

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